Cicconi Massi: aree a luci rosse in città per arginare la prostituzione

prostituzione 3' di lettura Senigallia 09/10/2012 - Voglio esprimere la più viva soddisfazione nei confronti delle Forze dell’ordine che nelle notti scorse hanno messo in atto un intervento importante finalizzato all’identificazione ed allontanamento delle persone dedite a prostituzione in alcune strade della città.

Quello dei Carabinieri è stata un’azione importante, indispensabile e quanto mai necessaria, anche se sappiamo bene che l’esercizio della prostituzione in quanto tale non costituisce reato o condotta soggetta a sanzioni e che gli strumenti che possono essere messi in atto dalle forze dell’ordine sono limitati alla verifica delle persone coinvolte o comunque collegati ad aspetti secondari rispetto al problema principale di tale fenomeno. La situazione nella strade della nostra città sta diventando veramente insostenibile e quello che deve scandalizzare non è tanto la suscettibilità del mero senso del pudore o del buon costume, sentimenti oggi alquanto relativi ed opinabili, quanto più che altro tutto ciò che si nasconde dietro al fenomeno della prostituzione. Osservare queste ragazze, per lo più straniere, costrette a sostare per ore, al freddo, soggette alle intemperie, nei cigli delle strade trafficate, già dall’imbrunire, fino a tarda notte, nelle mani di chiunque e soprattutto fruttate spesso da organizzazioni criminali, deve suscitare rabbia, non scandalo. Un paese civile e laico come si dice l’Italia, dovrebbe cercare di dare una regolamentazione innovativa ed europea a tale fenomeno.

La prostituzione esiste e non può essere ipocritamente nascosta da norme quali la legge Merlin, che ormai datata, si limita a negare il fenomeno e quindi costringe queste povere ragazze a vendere il proprio corpo in condizioni inaccettabili e sotto la schiavitù di criminali senza remore, alla luce dei lampioni stradali. La politica nazionale dovrebbe operare con coraggio nel senso di dare una definitiva e nuova disposizione normativa, non solo in senso di vietare la prostituzione in luogo pubblico, ma ponendo in essere delle regole che salvaguardino i diritti fondamentali, la salute e la libertà di chi decide di esercitare tale tipo di attività. Anche le amministrazioni comunali devono però poter intervenire sulla questione. Leggo che alcuni comuni hanno tentato, seppur in maniera parziale, di dare soluzione al problema. Cito ad esempio la regolamentazione del Comune di Firenze, che cita proprio il fenomeno della prostituzione e lo vieta nelle strade, ma che non supera limite culturale della pubblica decenza, o le ordinanze di altri piccoli comuni che hanno sanzionato le auto degli avventori, o la proposta del Sindaco di Napoli De Magistris, che ha avanzato l’idea di creare delle “zone a luci rosse”.

L’amministrazione comunale senigalliese non ha mai affrontato la questione. Credo sia giunta l’ora di porre mano al problema. Per questo motivo ho chiesto di convocare la I° commissione consiliare per verificare alla presenza del Sindaco, del Comandate della Polizia Municipale e del dirigente ai Servizi Sociali, quali siano gli strumenti in mano al Comune per poter porre un freno a questa intollerabile situazione. Perché non si può disciplinare il fenomeno, perché nella nostra città non potrebbero essere realizzate delle aree controllate per l’esercizio della prostituzione. Credo che non ci si possa fermare a prendere atto che la legge vieta o impedisce ai Comuni di intervenire, quanto più che altro credo si debba agire per non rimanere spettatori, inermi ed ogni tanto solo un po’ scandalizzati, innanzi ad una situazione grave e pericolosa.


da Alessandro Cicconi Massi
vice presidente Consiglio Comunale




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2012 alle 18:57 sul giornale del 10 ottobre 2012 - 6360 letture

In questo articolo si parla di prostituzione, alessandro cicconi massi, politica, confcommercio

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alk Utente Vip

09 ottobre, 19:39
Quello di cui il perbenismo si scandalizza si riferisce a quello che si vede (le ragazze sulla strada) e a quello che si immagina che dietro ci sia (gli sfruttatori).

In realtà, la prostituzione dilaga dappertutto in maniera silenziosa e forse anche più 'sicura' per le donne che la praticano. Il Corriere Adriatico ogni giorno ha una pagina piena di inserzioniste, il web ha decine di siti dove si possono prendere mille appuntamenti.. .allora, Alessandro, perchè non condividere quello che dici?

Amsterdam già esiste, magari non in quartiere dedicato, ma esiste! Il problema dello sfruttamento si risolverà solo quando si legalizzerà un qualcosa che, nel corso del tempo, da sola, ha trovato una strada per difendersi.

ice25 Utente Vip

09 ottobre, 22:01
E'ora di finirla questo e' il mestiere piu' vecchio del mondo bigotti o meno ci sara' sempre allora non e' forse meglio legalizzarlo apriamo le case chiuse le signore in
questione si regolarizzano pagano le tasse come tutti i professionisti e devono poi esserci vincoli per controlli sanitari .

Tra l'altro un Paese che ha legalizzato l'aborto in nome di una presunta "libertà della donna" non si capisce perché non legalizzi la prostituzione per lo stesso identico (e stavolta anche reale) motivo

Nome e Cognome

10 ottobre, 08:59
Commento sconsigliato, leggilo comunque

La prostituzione in se non è vietata, è vietato lo sfruttamento della medesima.

