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Ex colonie Enel: approvato il progetto attuativo. Ceresoni, 'Progetto strategico per la città'

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La Giunta approva il piano attuativo per la riqualificazione delle ex colonie Enel, sul lungomare Da Vinci, e aggiunge un altro tassello al mosaico della città che cambia. Dopo il contributo di due milioni e mezzo di euro della Regione che apre la strada per il recupero del comparto del centro storico degli “Orti del Vescovo”, ora tocca al lungomare.

Dopo l'adozione e le osservazioni e controdeduzioni al progetto sarà la volta dell'adozione definitiva e il conseguente rilascio da parte del Comune alla proprietà del permesso di costruire. “Si tratta del progetto più strategico di questo mandato amministrativo e che ridisegna tutta la testata nord del parco litoraneo del lungomare di levante -spiega l'assessore all'urbanistica Simone Ceresoni- un parco, previsto fin dal 2002, e poi inserito nella variante di costa del 2004”.

Il piano attuativo delle ex colonie Enel, il cui rudere è stato già demolito, interessa una superficie di 35 mila metri quadrati di cui 23.700 di proprietà privata (un pool di imprenditori tra cui figurano Riccardo e Remo Morpurgo). Nell'area sorgerà un residence con 34 appartamenti, un ristorante, due bar e un hotel a cinque piani, con altezza massima di 15,7 metri, con 42 camere, un ristorante, una piscina e un'area fitness. Dagli oneri di urbanizzazione arriveranno anche nuove infrastrutture.

“Gli elementi di interesse pubblico connessi alla riqualificazione sono molteplici -aggiunge Ceresoni- oltre al recupero di un'area ora in degrado, c'è la realizzazione di una rotatoria di collegamento tra la statale e il sottopasso ferroviario che sarà anche rifatto, e un percorso ciclo-pedonale tra il Ciarnin e il lungomare. Sono previsti inoltre due parcheggi pubblici, uno nell'area Ciriachi e uno lungo la statale, un parco marino fronte mare. Ma non solo. Nell'hotel è prevista anche una spa per il recupero della funzione elioterapica delle ex colonie; inoltre tutta l'edilizia sarà realizzata con il livello tre del protocollo Itaca-Marche per la tutela ambientale, come primo esempio assoluto nella regione”.

Secondo l'iter amministrativo, e se la proprietà rispetterà i tempi di consegna di tutta la documentazione, i lavori potrebbero iniziare a fine 2013, inizio 2014.



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Questo è un articolo pubblicato il 03-01-2013 alle 23:59 sul giornale del 04 gennaio 2013 - 5943 letture