Free Woman: 'La prostituzione non è solo questione di ordine pubblico'

prostituzione 2' di lettura Senigallia 21/08/2012 - L’associazione Free Woman è impegnata da più di dieci anni nella prevenzione dell’AIDS e delle altre malattie infettive tra le persone che si prostituiscono e nell’aiuto a chi si sottrae allo sfruttamento sessuale.

Avendo appreso della retata avvenuta nello scorso fine settimana e del fermo di 19 donne straniere che si prostituivano sulle strade di Senigallia e Montemarciano, vuole ribadire l’importanza di una risposta solidale al fenomeno della prostituzione. La prostituzione di strada non può essere trattata unicamente come materia di ordine pubblico e di decoro, perché spesso cela situazioni di violenza e coercizione. La legge italiana prevede alcune tutele per le persone che si trovano nella condizione di vittime di questi reati e tutti sono chiamati a far sì che queste tutele siano garantite. È una questione di diritti fondamentali e assieme un modo per far sì che le vittime trovino il coraggio di riferire e testimoniare consentendo l’arresto e la condanna dei criminali.

L’allontanamento dal territorio di chi si prostituisce, senza lo smantellamento delle reti di chi sfrutta, porta come conseguenza un continuo ritorno, delle stesse o di altre donne. Free Woman contribuisce, in qualità di unico ente no profit della provincia di Ancona appositamente accreditato, all’attuazione del programma di protezione sociale per le vittime di tratta e sfruttamento. Nei primi sei mesi del 2012 ha accolto 22 persone, di varie nazionalità che vanno dalla Cina alla Nigeria. I comuni di Montemarciano e Senigallia sostengono da tempo l’attività dell’associazione, aderendo al progetto che rende possibile contattare le persone che si prostituiscono in strada e negli appartamenti, garantire l’apertura di quattro case di accoglienza, richiedere la concessione di permessi di soggiorno, avviare al lavoro e all’autonomia donne e, in misura minore, uomini che si sono sottratti allo sfruttamento. Pur a fronte delle difficoltà di bilancio a cui vanno incontro gli enti locali in questo periodo, è importante che i comuni continuino a rendere possibili queste attività.

Sapendo che tali modeste contribuzioni economiche consentono, grazie all’impegno di una associazione di volontariato, di farsi carico di situazioni che sarebbero altrimenti di piena competenza, secondo la legge, dei servizi sociali dei singoli comuni. Ma prima ancora, è necessario ribadire che ogni soggetto che venga a conoscenza di fenomeni di violenza e sfruttamento, dal cliente della prostituzione all’operatore sanitario, dall’assistente sociale all’agente di polizia, dal farmacista all’albergatore, deve attivarsi per non lasciare sola la persona che ne è stata vittima. Il numero verde anti tratta è sempre operativo e risponde all’800290290.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-08-2012 alle 15:28 sul giornale del 22 agosto 2012 - 2947 letture

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loris pasquini

22 agosto, 18:07
Spendete meglio i soldi che lo stato ci rapina con le tasse. Ci sono cose più importanti che salvare le prostitute che il più delle volte fanno questo mestiere perchè in fondo in fondo alle donne piace farlo. Poco lavoro, non pesante e molto redditizio. A volte anche piacevole. Non sono maschilista ed ho 4 figli tra cui 3 figlie femmine.

Loris, il tuo commento è inqualificabile.