Il che significa che commettono reato clienti e protettori.

Detto questo, che è alla portata di tutti i cittadini che sanno leggere, la logica porterebbe alla legalizzazione completa (e non solo fittizia) della prostituzione.

E' evidente che esiste, è sempre esistita e sempre esisterà.

Sbagliato creare distretti a luci rosse (con ovvio deprezzamento delle proprietà limitrofe e "indignazione" dei residenti), corretto fare pagare le tasse e obbligare a controlli sanitari periodici.

Vorrei chiedere a Cicconi massi dove vorrebbe creare i distretti mercenari.

Secondo lui come andrebbe fatto? Con un imposizione velleitaria, come al solito, del consiglio comunale fregandosene delle rimostranze, strumentali o effettive, dei residenti?

Oppure il distretto verrebbe creato laddove risiedono i professionisti e gli amministratori di senigallia?

Tra l'altro, le case dove esiste e si pratica la prostituzione già esistono, e non è neanche difficili trovarle.

Ritengo, dunque, che la proposta di Cicconi sia strumentale (qualcuno si è interessato della questione) e superficiale (si propone senza minimamente considerare i difetti della proposta).

Ossequi.

Concordo,rne' inutile continuare a nascondersi dietro un dito,rnil fenomeno esiste e va regolato,rnvale anche per la droga, in America il probizionismo degli anni trenta ha provocava piu' morti di quanto e' successo poi dopo ed ha consentito l'arricchimento ed il proliferare delle mafie.
Credo che lo stesso succeda anche da noi.rnPutroppo lo spead ha messo da parte tutti i problemi ben piu' gravi, esempio lo sfacelo ambientale che il sistema attuale sta producendo.

Condivido i commenti dei lettori.
La prostituzione va legalizzata come in Olanda.
Solo così le prostitute potranno essere protette,
i clienti sicuri, e lo Stato guadagnare tassando le prestazioni.

Favorevole alla regolamentazione del mestiere. Basta con le ipocrisie come per esempio non è reato prostituirsi ma è reato andare con le prostitute. Scusate, ma queste a chi si prostituiscono? Allo Spirito Santo?!!?

Non si tratta di essere laici o meno, si tratta di avere un cervello e saperlo usare, cosa che invece ben pochi sanno fare.
La prostituzione esiste da quando è nato il mondo e sempre esisterà. Vietare una cosa impossibile è da dementi! La Legge Merlin, che tanto piaceva allora alla nobildonna, fu una vera e propria stupidaggine. Non ci vole un genio per capire che nulla sarebbe cambiato e che si sarebbero riversate in strada senza nessun problema!
Una persona appena appena inteligente sa benissimo che se fosse regolamentata, bene ovviamente, tante schifezze non si vedrebbero e calerebbe di moltissimo tutta la delinquenza che gira dietro la prostituzione.
Purtroppo però, avendo in Italia il Vaticano, rimarrà una chimera regolamentare il tutto, e quindi continueremo a vedere i quartieri a luci rosse!
Rendere legale la prostituzione vorrebbe dire renderla migliore, perchè ci dovrebbero essere i controlli a tappeto e perchè, essendo un lavoro a tutto tondo, non vedo perchè non si debbano pagare le dovute tasse.
Essendo però un popolo di bigotti, queste cose è meglio non dirle!

Regolamentare, unica soluzione. Daccordissimo con tutti i commenti sopra.

Tante parole, più o meno condivisibili, e nemmeno il parere di una donna: le uniche che dovrebbero dire la loro.

accontentiamoci di quello che abbiamo!!!

stasera la statale tra marina e marzocca era frequentata da molti traaans....

mi domando stanno cambiando i gusti degli italiani???

Paul Manoni

11 ottobre, 15:58
Intervengo a tempo ormai scaduto, ma mi preme ricordare una cosa ad un paio di commentatori.

@Melgaco
Non confondere "La libertà della donna", con la "ibertà di un individuo di fare ciò che vuole con il proprio corpo".

@Marlive
Dici che non si tratta di essere laici, ma poni come unico problema che si pone alla regolamentazione della prostituzione, il Vaticano, il popolo "bigotto" e moralista. Delle due l'una, e personalmente penso che ciò che occorra sia la prima. Ossia l'essere LAICI e in questo caso pratici. Cosa che i commenti di questo articolo dimostrano abbondantemente, oltre a dimostrare come la laicità dei cittadini, non si rilevi poi nei politici che hanno la pretesa di volerli rappresentare. Tu sai il perchè. ;)

@Daniele Sole
Hai ragione. Troppi commenti maschili, e nessuna prostituta on line a dare il proprio punto di vista. Però il discorso potrebbe valere, come dice anche Melgaco più sopra, per le Interruzioni Volontarie di Gravidanza. Cioè, magari gli uomini non ne dovrebbero parlare proprio, no? ;)

Per il resto, ovviamente concordo con tutti coloro che vogliono una regolamentazione e legalizzazione della prostituzione. Peccato solo che Comuni, Regioni, Provincie, Associazioni, Fondazioni ed enti di vario genere, non abbiano nessuna voce in capitolo. Occorre prima di tutto infatti, la totale abrogazione delle leggi nazionali sulla prostituzione, per riproporre in un secondo tempo una regolamentazione e legalizzazione del fenomeno.




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