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comunicato stampa

Mangialardi sul nuovo metodo tariffario dell’acqua: 'Aumentare la trasparenza delle scelte'

3' di lettura
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da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia

Acqua
Da tempo, come Sindaco, ho sostenuto nella maniera più convinta il principio dell’acqua come bene comune, riconoscendo il diritto umano, universale, indivisibile e inalienabile di accedervi liberamente.

Lo dimostrano le tante iniziative intraprese in passato dall’Amministrazione Comunale attraverso ANCI, AATO e Multiservizi e quelle a carattere nazionale che ci hanno sempre visto schierati in prima fila. In questo senso va ricordata anche la grande importanza della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha recentemente dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.4 della Finanziaria bis 2011, che disponeva la possibilità per gli enti locali di liberalizzare i servizi pubblici. Tale pronuncia riaffermava infatti un principio fondamentale di ogni ordinamento democratico: il rispetto da parte della maggioranza parlamentare degli esiti di un referendum popolare.

Ora prendo finalmente atto con soddisfazione che il legislatore nazionale ha finalmente individuato un organismo – l’AEEG, Autorità per l’Energia e per il Gas – come soggetto competente alla elaborazione di un nuovo metodo tariffario relativo all’acqua, rispettando il senso del dettato costituzionale e dando così piena attuazione agli esiti dei quesiti referendari proposti per difendere l’acqua come bene pubblico.

Questa Autorità dovrà ora rispettare, nella predisposizione del nuovo metodo tariffario, le ragioni di tutti quei milioni di cittadini che hanno riaffermato il valore dell’acqua come diritto universale e dunque sottratto alle logiche mercantili. Da questo punto di vista è fondamentale che oggi si ponga mano, seppur in grave ritardo, anche alla seconda parte della previsione referendaria, che abrogò la norma secondo cui la misura della tariffa doveva essere determinata tenendo conto dell’esigenza di remunerare il capitale investito. Questo non deve ora più accadere e, da parte nostra, vigileremo con la massima attenzione affinché le scelte dell’AEEG vadano correttamente in questa direzione.
Le prime proposte finora formulate dall’Autorità contengono infatti una apparente riduzione del 7% della tariffa rispetto al metodo attualmente vigente, ma esistono numerose perplessità – piuttosto critica è stata al riguardo anche la posizione dell’ANEA, l’Associazione degli Enti di Ambito – al punto da lasciar temere l’intenzione occulta di reinserire tale quota in altre forme.

Per prima cosa occorrerà allora aumentare la trasparenza delle scelte assunte, sviluppando un serio e approfondito confronto con tutti gli enti che hanno sostenuto la battaglia per la difesa dell’acqua pubblica e persino con gli stessi Comitati che si sono costituiti allo stesso fine. In mancanza di questo contraddittorio, verranno meno anche le competenze tecniche per una regolazione davvero indipendente del settore.
Servirà poi una accurata valutazione preliminare dell’impatto che un simile provvedimento di revisione tariffaria comporterà sulle varie economie dei soggetti coinvolti in termini di spese, ricavi, costi e assetti complessivi.

Altre perplessità strettamente riferite alla natura tecnica del provvedimento economico proposto dall’AEEG riguardano il tema della remunerazione del capitale investito, l’introduzione di una rivalutazione dei cespiti nel calcolo della tariffa, il riconoscimento degli ammortamenti sui cespiti finanziati da contributi a fondo perduto o dalla fiscalità generale.

Sono tutti aspetti complessi, la cui valutazione congiunta tra le varie parti in causa è però essenziale per garantire il rispetto della volontà espressa dai cittadini italiani e impedire che essi debbano alla fine trovarsi ugualmente a pagare ai soggetti gestori oneri finanziari ingiustificati rispetto a quanto sancito dalla nostra Costituzione.



Acqua

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-10-2012 alle 14:49 sul giornale del 05 ottobre 2012 - 1298 letture