Area ex Sacelit. Liverani (Fiamma): 'Opere pubbliche ormai incompiute'

Area ex Sacelit Italcementi Senigallia 26/08/2012 - Sull'ex area Sacelit-Italcementi presto scorreranno decine di comunicati e fiumi di parole. In attesa dei "fiumi" noi della Fiamma Tricolore vogliamo evidenziare quanto sta accadendo in questi giorni, con i lavori sospesi.

Quindi ricapitolando: nell'ottobre del 2010 alla presenza di un notaio, il Comune di Senigallia e Pietro Lanari, amministratore della società “La Fortezza”, firmano una convenzione per l'avvio dei lavori di riqualificazione dell'aerea sul progetto dell'architetto Portoghesi che prevede un hotel a 5 stelle, 170 appartamenti, diversi negozi, una piazza, un centro congressi e un parco urbano. Da allora l’assegnazione dei lavori relativi alle opere di urbanizzazione è stata due volte prorogata.

E da allora cosa è successo? Quello che noi della Fiamma Tricolore avevamo già previsto, detto e scritto: TUTTO FERMO! Lavori da ben 20 milioni e mezzo di euro, mica bruscolini! E siamo sicuri che presto inizieranno le “comiche” tra Lanari e Mangialardi, ossia il Comune. Per adesso l'imprenditore ha fatto sapere che vuole ridiscutere quanto già firmato dalle due parti in seguito all'attuale "crisi del settore", e il nostro caro Sindaco ha risposto che sarebbe anche disponibile a rivedere il tutto fermo restando però l'obbligo da parte di Lanari a realizzare le opere di urbanizzazione che, vale la pena ricordarlo, comprendono: ponti carrabili e pedonabili, piste ciclabili, spazi verdi e pavimentati, viabilità di accesso all'area e, per finire, 500 parcheggi a raso e interrati per servire sia la città che il lungomare.

E qui nascono le nostre preoccupazioni. Nei giorni scorsi, in occasione dei recenti fuochi d'artificio il Sindaco ci ha informato di essersi “prostrato”, sottostando supinamente alle richieste della ditta pirotecnica, pena l'annullamento dei fuochi stessi. Ci auguriamo che anche con Lanari, la città di Senigallia non debba subire un'ulteriore umiliazione.

Pertanto chiediamo al sindaco Maurizio Mangialardi di rivedere le scelte del passato:

1) Privilegiare l'INTERSSE PUBBLICO: il Comune di Senigallia ha tutti gli strumenti tecnici e giuridici per decidere, gestire e coordinare direttamente l'intera realizzazione delle opere di urbanizzazione senza dover delegare e appaltare tale compito alla ditta dell'imprenditore Lanari che tende a fare i propri di interessi;

2) La riqualificazione dell'ex-Sacelit-Italcementi è un progetto molto complesso che non può riguardare singolarmente il Sindaco da una parte e Lanari dall'altra. Pertanto la discussione va riportata in ambito istituzionale coinvolgendo l'intero consiglio comunale (e non solo la Giunta) affinché le opere pubbliche tornino ad essere una priorità dell'amministrazione.

Alla luce dei recenti fatti è quindi difficile dire come andrà a finire, siamo ancora "all'aperitivo" e di sicuro non c'è da stare tranquilli, perché purtroppo come già successo nel passato questa Giunta ha dimostrato spesso e volentieri evidenti lacune sia decisionali che organizzative.

