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comunicato stampa

Partecipazione e Rifondazione: 'Senigallia diventi città della Trasparenza, Legalità e Lotta alle Mafie'

5' di lettura
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da Gruppo Partecipazione e Rifondazione Comunista

Quello di martedì 30 ottobre sarà un Consiglio Comunale molto importante per la nostra città, perché l’assise cittadina sarà chiamata a compiere delle scelte importanti che riguardano la Trasparenza, la Legalità e la Lotta alle Mafie.

Senigallia, in maniera netta e senza titubanze, deve cominciare a dare delle risposte serie e articolate a questi problemi e non con delle semplici dichiarazioni di intenti, per quanto apprezzabili siano. Noi di Partecipazione e Rifondazione Comunista abbiamo presentato tre proposte che, se votate, cambieranno in maniera radicale l’approccio dell’Amministrazione su alcuni punti fondamentali.

Per quanto riguarda la questione legata alla Trasparenza e alla Legalità, abbiamo stilato una Mozione di indirizzo che impegna la Giunta ad approvare, entro tempi brevissimi, un regolamento per la concessione di contributi alle associazioni, agli enti e alle istituzioni culturali per le sezioni che riguardano la cultura, lo sport e il turismo. E il regolamento, secondo le nostre indicazioni, dovrà essere il più stringente possibile. In un momento di gravissima crisi come questo, dove la Caritas, il Centro per l’Impiego, i Servizi Sociali, lo stesso Sindaco, richiamano continuamente alla gravità della situazione che stiamo vivendo, i soldi alle associazioni vengono erogati dalla Giunta senza che ci sia un controllo stretto sul loro utilizzo, perché, in mancanza di un regolamento (c’era più di venti anni fa ma poi è passato in disuso), le stesse associazioni non sono tenute a rendicontare in maniera analitica le spese sostenute con le classiche (e indispensabili) “pezze d’appoggio”. In almeno un caso abbiamo riscontrato la presenza di una blanda convenzione, di scarsa efficacia sul controllo delle spese, totalmente disattesa nei pur modesti obbiettivi, che serviva a coprire, soltanto formalmente, una gestione perlomeno “distratta” delle scarse risorse di denaro pubblico. A questo inammissibile modo di agire bisogna porre immediatamente rimedio.

E’ la Giunta che decide a chi dare i soldi e la somma da erogare, quali siano i soggetti da promuovere e i progetti da finanziare, ma il denaro erogato è pubblico ed è fondamentale, per una questione di trasparenza, eticità e moralità, sapere al centesimo come vengono spesi i soldi, di qualunque somma si tratti. Ci sono associazioni e società di cui non si conosce l’esatta natura, che gestiscono una enorme quantità di soldi pubblici: è inconcepibile che l’Amministrazione, custode per 5 anni degli interessi dei senigalliesi, non sappia per filo e per segno come i soggetti beneficiari di provvidenze siano gestiti e come spendano i denari a loro affidati. Nessuna caccia alla streghe: solo una richiesta di votare un regolamento che renda trasparenti ed efficaci i contributi di denaro pubblico ad associazioni, progetti ed eventi. Per evitare sprechi e malversazioni. Per evitare la presenza di soggetti economici paralleli che vivano in prosperità a spese del denaro pubblico. Non è più tempo per i se e per i ma: il dramma economico che stiamo vivendo impone questo tipo di scelte, che dovrebbero comunque sempre far parte del nostro sentire comune, indipendentemente dalle condizioni economiche.

Per quanto riguarda la questione della Lotta alle Mafie, plaudiamo alla scelta del Sindaco Mangialardi fatta questa estate, di dare la cittadinanza onoraria della città di Senigallia a Don Luigi Ciotti, che tra le sue numerose attività di impegno sociale, negli ultimi anni si è contraddistinto per essere il promotore di “Libera” l’associazione fondata alla scopo di combattere i soprusi delle mafie in tutta Italia.

Però noi pensiamo che a questo importante riconoscimento, che sicuramente identifica Senigallia, dobbiamo dare come amministratori della “cosa pubblica” un segnale ancora più forte, determinato e tangibile del nostro impegno, che deve essere improntato al massimo della trasparenza, eticità e moralità. Per questo motivo e proprio perché il nostro territorio deve restare libero da infiltrazioni mafiose, abbiamo chiesto al Consiglio Comunale di approvare l’adesione ad “Avviso Pubblico” e alla “Carta di Pisa”. Non si tratta di semplici dichiarazione di intenti, ma di un vera e propria serie di comportamenti etici che la classe politica cittadina è chiamata ad fare proprio come fossero il “Verbo”. Sono più di 200 i Comuni che hanno aderito ad Avviso Pubblico, senza colori politici e senza distinzioni di sorta. Senza contare che l’associazione “Libera” e quindi lo stesso Don Ciotti collaborano con “Avviso Pubblico”.

Queste proposte le abbiamo fatte perché siamo convinti che la battaglia contro l’illegalità e le mafie deve essere combattuta da tutti i componenti della società, a cominciare da noi politici. Aderire ad Avviso Pubblico significa essere parte di una rete positiva ed operosa e sentirsi in ottima compagnia in questo momento storico “complicatissimo” per la giustizia e la legalità. Significa, come ha scritto il Sindaco di Camerata Picena (che naturalmente ha aderito), mantenere un modo di pensare ed agire improntato, senza mezze misure o compromessi, alla trasparenza, alla pulizia, all’attenzione verso i più deboli ma, soprattutto, convincere e convincersi che il rispetto delle giuste regole significa anche rispetto del nostro simile e quindi di noi stessi. Significa anche adempiere ad un dovere etico assoluto, ovvero quello di spendersi affinché le future generazioni non vivano in ambienti dominati dalla prepotenza e dalla corruzione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2012 alle 16:56 sul giornale del 30 ottobre 2012 - 835 letture