Rapine alle prostitute, identificati e denunciati tre giovani

rapinatori delle prostitute 2' di lettura Senigallia 21/07/2012 - Arrestati lo scorso 5 luglio per rapina ai danni di una prostituta, tre giovani che si trovano ora agli arresti domiciliari sono stati identificati e denunciati in concorso per una tentata rapina avvenuta lo scorso 3 luglio e una rapina del 27 maggio ai danni di due prostitute colombiane residenti sul lungomare di Marina Vecchia a Senigallia.

Si tratta di Moreno Castelli, senigalliese di 19 anni ma residente a Pescara, Jacopo Sbaffi, 20enne nato e residente a Senigallia, e Jassen Jaouhari, 20enne originario di Cagliari ma domiciliato a Pesaro, che lo scorso 5 luglio rapinarono una rumena di 19 anni sotto la minaccia di un coltello in via Galilei. E proprio dalle indagini avviate in quell'occasione il Commissariato di Polizia di Senigallia è risalito a questi episodi.

I tre, che si trovano ora agli arresti domiciliari per decisione del gip Carlo Cimini del Tribunale di Ancona che ha convalidato tutti e tre gli arresti, sono gli autori anche della tentata rapina avvenuta il 3 luglio sul lungomare. Erano circa le 20:40 quando la donna, che sentì suonare il campanello, ha aperto la porta trovandosi davanti uno dei tre giovani che chiedeva un bicchiere d'acqua. Alla richiesta della colombiana di concordare una prestazione sessuale, il ragazzo rifiutò e fu accompagnato all'uscita. Aperta la porta però è comparso un secondo ragazzo che ha colpito la vittima con un pugno al volto. La 35enne, con grande prontezza, afferrò lo spray al peperoncino e iniziò a gridare mettendo così in fuga i due ragazzi. Scesi dal balcone al primo piano dell'abitazione, i due si sarebbero dileguati a piedi.

La vittima, che ha allertato la Polizia, ha poi raccontato di un episodio simile avvenuto ad una sua amica, nonché coinquilina, tempo prima. Stessa tecnica 'del campanello'. Il 27 maggio infatti all'altra colombiana, di 37 anni, che aveva messo un annuncio sul giornale era giunta una telefonata per concordare la prestazione e l'appuntamento fissato per le 21:30. Una volta in casa il ragazzo dichiara di non avere i soldi e viene accompagnato alla porta ma, appena aperta, la colombiana si trova di fronte l'altro complice. I due, che non hanno utilizzato armi, sono riusciti a prendere 300 euro di bottino prima di darsi alla fuga.

Ora per i tre giovani, che rischiavano una pena dai 4 anni ai 6 mesi e 20 giorni per l'altra rapina, la condanna potrebbe aggravarsi. Ancora da chiarire le differenti responsabilità materiali dei giovani, che non è escluso possano essere coinvolti in altre vicende avvenute in città.








Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2012 alle 13:03 sul giornale del 23 luglio 2012 - 11976 letture

In questo articolo si parla di cronaca, senigallia, Sudani Alice Scarpini, commissariato di polizia

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