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Dipendenza dal gioco d’azzardo: due casi tra Marotta e Ancona

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di Redazione


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Conosciuta anche con l’acronimo di GAP, sindrome da gioco d’azzardo patologico, la ludopatia è una dipendenza pari all’alcolismo e alla tossicodipendenza. A stabilirlo il Decreto del ministero della Salute, che ha inserito la patologia nell’elenco delle “nuove” malattie che è possibile curare presso le Asl.

Una decisione che non poteva essere rimandata, considerate non solo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che vedono il fenomeno in continua crescita in Italia e all’estero, ma soprattutto i casi di cronaca che sempre più numerosi affollano le pagine dei giornali. Troppi i debiti contratti al gioco che poi istigano a delinquere.

Nel mirino, tuttavia, non solo i siti web che consentono di scommettere sul calcio o giocare a blackjack e alle slotmachine, ma anche quelli dove e’ possibile giocare a poker online gratis, grattaevinci, bingo, corse ai cavalli, macchinette. Non casualmente il decreto fissa una distanza minima delle slotmachine dalle scuole, cercando di limitare almeno il contatto tra i giochi d’azzardo e i giovani.

La dipendenza, come nel caso di alcol e droghe, causerebbe delle vere e proprie crisi d’astinenza che induce i ludopatici a comportamenti violenti. La causa? La mancanza di adrenalina, del brivido, del rischio, della scommessa. Un vuoto che si crea non appena ultimato il gioco, ma che in realtà manifesta un vero e proprio disagio sociale, verosimilmente una mancanza di attenzione da parte della famiglia. Il gioco d’azzardo è un modo per riempire giornate vuote, ore interminabili.

Non è un caso, per esempio, che siano proprio le casalinghe di una certa età a investire parte dei propri soldi al bingo. Un modo per non restare a casa sole dopo la che i figli si sono resi indipendenti, la cosiddetta sindrome dal nido vuoto, passare il tempo con le amiche, senza rendersi conto delle enormi quantità di denaro nel frattempo dilapidate.

Una nuova piaga sociale e un problema che riguarda tutti, non pochi nelle ultime settimane i casi sul nostro territorio. Sembrava una rapina quella al Blue Bar: 500 euro portate via alla cameriera da alcuni malviventi in pieno pomeriggio. Così aveva dichiarato la cinquantottenne di Marotta. Un mese di ricerche e l’insistenza delle forze dell’ordine hanno poi indotto la donna a confessore che aveva perso tutti i soldi in 260 partite alle slotmachine.

Non meno grave, ad Ancona, il furto di 150 euro condotto da un’anziana signora ai danni di una sua cara amica in un tabacchino, quando, persi tutti i suoi soldi, non riusciva a fermarsi dal continuare a giocare.



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Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2012 alle 21:45 sul giornale del 24 ottobre 2012 - 450 letture