Immigrazione: nasce il progetto 'Immigrazione e solitudine, la memoria nelle mani'

Immigrazione e solitudine 4' di lettura Senigallia 02/11/2012 - La presenza nel territorio del Comune di Senigallia e di quelli compresi nell’Ambito Territoriale e Sociale n. 8 di immigrati extracomunitari regolari e irregolari, ha visto ormai da tempo impegnate l’Amministrazione comunale, le associazioni di volontariato ed enti, nella gestione di tutte le problematiche legate ad un fenomeno di così grande rilievo come quello relativo all’immigrazione. Questo fenomeno si è acuito negli ultimi anni anche a causa della presenza di rifugiati provenienti dai paesi dell’Africa dominati da guerre interne.

Se teniamo conto che, accanto al fenomeno delle immigrazioni di massa, si è aggiunta la grave crisi economica che ha colpito anche il nostro Paese, riducendo in modo progressivo le opportunità di lavoro. La mancanza di lavoro, così come il ritrovarsi a vivere in un paese lontano e straniero e spesso ostile, rischia di generare conflitti e gravi forme di disagio sociale, di emarginazione, di solitudine che in alcuni casi sfociano in azioni considerate di “disturbo”.

Da questa analisi comportamentale è nata l’esigenza di creare intorno a questa realtà una rete di sostegno. Nasce così il Progetto “Immigrazione e solitudine- La memoria nelle mani", progetto selezionato nell'ambito del bando 'C'entro anch'io' promosso e finanziato da COOP Adriatica.

I soggetti che hanno dato vita a questa iniziativa sono: Associazione ACADS (Associazione Culturale Arancia Donna Subsahariana) in qualità di capofila, A.U.S.E.R. ONLUS Senigallia/Ancona, Comune di Senigallia Assessorato ai Servizi alla Persona e Consulta Comunale del Volontariato, C.G.I.L., A.N.D.O.S. ONLUS , Fondazione CARITAS Senigallia ONLUS, Cooperativa Undicesima Ora.

Il progetto, rivolto naturalmente agli immigrati, si propone di creare delle opportunità per sviluppare le loro capacità di comunicazione, così come vuole favorire l’approccio anche ad alcuni antichi mestieri in via di estinzione creando occasioni di lavoro. Si pone inoltre come obiettivo quello di favorire l’integrazione, non solo con la cultura ospitante, ma anche tra le varie etnie, al fine di facilitare la convivenza e la collaborazione in un contesto di fiducia e di rispetto reciproco.

Il progetto, della durata di due anni, ha avuto inizio nel Settembre 2012; i primi percorsi formativi sono stati: corso di lingua italiana, corso di cucito e di parrucchieria, rivolto a donne immigrate, momentaneamente accolte nelle strutture della Fondazione Caritas, o residenti nel territorio comunale; corso di recupero di mobili usati e di lavorazione del cuoio. E’ in via di attivazione un corso di lavoro agricolo e di giardinaggio.

Si prevede inoltre l’avvio, durante il periodo invernale, di lezioni teoriche informative sui diritti e doveri riguardanti la Legislazione Italiana, al fine di favorire l’accesso ai servizi del territorio, e brevi cenni sul Codice della Strada.

I risultati attesi sono soprattutto volti a creare una situazione di “benessere” e di integrazione sociale e lavorativa degli immigrati, ritenendo che non siano solo un peso ma una risorsa per il Paese, l’incentivazione delle attività di rete e di sinergia con le varie associazioni, enti e organizzazioni del pubblico e del privato presenti sul territorio che si occupano di immigrazione, per permettere anche uno sviluppo e una continuità nel tempo.

Le criticità evidenziate in questi primi due mesi di monitoraggio e di valutazione delle azioni da mettere in campo, hanno rilevato una iniziale diffidenza da parte degli utenti di sesso maschile coinvolti che è sfociata anche in qualche caso in una forma di indifferenza di fronte alle proposte loro rivolte. Ciò crediamo sia dovuto in gran parte alle condizioni di disagio ed alla situazione giuridica di “precarietà” in cui la maggior parte dei nostri utenti vive, in quanto trattasi soprattutto di rifugiati.

Le Associazioni di Volontariato e l’Amministrazione locale hanno da tempo dovuto vicariare le Istituzioni preposte per la presa in carico di questi soggetti, molti dei quali giunti in Italia a seguito della cosiddetta “Emergenza Nord Africa”, che altrimenti sarebbero rimasti privi di punti di riferimento sul territorio. Alla iniziale fase emergenziale non ha infatti fatto seguito da parte delle Istituzioni preposte una concreta risposta all’accoglienza e all’inserimento socio-lavorativo dei richiedenti asilo.

Differente è stato l’approccio ai corsi dell’utenza femminile che si è mostrata partecipativa ed entusiasta. Questo è accaduto probabilmente per due motivi: sia perché si tratta di donne che erano già presenti da tempo nel nostro territorio e quindi facilitate nella socializzazione, sia perché rese protagoniste e “liberate” da un ruolo marginale a cui erano costrette dalla loro tradizione culturale.

Info e contatti:
Sede ACADS Via Podesti 63 - cell. 349.6046811-333.5976003








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-11-2012 alle 15:36 sul giornale del 03 novembre 2012 - 3677 letture

In questo articolo si parla di attualità, consulta del volontariato, immigrazione e solitudine

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Ci adoperiamo così tanto per gli extracomunitari con un ottimo ritorno in delinquenza generica oltre allo spaccio che sono davanti agli occhi di tutti. Ma sarebbe bello invece che queste energie fossero profuse per i nostri concittadini con problemi e difficoltà. Inoltre chi paga tutto ciò?? La vicinanza dell'amministrazione comunale si esplicita naturalmente utilizzando le nostre cospicue addizionali comunali. Immagino che il sig. Volpini che si sente così vicino a costoro sarà molto soddisfatto di queste iniziative. Un saluto alla redazione

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gentile redazione posso sapere perchè il mio commento di stamani non è stato pubblicato?
grazie

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Gentile Giosempre,
Se vuole commentare in tempo reale deve copletare la registrazione. Altrimenti i commenti vanno online dopo che la redazione li ha letti. Questo processo di solito dura poche ore, ma in alcuni casi, come nei week-end, la notte o simili può allungarsi un po'.
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...se questa iniziativa servirà anche solo a togliere qualche ragazzo dai parcheggi (o ad evitare che altri se ne aggiungano...) sarà già stata molto utile!

MARCO BOMPREZZI

04 novembre, 16:55
Commento sconsigliato, leggilo comunque

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Dimenticavo, sconsigliamo anche i commenti scritti in maiuscolo.

Beh, se Bomprezzi "urla" ha tutte le ragioni del mondo!

Avete visto il servizio su ExtraBanca di Report di ieri sera?
Si tratta di una banca che concede credito anche agli stranieri che lavorano in Italia. In questo modo stanno creando molti posti di lavoro, dei quali la metà sono riservati agli italiani.
In alcuni casi gli stranieri sono davvero una risorsa, perché negarlo?