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Arcevia: piano provinciale cave sul monte S.Angelo, Italia Nostra presenta un esposto al Tar Marche

Italia Nostra 2' di lettura 14/01/2013 - L'Associazione Italia Nostra Onlus si è vista costretta a presentare due esposti al TAR Marche contro due iniziative che, se realizzate, provocherebbero un forte degrado ambientale nella nostra regione.

Il riferimento va a due situazioni simili perchè vedono protagoniste ed attrici amministrazioni pubbliche quali la Comunità Montana di Camerino insieme alla Regione Marche e la Provincia, commissariata, di Ancona.

Nel primo caso la Comunità Montana, d'accordo con la Regione Marche e in contrasto con la vicina Regione Umbria, intende realizzare un impianto eolico di oltre 15 maxi pale al confine con la piana di Colfiorito in area paesaggisticamente tutelata e su cui la Direzione Regionale dei Beni Culturali già dal 2008 ha espresso parere vincolante negativo. Per Italia Nostra è chiaro che la localizzazione di tale impianto, in area vincolata sotto l'aspetto paesaggistico tutelato dall'art. 9 della Costituzione Italiana, è da rifiutare.

Nel secondo caso la commissaria della Provincia di Ancona, dopo che Italia Nostra aveva vinto anche davanti al Consiglio di Stato il ricorso per la modifica del Piano Provinciale Cave, ripropone lo stesso Piano con una VAS (Valutazione di Impatto Strategico) sulla stessa area del Monte S. Angelo di Arcevia. Per Italia Nostra è certo che l'area non è idonea perchè lì insistono zone archeologiche, zone di tutela di boschi, crinali e sorgenti nonché valori storici legati ad avvenimenti della Resistenza della II Guerra Mondiale, i più rilevanti della nostra Regione.

Le due cause sono state discusse in questi giorni e l' avvocato incaricato da Italia Nostra, Tommaso Rossi del Foro di Ancona, si è visto riconoscere nonostante, la opposizione delle altre parti, la ammissibilità dei due ricorsi.
Le prossime udienze, nelle quali si entrerà nella sostanza di quelle che noi riteniamo essere state violazioni di leggi, sono state fissate entrambe per il 6 giugno 2013.

La considerazione critica che vogliamo venga percepita dai cittadini e dalla pubblica opinione è che a progettare il degrado ambientale siano proprio la Regione Marche e gli enti pubblici locali, cioè coloro che dovrebbero difendere l'ambiente in base ai valori affermati dalla Costituzione Italiana.
Pertanto chiediamo che ci venga almeno risparmiata dalla politica regionale la solita litania sullo sviluppo compatibile, sulla green economy e sul meraviglioso progredire delle genti....






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2013 alle 18:47 sul giornale del 15 gennaio 2013 - 2286 letture

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