Perciò cari senigalliesi vedrete quante parole si scriveranno ancora, e come più volte abbiamo ribadito, il “Borgo dei Torrioni” ha tutta l'aria di rimanere un'opera incompiuta come lo è da tempo l’adiacente ex Cantiere Navalmeccanico, che nonostante proclami, annunci e fiumi di parole vede le barche lì ferme ormai da più di vent’anni.


da Marcello Liverani
segretario Fiamma Tricolore




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-08-2012 alle 16:11 sul giornale del 27 agosto 2012 - 3843 letture

In questo articolo si parla di politica, italcementi, Marcello Liverani, area ex sacelit, fiamma tricolore, borgo delle torri

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Daria Utente Vip

26 agosto, 16:16
Tutto sommato se Lanari fallisse, come si dice in giro, per Senigallia non sarebbe poi tanto male.
Innanzi tutto eviteremmo la colata di cemento che si sta preparando nell'Area Ex Saceliti. Poi arriverebbe un nuovo imprenditore che avendo acquistato i terreni già bonificati per un tozzo di pane all'asta giudiziaria potrebbe permettersi tutte le opere richieste dal comune costruendo meno appartamenti di quelli che servono a Lanari per rientrare nei costi, e magari potrebbe rivenderli a meno di 7.000euro al metro quadro.

L'unico danno è che dovremo aspettare di più per il collegamento tra i lungomari, il sottopasso etc...

Come ho scritto al Sindaco alcuni giorni fa, il fatto che Lanari ha dichiarato che le fondamenta dei palazzi in costruzione avevano una profondità di 26 metri, la dice lunga per dei palazzi di soli 7 piani. Se calcoliamo che il vecchio Pirellone di Milano ha delle fondamenta di 40 metri mi viene da pensare che, il progetto di Portoghesi non era altro che uno specchietto per le allodole. Infatti ora il tutto è messo in discussione.
Intanto la città continua ad attendere quelle infrastutture di cui ha tanto bisogno.
Giunto a questo punto, sarebbe ora passata che il Comune assieme alla Proprietà, si decidesse ad aprire quel sottopasso pedonale pronto da un anno che collega via Mamiani a via Mameli.
Leonardo Maria conti

La scelta dell'attuale (e della precedente) amministrazione comunale di cercare di far diventare senigallia una delle capitali del turismo dell'adriatico ha prodotto anche questi paradossi.

Questa regione, le marche, non ha un polo tecnologico sulla costa.

Sarebbe stato interessante se senigallia avesse preso in considerazione di realizzarne uno, ove ospitare studi di vario genere, in corrispondenza dell'ex-italcementi.

Cosi hanno fatto, ad esempio, la svizzera con le aree industriali dismesse in centro città (ad esempio zurigo e losanna).

Sarebbe stata un eccellente opportunità per attirare professionisti nella regione, che avrebbero portato il loro know-how e, successivamente, finanziamenti.

Evidentemente la creatività limitata degli amministratori ha suggerito loro di impegnarsi in un parcone per ricchi, optando per una sorta di divertimentificio polivalente.

Purtroppo per i piani del signor sindaco e compari vi sono alcuni problemi emersi anche durante questa estate:

1. Una viabilità (e un comportamento degli utenti della strada) scadente;

2. Un offerta turistica che, per costo per i turisti, non offre minimamente le qualità di altri posti anche solo nell'adriatico (tranquillità, ovvero pulizia del mare, ovvero vivibilità delle spiagge), ma solo un grande calderone di casino e casciara;

3. Un numero inadeguato delle forze di polizia (locale e non) per strada;

4. Strutture sanitarie inadeguate:

Dunque aver scelto di cercare di offrire molto per tutti è stata una scelta provincialmente sbagliata.

Ma ormai i danni sono fatti, che senigallia diventi la miami dell'adriatico, con buona pace dei residenti.

N.H. mascetti Ugo

27 agosto, 10:29
Affinché questa ulteriore INCOMPIUTA lo sia un pochino meno, i signori "borgo torri e zarino" abbiano la compiacenza-pudore di aprire, rapidamente, il sottovia (da 18 mesi quasi finito) e d'ampliare (come promesso prima dell'estate) il parcheggio Italcementi.
La fine dei GRANDI LAVORI che migliorano la qualità della ns. città continuerà ad essere incubo pluridecennale.

valerio

27 agosto, 15:40
non cè pericolo Senigallia è e resta un posto qualunque da cui tenersi alla larga...lo dimostra il fatto che i turisti saltano a piè pari senigallia passando da Marotta a Numana...




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