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comunicato stampa

Al Gratis la mostra di Michele Sanna

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La mostra che inaugurerà la stagione 2012-13 nasce innanzitutto da un incontro, quello avvenuto tra la realtà del Gratis e Michele Sanna. Ci siamo conosciuti lo scorso anno in occasione di un progetto (C’entro anch’io) di cui il Gratis era partner e in cui Michele teneva un laboratorio di pittura e, lo scorso Luglio, è stata fondamentale la sua collaborazione per l’allestimento di Sotto le stelle del jazz estate (prima edizione) in via Carducci.

Condividendo queste esperienze, ci siamo avvicinati così pian piano al suo mondo. Un mondo fatto di restauro (il suo lavoro), di pittura (sui supporti più svariati, spesso riciclati), ma fatto soprattutto di Passione per tutto ciò che è arte. Per questo ci teniamo, visto che lo spazio espositivo non è in questo caso un museo, né una galleria, a ringraziare l’amico oltre che l’artista, perché è stato appunto il suo modo di fare arte, aperto al confronto, teso a coinvolgere anche i non specialisti, facendo assaggiare anche loro un po’ di arte come GIOCO, nel suo senso più nobile, che ha reso ricca quest’esperienza intessendo relazioni, offrendoci momenti di condivisione, divertimento, crescita. (Forse che poi non sia questo il compito dell’arte ai nostri giorni?…)

Sistema si gioca sulla ripetizione insistita di un elemento che quotidianamente incontriamo nel nostro paesaggio: la rete arancione che spesso delimita i cantieri edili. Trovandosi a lavorare di notte nei posti più disparati, l’artista s’imbatte in questa e concepisce un ciclo di lavori in cui essa si fa modulo che, ripetuto insistentemente, dà vita a figure diverse. Se la rete può essere “correlativo oggettivo” di tutto ciò che è chiusura e separazione tra un “dentro” e un “fuori”, recinzione e gabbia, le immagini che essa crea sono altrettanti simboli dei vari sistemi che, integrati, costituiscono il sistema globale in cui viviamo e che appunto da reti, soprattutto quelle elettrica e telematica, è controllato. L’ossessività che l’iterazione del modulo produce a tratti offre uno spunto di riflessione sull’età contemporanea e sul nostro vivere in essa: se di molte tecnologie di standardizzazione e controllo siamo ormai coscienti, ci sono sicuramente posizioni e ruoli che assumiamo invece inconsapevolmente.

Nulla sfugge al sistema: come esso è dappertutto, così la rete non poteva restare confinata entro i riquadri delle cornici, ma ha finito per espandersi sulle mura del Gratis, circondandoci a 360 gradi. E’ soprattutto allora che l’artista, giocando su piccoli dettagli, diversi tagli prospettici o diverse tecniche di colore, ci lascia intravedere le “falle” che spezzano la continuità-omogeneità del sistema, ci lascia immaginare diverse configurazioni possibili, invitandoci a guardare attraverso e oltre i buchi che la rete presenta: è da questi spazi interstiziali che muove l’azione di resistenza-opposizione di quanti desiderano un universo più sostenibile.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-10-2012 alle 15:28 sul giornale del 11 ottobre 2012 - 1604 letture