Musica alta in centro, Villani: 'Sviluppo turistico o prezzo da pagare al malcostume?'

La sigla finale 2' di lettura Senigallia 04/07/2012 - Quando si apre un dibattito nella città, come quello sulla soglia del volume dell’intrattenimento musicale, credo sia doveroso che ogni cittadino esponga civilmente il proprio punto di vista.

Il diritto al benessere è un diritto collettivo e viene prima di ogni interesse individuale. Ma l’interesse individuale tende a mascherarsi da interesse generale sotto la denominazione di interesse economico. Così seguendo questa logica anche Senigallia negli ultimi dieci anni è diventata più chiassosa e congestionata di un tempo, e non solo durante la stagione estiva. Questo si giustifica con il dire che è il prezzo da pagare all’incremento del turismo. Ma chi dice che lo sviluppo turistico ha bisogno della musica ad alto volume o che non sia piuttosto un prezzo da pagare al malcostume ?

Si sostiene che le esibizioni musi cali portate a livelli estremi di decibel siano indispensabili a richiamare l’utenza giovanile. Se anche questo fosse vero, chi ha condizionato l’utenza in questa direzione ? Forse gli stessi che hanno deciso contro ogni regola anatomica ed estetica che i pantaloni vanno portati sotto l’ombelico.

Quando esercizi di ristorazione posti nel cuore del centro storico hanno bisogno del chiasso per farsi notare, vuol dire che manca qualcos’altro. Ma poi siamo sicuri che un livello più basso e ragionevole di volume comporti una diminuzione della clientela. E quale clientela in ogni caso ? Quella dello sballo che chiede alla musica solo sensazioni forti e una discutibile esaltazione della emotività? Ma allora tollerarlo non significa incoraggiare questo malcostume ? E in ogni caso il profitto, individuale o collettivo che sia, non giustifica la prevaricazione a danno di quei tanti cittadini che hanno diritto di vivere con tranquillità la loro residenza e che contribuiscono ugualmente all’economia della città al pari di altre categorie, soprattutto se è permesso loro di andare a lavorare dopo una notte di sonno.

E poi, siamo sicuri che il chiasso giovi a quei turisti, sicuramente la maggior parte, che preferirebbero conciliare l’offerta degli spettacoli con la tranquillità e il riposo per godersi la vacanza in pace. Sicuramente non giova a chi ama veramente la musica, i quali sanno che va ascoltata ad un volume tale da permettere di cogliere le sfumature dei toni e non offendere la naturale sensibilità uditiva.

In ogni caso, qualunque siano le ragioni dei pochi o tanti che pretendono spettacoli musicali ad alto volume, non basteranno mai a giustificare l’offesa alle regole di una civile convivenza e ai diritti dei tanti cittadini senigalliesi, che la stagione turistica sono costretti a subirla come la vogliono gli altri, ma che vorrebbero viverla e goderla anche loro senza stress nella loro città, come avveniva in tempi non molto lontani.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2012 alle 15:28 sul giornale del 05 luglio 2012 - 2513 letture

In questo articolo si parla di attualità, virginio villani

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