statistiche accessi

Rissa all'Hotel Lori, Giuseppina Fattori: 'Società rovesciata sempre più distratta e egoista'

hotel lori 3' di lettura Senigallia 13/01/2013 - La rabbia non sempre è un cattivo sentimento, può servire a trovare l'energia per difendere un diritto, sostenere una ragione.

Così il racconto che la stampa, con molta superficialità e poca curiosità, ha fatto della cosiddetta “rissa dell'hotel Lori” è uno di quegli episodi che impongono il dovere etico dell'indignazione. La vicenda è quella di un gruppo di giovani profughi dalle guerre, dalla fame, dall' inferno quotidiano di un continente, l'Africa, che ha conosciuto la modernità e l'occidente solo come sopraffazione, saccheggio, sterminio e rapina, che giunti nel nostro Paese incontrano l' “accoglienza” delle istituzioni.

Un' ospitalità algida, burocratica che li “concentra” in un albergo dove quasi mai le istituzioni si materializzano ad ascoltare i bisogni, offrire assistenza vigilare e li consegnano alla scuola, ecco perché conosco questo calvario, senza preoccuparsi di fornirli dei più elementari sussidi didattici che sono, in questi, casi fondamentali. Nei mesi di accoglienza quei giovani hanno conosciuto l'Italia peggiore, quella delle spallucce, delle braccia allargate e del sospiro di chi non può far nulla perché non vuole far niente.

Così questa ignavia ha permesso che chi si è interfacciato a loro, i gestori dell' hotel Lori,interpretassero quello che era un loro ben remunerato dovere (46 euro al giorno per ogni rifugiato) come una caritatevole concessione che poteva consentirsi di dimenticare di accendere i riscaldamenti o ritardare la misera corresponsione di 2 euro e mezzo al giorno, prevista nel programma del Ministero. Da qui la protesta di molti di loro, la richiesta di rispetto e il riconoscimento della dignità. Non so se queste rimostranze siano state troppo vivaci, so e credo che fino a ora su questa vicenda ci sono state omissioni e sottovalutazioni a cominciare da chi avrebbe il dovere dell' informazione ma soprattutto da parte di chi avrebbe dovuto vigilare e provvedere, in questo caso in primis,l'assessorato ai servizi sociali del comune.

Altro che interessamento dell' assessore Volpini, che nessuno ha visto o sentito mentre quei giovani erano sotto la pioggia , davanti alla questura in attesa di una sistemazione, altro che gli insulti barbari che gli sciocchi esibiscono sui social network contro persone che invece meriterebbero profondo rispetto. C'è inoltre una riflessione amara che questa storia ,credo, ci consegni. Lo sfarinamento civile di una comunità, la nostra, quella che ci sforziamo di raccontare solidale, aperta, attenta al mondo, di rappresentare come vicina agli ultimi e alle loro sofferenze. Mi chiedo e chiedo a cosa servano le kermesse estive alla Caterpiller se poi vediamo i disabili e le loro famiglie costrette in piazza perchè il Comune li dimentica e taglia l'assistenza, mi chiedo quale sia la funzione dei centri dell' antagonismo sociale se non si accorgono di queste ingiustizie, se non costruiscono nel quotidiano e si limitano a qualche sporadica sceneggiata che forse farà guadagnargli qualche menzione nei programmi turistici tra le attrazioni del folklore alla pari della Racchia di Sarnano o della Rabita di Fano.

Insomma una società rovesciata sempre più distratta e egoista alimentata solo dalla linfa della falsa coscienza pronta all' esibizione e al presenzialismo nei gran galà della solidarietà ma che ignora e nasconde la vera sofferenza.


da Giuseppina Fattori
già sindaco di Castelcolonna




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-01-2013 alle 21:51 sul giornale del 14 gennaio 2013 - 2221 letture

In questo articolo si parla di attualità, hotel lori, Giuseppina Fattori

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/IaE





logoEV