Paradisi e Coen: 'Cesanella, ormai un quartiere a luci rosse'

prostituta 1' di lettura Senigallia 01/10/2012 - Solo pochi giorni fa un servizio di un telegiornale regionale, nel mostrare la pietosa condizione in cui versano alcune vie cittadine, mandava in onda immagini delle strade del quartiere Cesanella di Senigallia con il manto stradale completamente dissestato.

Ma è solo la punta di un iceberg di un degrado generalizzato a cui è stato abbandonato il popoloso quartiere cittadino che si trova oggi, per la prima volta, ad affrontare una “nuova” dolorosa emergenza: quella della prostituzione. In Piazzale Michelangelo, diventato ormai il principale punto d’accesso al quartiere, ci sono diverse prostitute che stazionano fin dalle prime ore serali nei pressi degli attigui giardini pubblici.

Un degrado che si consuma sotto gli occhi di tutti, bimbi compresi, in un pieno centro residenziale. Prostitute che, ovviamente, vengono “accompagnate” in auto sul posto di lavoro e poi riprese a notte fonda. E’ francamente incredibile l’atteggiamento di tolleranza assunto dalle autorità civiche prima di tutti in una zona, lo si ripete, ad altissima densità abitativa. Senza considerare il continuo via vai di clienti durante la notte che arreca disturbo alla quiete pubblica con il rischio peraltro che le residenti, magari al ritorno da una passeggiata, possano essere scambiate per prostitute ed approcciate da potenziali consumatori di sesso a pagamento.

Intervenga il sindaco, concordando con il comandante della polizia municipale Brunaccioni un piano di controlli serali (anche con la permanenza di una pattuglia per scoraggiare il fenomeno) e intervengano le forze dell’ordine per garantire serenità e sicurezza ai cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2012 alle 15:01 sul giornale del 02 ottobre 2012 - 5562 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamente civico

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Stefania

01 ottobre, 19:20
E' veramente avvilente affacciarsi dalla finestra e vedere ogni sera questo "spettacolo" che va avanti da mesi.
Speriamo che adesso qualcuno intervenga.

Vitale

01 ottobre, 21:53
Ora che il problema è stato sollevato speriamo in una rapida risoluzione anche se credo che tutti già sapessero.

Un genitore

ice25 Utente Vip

02 ottobre, 00:36
Non sarebbe meglio aprire le case chiuse non si vedono queste cose in giro
pagherebbero le tasse e nessuno si lamenterebbe e' ora di pensarci visto che in italia tutto e' possibile meditate

Era il lontano Settembre 2008 quando l'allora ministro Carfagna, in compagnia del Nano di Arcore, illustrò, all'Italia intera, la nuova legge sulla prostituzione in strada che, in teoria, avrebbe dovuto eliminare questo fenomeno. Dichiarava a quel tempo:

"Il nostro obbiettivo è togliere quelle ragazze dalle strade, colpire le organizzazioni criminali. Ci sono 70mila prostitute in Italia e il 75% è costretto a prostituirsi in strada. Per un’organizzazione criminale sarebbe difficilissimo operare in una casa. Nei condomini ci sarebbe un controllo immediato. Nel testo di legge introduciamo poi il reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, uno schiaffo per chi sfrutta e schiavizza. La questione del decoro urbano e della sicurezza mi stanno a cuore. Ma alla prostituzione in strada sono connessi fenomeni di delinquenza, criminalità, tratta di esseri umani, abusi di minori. E poi non voglio fare la moralizzatrice, ma esigo rispetto per i minori. Le famiglie italiane devono essere libere di passeggiare senza dover spiegare ai propri bambini cosa è la prostituzione. Le organizzazioni portavano ragazze in Italia per avviarle alla prostituzione perché sapevano che qui non c’erano regole. Questa legge sarà prima di tutto un deterrente. Le forze dell’ordine avranno uno strumento con cui finalmente potranno intervenire".

...ma a distanza di quattro anni... con quali risultati? E quanto ci è costata questa nuova legge? Forse era meglio che continuava a fare i calendari e quell'altro l'imprenditore.

Franco

02 ottobre, 19:02
Che male fanno le prostitute maggiorenni e consenzienti ed i loro clienti sulle strade, se non compiono intralcio al traffico, sporcizia e/o atti osceni sotto la vista pubblica? Basta con questa assurda "Meretriciofobia".
In ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, io mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali. La risposta è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

Franco

02 ottobre, 19:09
@dionisio. In effetti, quella legge è rimasta un disegno di legge non approvato fermo in Senato. Difatti, una tale proibizione sarebbe proprio discriminante, anticostituzionale e talebana, non degna di uno Stato democratico. Basta con questa stupida "Meretriciofobia".

Regolarizzare la prostituzione, obbligando la pratica del mestiere in delle strutture adibite e controllate direttamente dalle amministrazioni cittadine. Altre soluzioni non esistono, la prostituzione è impossibile eliminarla, la si può solo controllare, piuttosto che lo facciano organizzazioni criminali è meglio lo faccia lo stato.

Penso che se ci stanno in strada qualcuno ci va.....
e le donne italiane . fidanzate, mogli, piuttosto che scandalizzarsi qualche riflessione se la dovrebbero porre;
nel senso che un motivo ci sta se un uomo va a perdere tempo denaro e salute con queste occasionali compagne da una ora solo (magari fosse una ora), piuttosto che stare in casa sul divano davanti alla televisione con la propria compagna...

piuttosto il fenomeno non è solo circoscritto alla cesanella , ma anche sulla litoranea tra marina-marzocca ciarnin (frazione de senigallia)

Franco

02 ottobre, 21:53
@eneabartolini. Sarebbe corretto. Però, abbiamo degli ostacoli. Questi si indetificano non tanto nella politica bigotta, ma dalla inesorabile Convenzione ONU 1949/51 contro le Case Chiuse che l'Italia, a differenza di altri Stati come la Germania e l'Olanda, ha definitivamente ratificato nel 1980.




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