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Arrestato ingiustamente per spaccio chiede un milione di euro a Prota e Ubertini

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di Sudani Scarpini
redazione@viveremarche.it


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Arrestato dai carabinieri Massimo Prota e Simone Ubertini e condannato, sulla base di false prove, per spaccio di sostanze stupefacenti un albanese chiede un milione di euro di risarcimento.

Zulfi Suljemani, arrestato nel febbraio 2011 dai due militari arrestati nel 2011 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, peculato e falso in atto documentale, è stato condannato per spaccio. Un'accusa che però si sarebbe rivelata falsa, costruita (secondo gli inquirenti) dagli stessi militari. Prota e Ubertini, infatti, avrebbero nascosto 40 grammi di cocaina nell'auto dell'albanese successivamente arrestato.

L'uomo, assistito dall'avvocato Donnino Donnini, professandosi innocente e rigettando le accuse rivolte a suo carico dai due carabinieri di Senigallia fece partire le indagini sui due appuntanti che ne portò poi agli arresti. Una versione che dovrebbe essere confermata, durante il processo a loro carico che si aprirà il 4 aprile, dalle dichiarazioni rese durante l'incidente probatorio dal brigadiere Luciano Olivieri.

Difeso dall'avvocato Daniele Massaccesi, Olivieri, arrestato con Prota e Ubertini con l'accusa di aver redatto verbali falsi, avrebbe ammesso davanti al giudice Francesca Zagorero di essersi accordato con i due appuntanti del Norm per stilare falsi verbali consapevole che le prove a carico delle vittime (anche nel caso di Suljemani) erano false. Il brigadiere, che ha confessato la falsa testimonianza dei carabinieri contro l'albanese durante il processo a suo carico, ha poi patteggiato una pena a 18 mesi.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2012 alle 17:32 sul giornale del 31 ottobre 2012 - 5441 letture