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Esce a Senigallia 'Il Mundial dimenticato', la vera storia dei Mondiali di Patagonia

4' di lettura Senigallia 24/08/2012 - Esce a Senigallia "il Mundial dimenticato- la vera incredibile storia dei mondiali di Patagonia del 1942”. Lunedì 27 agosto alle ore 21.30 serata speciale al cinema a mare sulla banchina di levante con i registi Lorenzo Garzella e Filippo Marclloni. In caso di maltempo la proiezione verrà effettuata al Cinema Gabbiano alle ore 22.

“I Mondiali del 1942 non figurano in nessun libro di storia, ma si giocarono nella Patagonia argentina”. Nasce da questa frase di Osvaldo Soriano (“Il figlio di Butch Cassidy”, Einaudi 1995) il film Il Mundial dimenticato di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, che racconta i misteriosi campionati di calcio che si sarebbero svolti lontano dall’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Un film che ha riaperto il “caso” dei mondiali di Patagonia, avvolti tra leggenda e realtà, che nelle scorse settimane hanno appassionato il pubblico grazie a una fortunata campagna virale sul web che ha totalizzato oltre 300 mila contatti. Il film dei due registi toscani esce a Senigallia lunedì 27 agosto a Senigallia, al Cinema a Mare con spettacolo unico alle ore 21,30 (in caso di maltempo il film verrà proiettato alle ore 22 al Cinema Gabbiano). A fine serata i registi risponderanno alle domande della stampa e del pubblico.


Partendo da una suggestione letteraria e trattandola come materia storica, Il Mundial dimenticato ricostruisce alcune pagine mancanti delle cronache sportive, prendendo la finzione e dandole forma di realtà. Per far questo ottiene la complicità di grandi nomi del calcio, come Roberto Baggio, Gary Lineker, Jorge Valdano e il presidente onorario della Fifa João Havelange, di storici come Pierre Lanfranchi e Osvaldo Bayer, di giornalisti sportivi come Darwin Pastorin o l’argentino Sergio Levinsky, nel ruolo di detective alla ricerca del mondiale scomparso. E dà la parola anche ad alcuni superstiti di quel campionato strampalato, come il sedicente difensore azzurro Antonio Battilocchi, rintracciato nelle campagne di Peccioli (Pisa).


“Del racconto di Soriano – affermano il pisano Garzella e il fiorentino Macelloni – ci ha subito colpito, come tutta la sua letteratura, la commistione tra leggenda e realtà. Il calcio lo abbiamo quindi usato come scenario, in un contesto storico-realistico, il periodo della Seconda guerra Mondiale, mescolandolo a temi come l’emigrazione europea in Patagonia. I nostri riferimenti, per quanto riguarda il “genere” del mockumentary, non possono esulare dallo Zelig di Woody Allen, ma ci ha ispirato nello stile anche il recente Exit Through the Gift Shop e anche un documentario “vero” come When we were kings, che mescola testimonianze e immagini d’archivio”.
“Questo è un piccolo film dalle grandi emozioni, un mosaico che unisce più elementi, dalla storia alla guerra, dal calcio giocato a quello raccontato e che ha esaltato i nostri ricordi calcistici d’infanzia, con tutte le mitologie e gli stereotipi di questo sport, dal bomber alla suddivisione in campo tra buoni e cattivi”.
Il film – presentato alla 68° Mostra del Cinema di Venezia (Giornate degli Autori) – ha recentemente ottenuto una “Menzione Speciale” dalla giuria guidata da Gianni Minà all’International Film Festival di Bari diretto da Felice Laudadio. Altro riconoscimento è arrivato dal Bellaria Film Festival, che ha assegnato al film la “Menzione Speciale Casa Rossa”. Lunghi applausi del pubblico e consensi della critica anche in Cina, dove Il Mundial dimenticato ha partecipato all’International Film Festival di Shanghai, l’evento cinematografico più importante dell’Asia (16 -24 giugno 2012).


Il film adotta il linguaggio dell’inchiesta, intrecciando un racconto che, quanto più si avventura nel fantastico e nel visionario, tanto più appare reale e veritiero. Non a caso Il Mundial dimenticato è stato preceduto da una cliccatissima campagna promozionale sul web, nella quale si sono mescolati finzione e realtà, realizzata da Domenico Nucera in collaborazione con TBWA, alla quale si sono prestati grandi nomi del calcio – come i calciatori José Altafini, Gigi Buffon, Roberto Sosa e i giornalisti Fabio Caressa, Darwin Pastorin – e l’organizzazione umanitaria Survival. Il Mundial dimenticato è prodotto dalla Verdeoro di Daniele Mazzocca – già produttore di Saimir, L’erba proibita e Rosso come il cielo – e l’argentina Dock Sur Producciones di Andrea Nocella, in collaborazione con Rai Cinema, Rai Trade, Cinecittà Luce e Nanof, e con il supporto del Mibac e dell’Incaa.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-08-2012 alle 10:38 sul giornale del 25 agosto 2012 - 677 letture

In questo articolo si parla di cinema, cinema gabbiano, senigallia, spettacoli

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