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Crisi del welfare e i nuovi poveri: c'è anche chi non riesce a pagarsi il funerale

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Nel bilancio 2013 a rischio sono anche i servizi alla persona. Il Comune, alle prese con la redazione del documento economico che sarà approvato entro il 31 dicembre, ha già annunciato che per effetto del patto di stabilità e della spendig review il bilancio dovrà tagliare 9 milioni di euro.

Già nel 2012, a fronte di 5 milioni di euro di tagli, il Comune aveva scelto di non toccare comunque il sociale e il turismo. Stavolta però la situazione sarebbe più seria. A fronte di maggiori tagli, aumentano però le spese dei servizi alla persona (in media il comune stanzia per il welfare circa 5 milioni di euro all'anno) a causa dell'aumento della “povertà”. Sempre più senigalliesi non riescono a pagare l'affitto, coprire le spese scolastiche dei figli e in alcuni casi addirittura non ci si può permettere neanche il proprio funerale.

“Le nuove emergenze sociali sono quelle che coinvolgono sempre di più famiglie normali, senigalliesi mentre fino a poco tempo fa le richieste di aiuto venivano prevalentemente da categorie più a rischio come quelle degli extracomunitari -spiega l'assessore ai servizi alla persona Fabrizio Volpini- a noi si rivolgono famiglie senza più lavoro, anziani che non riescono a fronteggiare le utenze e le spese per le medicine. Noi stiamo intervenendo con l'erogazione di buoni per la spesa alimentare, con il pagamento delle utenze domestiche, mense e tasse scolastiche, contributi per l'acquisto di medicinali non mutuabili e quest'anno addirittura per le spese funerarie”.

I dati stilati dall'assessorato ai servizi alla persona sono allarmanti: dal 1° gennaio al 30 settembre sono stati stanziati 15.860 euro per i buoni spesa, 29.518 euro per le utenze e medicinali (nel 2011 la spesa è stata di 15.640 euro). Gli sfratti sono in media 4 al mese. Per questo il Comune si è attivato per l'accoglienza di famiglie con minori per un costo di oltre 16.000 euro al mese. 21 nuclei familiari sono ospitati nelle strutture della Caritas e altri 19 in altre strutture. Il Comune ha anche erogato contributi per il deposito cauzionale e per sanare situazioni di morosità negli affitti per 29 famiglie con una spesa di 30.000 euro. Poi c'è il Fondo di Solidarietà che stanzia 150 mila euro l'anno per tirocini formativi da 600 euro al mese per le famiglie che hanno perso il lavoro.

Questa situazione ci obbliga a ragionare sul nostro modello di welfare e sui servizi che in questi anni abbiamo erogato -spiega Volpini- lo vogliamo fare naturalmente insieme al mondo della cooperazione, dell'associazionismo per creare una task force e riprogrammare le attività del 2013”. Per cercare di salvare il welfare, nel bilancio 2013 la Giunta al momento non esclude nessuna possibilità anche se per aumentare le entrate l'unica leva sarebbe quella della pressione fiscale. Una delle ipotesi al vaglio sarebbe quella di ritoccare, secondo il principio della progressività per cui chi più ha più paga, tariffe e servizi a domanda individuale.

“Siamo riusciti a reggere ai colpi dei tagli solo grazie alla stagione turistica che dà un boccata d'ossigeno ma la situazione è davvero drammatica -conferma il sindaco Maurizio Mangialardi- stiamo ragionando su come riscrivere il bilancio 2013 e in questo momento non possiamo escludere nessuna possibilità”.





Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2012 alle 12:30 sul giornale del 22 ottobre 2012 - 1537 letture