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La mappa dei cantieri fermi: Mangialardi, 'Pensiamo alle bonifiche fatte'

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Maurizio Mangialardi

Dalla Sacelit alle ex colonie Enel, dal Politeama Rossini all'hotel Marche. I grandi cantieri fermi in città non sono pochi. Ma non solo. La mappa delle riqualificazioni private, strategiche però anche per il nuovo volto della spiaggia di velluto e per le ricadute infrastrutturali, si estende a macchia d'olio.

Non fanno progressi, ad esempio, neanche l'ex Arena Italia e l'ex fonderia Veco. La riqualificazione dell'ex Arena Italia, in via Mamiani, è stata inserita nell'ambito del piano particolareggiato del centro storico redatto dall'architetto Cervellati, ha frenato sul piano esecutivo che la proprietà deve presentare al Comune. Rallentamenti che rinviano ulteriormente l'ipotetica data di quella che sarebbe dovuta essere la riqualificazione di un'importante edificio nel cuore del rione Porto, oggi in degrado e in stato di totale abbandono. Lavori fermi anche per la riqualificazione alla ex fonderia Veco nel quartiere della Cesanella.

Ma alle due recenti “new entry” si aggiungono i cantieri già fermi da tempo. Oltre alla Sacelit, per cui la proprietà ha deciso di rivedere il progetto iniziale rimettendo in discussione l'opportunità di scelte come la creazione di un hotel a cinque stelle o di un centro commerciale, le situazioni ristagnano anche per l'ex Hotel Marche e per le ex colonie Enel. Per l'ex Hotel Marche la Provincia, proprietaria dell'immobile sul lungomare Marconi, ha deciso di lasciare aperto il bando il bandito per la vendita. La base d'asta, dopo varie chiamate andate deserte, è ora di 5 milioni e 500 mila euro.

Dalla vendita dell'hotel Marche, con una destinazione d'uso sempre turistico-ricettiva, al Comune andrebbero 750 mila euro come oneri di urbanizzazione. Denaro che il comune vorrebbe investire nella riqualificazione del comparto dell'Hotel Marche, sistemando ad esempio i giardini Morandi, ma anche acquistando il palazzo del Turismo dalla Regione Marche. In quanto alle ex Colonie Enel, già demolite, la parola spetta ancora al Consiglio Comunale, che deve approvare il progetto di riqualificazione. Successivamente occorrerà firmare la convenzione tra l'ente pubblico e il lottizzante che avrà poi sei anni di tempo per realizzare l'opera. Non sono ripresi neanche i lavori all'ex Politeama Rossini, la cui riqualificazione dovrebbe portare alla creazione di un centro direzionale e commerciale a due passi dalla Rocca Roveresca.

“Il momento è difficile, questo è indubbio -ammette il sindaco Maurizio Mangialardi- ma dobbiamo considerare anche gli aspetti positivi di questi cantieri. Mi riferisco alle opere di bonifica delle aree in degrado che già sono state fatte. Basti pensare alla Sacelit, completamente bonificata dall'amianto. Lo stesso dicasi per la ex Veco, la cui fonderia è stata demolita. Il nostro compito è quello di mettere il privato nelle migliori condizioni possibili di operare ma poi l'ultima parola non spetta al comune. Capisco anche le aspettative dei cittadini per i risvolti pubblici legati a queste importanti riqualificazioni ma la congiuntura economica è particolarmente sfavorevole”.



Maurizio Mangialardi

Questo è un articolo pubblicato il 29-09-2012 alle 00:47 sul giornale del 29 settembre 2012 - 2581 letture