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Povertà a Senigallia, +31% nel 2011 e + 50% nel 2012, l'allarme della Caritas

La mensa della Caritas diocesana di Senigallia 2' di lettura Senigallia 20/10/2012 - Dopo l'allarme lanciato sul welfare dal Comune di Senigallia è la Caritas diocesana a denunciare una situazione che qualche tempo fa poteva essere definita drammatica, oggi è molto peggio. La Caritas si appella ai parlamentari marchigiani perché facciano qualcosa per modificare questa situazione che a fronte di un aumento delle povertà taglia i fondi al sociale.

Don Giancarlo Giuliani, direttore della Caritas Diocesana e Giovanni Bomprezzi, direttore della Fondazione della Caritas lanciano un grido d'allarme per la situazione attuale.

A far fronte alle povertà che a Senigallia sono cresciute del 31% nel 2011 e del 50% quest'anno sono gli enti locali, ovvero i comuni e la Caritas. Ma ai comuni vengono loro malgrado tagliati i fondi per il sociale. Non sarà più possibile a far fronte alla situazione. E la situazione non è una statistica, ma sono persone come una madre, racconta Bomprezzi, che si è presentata al Centro di Ascolto dicendo: "Non ce la faccio più a sentire ogni sera i miei figli piangere perché hanno fame. Prima o poi la facciamo finita tutti e tre". La Caritas registra spesso situazioni così. Le minacce di gesti estremi sono all'ordine del giorno nei poveri, ma fino a poco tempo fa erano solo strumenti per attirare l'attenzione sui problemi. Oggi nascono dalla disperazione.

Oggi a rivolgersi al centro di ascolto della Caritas non sono più in prevalenza cittadini extracomunitari, ma, per il 55%, italiani, famiglie originarie della nostra città che hanno perso il lavoro e non hanno più risorse. C'è una crescita molto forte di nuovi poveri nella fascia che va tra i 55 e i 60 anni, persone che hanno perso il lavoro e che non sono ancora in pensione.

La Caritas di Senigallia accoglie oggi 110 persone, ogni giorno 50 persone si rivolgono al centro di ascolto. In due anni ha pagato 400.000 euro in bollette ed affiti, ha potenziato le strutture di accoglienza, ha offerto 23.000 servizi solo nel 2011. Ha fondato una cooperativa per dare lavoro a chi non chiedeva il pacco cibo, ma l'opportunità di guadagnarlo.

"Se la difesa ha bisogno di 20.000.000.000 di euro per gli aerei ne prendo atto senza polemiche - commenta Bomprezzi - ma anche il sociale ha delle esigenze che non possono essere ignorate".

In un contesto come questo l'aiuto che i privati possono dare, e che la Caritas sollecita (tutte le info su come fare donazioni o offrirsi come volontario sul sito www.caritassenigallia.it) è senza dubbio utile, ma non può essere sufficiente. E' necessario non tagliare i fondi per il sociale dei comuni. Per questo la Caritas di Senigallia si rivolge alle istituzioni ed ai parlamentari marchigiani e chiede un tavolo di confronto.








Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2012 alle 16:39 sul giornale del 22 ottobre 2012 - 2472 letture

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