Navalmeccanico: via anche la seconda nave. Ed ora la bandiera per gli approdi tutistici

2' di lettura Senigallia 20/11/2012 - In trenta secondi la seconda imbarcazione fantasma nell’ex cantiere Navalmeccanico ha preso il largo nel porto di Senigallia. Trenta secondi nei quali abbiamo ripercorso un incubo durato trenta anni.

Quando l’imbarcazione è scesa in acqua, ci sono stati applausi liberatori da parte della gente. La gioia per lo scampato pericolo non ci deve tuttavia far dimenticare quanta fatica abbiamo fatto per scrivere la parola fine su una vicenda che sembrava destinata a non chiudersi mai. Era una storia che si trascinava da trent’anni tra omissioni, veti incrociati, ostacoli burocratici e che oggi trova una soluzione. Una sorta di buco nero che sembrava destinato a connotare per sempre il paesaggio marino senigalliese. Ed invece in queste settimane stanno finalmente prendendo il largo nel porto di Senigallia le cinque imbarcazioni originariamente di proprietà del Ministero degli Affari esteri, che da circa trenta anni, erano ferme nell’ex cantiere navalmeccanico e che come una sorta di macigno ne frenavano le ambizioni di sviluppo futuro.

C’è voluta tutta la nostra tenacia, e la nostra determinazione per conseguire questo obiettivo, c’è voluto il lavoro incessante dell’Amministrazione Comunale di Senigallia, a cominciare da quella guidata da Luana Angeloni, per accelerare l’iter procedurale consigliato dall' avv. Francesco Rosi; c’è voluto l’apporto della struttura comunale , l’ingegner Gianni Roccato e il geometra Silvano Simonetti in particolare; un grazie all’autorità marittima, all’Ammiraglio Giovanni Pettorino e ai suoi collaboratori, al Demanio di Ancona e al suo direttore Trubbianelli, ai Comandanti dell’Ufficio Locale Marittimo che si sono avvicendati: Domenico Cicco e Antonio Montinaro. Un ringraziamento speciale va a Giovanni Garofolini, gia dipendente del Navalmeccanico, il cui contributo di memoria, competenze ed impegno è stato determinante per realizzare questo sogno.

In virtù dello sgombero del cantiere dell’ex Navalmeccanico Senigallia si candiderà per ricevere una doppia bandiera blu, comprensiva non solo della spiaggia ma anche dell’approdo turistico. Questo risultato lo voglio dedicare al compianto Fernando Rosi, che tanto si è adoperato per raggiungerlo. Prima controllava la situazione dal suo balcone, ora, ne sono certo, continuerà a farlo, da lassù.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2012 alle 18:38 sul giornale del 21 novembre 2012 - 4087 letture

In questo articolo si parla di attualità, maurizio mangialardi, sindaco, navalmeccanico

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rofor

21 novembre, 00:29
" (...) c'è voluto l'apporto della struttura comunale (...) ", per inventare il... "varo di sponda", per il quale "La Repubblica" ci prende (giustamente) per il c..o:

http://video.repubblica.it/cronaca/senigallia-il-varo-fantozziano-del-peschereccio/111411?video&ref=HRESS-4

La nautica da diporto é al palo..i pescatori non prendono più un pesce ed aspettano i soldi di non si sa bene chi..bisogna capire se la previsione di un nuovo specchio acqueo sia poi di effettiva utilità..aver liberato l'area é sicuramente un bene..ma cosa farci? Ah..l'articoletto di repubblica é solo l'esempio del cattivo giornalismo d'accatto dei giorni nostri..un riferimento nazional-popolare x attirare lo sguardo dell'internauta..la ditta (di Fano mi pare) doveva stare più attenta, ma di quegli articoli se ne potrebbe proprio fare a meno,,

E perché farne a meno ? E' cronaca, nel bene e nel male.
A dir la verità mancava il Gabibbo per completare l'opera.
Se si guarda bene il video si vede che non si è per niente contemplato il fatto che la nave si potesse ribaltare su un lato oppure andare a sbattere contro una banchina (come è successo) dove era presente della gente.
Ma dopo 30 e passa anni è normale che ci si dimentichi di come si vara una nave.
P.s. Forse se rompevano una bottiglia di spumante aveva più fortuna...

Signor Sindaco, poichè ci sono rimaste ancora tre motonavi da varare,
una cerimonia ufficiale con tanto di bandierine sullo scafo e la classica bottiglia di spumante sulla fiancata, non si potrebbe fare?
E' vero che ci stiamo liberando di alcuni relitti che deturpavano la città turistica ma è altrettanto vero che se ne va un pezzo della nostra storia con un cantiere navale conosciuto per la sua professionalità che ha dato tanto lavoro ai nostri concittadini.
Leonardo Maria Conti

Loris The Sailor

21 novembre, 22:42
..ma dove andranno ste navi? chi le traghetta? io le avrei messe in acqua e diventavano un bel posto pieno di pesci per fare immersioni...

be va be
non siamo all'altezza di varare una piccola inbarcazione
pazienza

nei lavori non ci si improvvisa
se non si ha esperienza ci si rivolge ai vicini di ancona
oppure ai cugini di fano!

perchè vedere quel filmato mi ha fatto venire i brividi
quelle corde in tensione! se si rompevano!
la nave che si poteva ribaltare!
si parla tanto di sicurezza sul lavoro!




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