Partecipazione e Rifondazione: sulla sanità sindaco, assessore e direttore da vergogna

8' di lettura Senigallia 15/05/2012 - Volpini si dovrebbe dimettere. Bevilacqua scorretto con Senigallia. Mangialardi non pervenuto! Questo Sindaco sarà ricordato per una sola cosa: il primo cittadino sotto il cui mandato l’Ospedale di Senigallia verrà ridotto ad un ambulatorio.

La sanità sempre al centro dell’attenzione per il Movimento e Gruppo Partecipazione, perché questo, insieme al tema del lavoro, della casa e dei diritti, è una delle nostre linee guida fondamentali. In due anni e più di consiliatura il nostro Ospedale è stato sempre più depauperato delle sue funzioni. Senigallia ha già pagato il conto venti anni fa con la chiusura degli ospedali dell’entroterra, con la promessa che il nostro Nosocomio sarebbe diventato un punto di riferimento per gli 80mila abitanti del territorio. Per alcuni anni le cose hanno funzionato, poi da quando è iniziata la politica di tagli da parte della Regione (tagli orizzontali e molto “politicizzati”) le cose sono sempre andate peggio, fino ad arrivare alle problematiche odierne. La situazione ormai è diventata drammatica e qualcuno si deve prendere la responsabilità di denunciarla, perché il silenzio omertoso di certi apparati politici è raccapricciante.

In due anni siamo stati presi in giro con rassicurazioni costanti da parte dell’Amministrazione, tutte puntualmente smentite dai fatti. Il Sindaco, l’Assessore preposto, la Giunta intera, quasi tutti i consiglieri comunali rimangono in un silenzio assordante, non dicono nulla, non intervengono mai sulla questione sanità. La barca affonda e loro, non avendo neanche il coraggio di dire quello che sta succedendo, fanno solo trascorrere il tempo e mettono la testa sotto la sabbia. Col solo risultato che stiamo affondando con una dignità minore del Titanic…anche se con la stessa sorte. Veniamo ai fatti: i capigruppo consiliari (quindi la rappresentanza istituzionale più alta della città, che rappresenta il 100 per cento dei cittadini – votanti – di Senigallia) il 23 marzo hanno incontrato il Direttore dell’Area Vasta 2 (quella a cui afferiamo) Maurizio Bevilacqua. Per due ore noi Consiglieri, preoccupati delle sorti della nostra sanità e non sapendo nulla di quello che succede (perché il Sindaco se ne guarda bene dal raccontarci i suoi fallimenti politici) abbiamo tempestato di domande il Direttore. Che ci è stato gentilmente ad ascoltare e ha preso appunti. Quando alla fine è venuto il suo turno di parlare e rispondere ai nostri quesiti precisi e puntuali (solo io ho posto al Direttore una quindicina di domande), il Bevilacqua è intervenuto parlando 5 minuti del nulla, del vuoto pneumatico. Non ci ha detto una parola sulle problematiche dell’Ospedale di Senigallia (che sono tante, gravissime e ormai endemiche), non ci ha detto nulla su quello che succederà al nostro Nosocomio in ottica di Area Vasta (di che morte moriremo?), non ci ha detto nulla di definitivo dello spostamento degli amministrativi.

L’imbarazzo che tutto abbiamo provato nel momento in cui il Direttore farfugliava queste “non risposte” ha fatto si che il Presidente Monachesi ha comunicato a Bevilacqua che gli avrebbe mandato le nostre domande con preghiera di risposta immediata. Bevilacqua ha detto subito si; il Presidente Monachesi quasi immediatamente ha mandato la lettera con le domande… Sono passati più di due mesi e il Dottor Bevilacqua ancora non ha risposto, neanche per dire che si era dimenticato di farlo, nonostante il Presidente del Consiglio, in rappresentanza di tutta la nostra comunità, ha inoltrato anche un sollecito ufficiale. Questo del Direttore è un comportamento assolutamente censurabile che non dimostra nessun senso di rispetto verso i cittadini di Senigallia, verso i malati, verso le persone che soffrono. Questo silenzio imbarazzante, assordante, inconcepibile, può solo significare una cosa: che tutti i nostri timori e le nostre paure sono assolutamente fondate. Nel nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale ci sono tre righe su Senigallia, completamente vuote e prive di significato. Nessuna certezza sul futuro, nessuna garanzia. Da Senigallia verranno spostati 87 amministrativi perché, per ragioni squisitamente politiche e che non riguardano il bene dei cittadini e il risparmio dei costi, sede dell’Area Vasta 2 (Senigallia, Osimo, Iesi, Fabriano) è stata fatta la stessa Fabriano. Senigallia oltre che vedere continuamente depauperato il proprio Ospedale, perderà posti di lavoro importantissimi in questo periodo di crisi assoluta…e solo per ragioni elettorali.

A Fabriano si costituirà quindi, grazie allo zelante impegno del Presidente della Regione, un carrozzone psuedo-ministeriale alla stregua di quelli che ci sono a Roma. Il fabbricato dove trasferire gran parte di questi amministrativi è già stato trovato e verrà acquistato (guarda caso il proprietario dell’immobile sembra essere un grande elettore di Spacca) alla modica somma di 3,5 milioni di euro. Considerando la totale ristrutturazione che dovrà subire tale immobile per adeguarlo e farlo diventare un polo amministrativo, la somma si raddoppierà tranquillamente. Nella sola Ancona, molto più centrale geograficamente, ci sono ex strutture ospedaliere non utilizzate che con pochi accorgimenti sarebbero pronte per l’uso. Considerate quindi l’assurdità della cosa…ora viviamo in un momento tecnologico per cui posso mandare un documento in Cile in un secondo, ma è indispensabile fare un Ministero Regionale della Salute.

Quindi, i soldi per le infrastrutture inutili ci sono, i soldi per il personale e per i macchinari no. Senigallia è la cenerentola dell’Area Vasta perché i nostri politici (Mangialardi e Volpini) non sono stati assolutamente in grado di fare nulla o portare un risultato degno della città che amministrano. L’attenzione sulla Sanità l’abbiamo posta sempre noi di Partecipazione e Rifondazione in questi anni, chiedendo sempre a tutti il Consiglio di combattere uniti per il bene della città. Come risposta abbiamo avuto sempre un silenzio assordante. Grazie a noi è stato fatto un Consiglio Grande sulla Sanità (abbiamo così messo questo problema all’attenzione della città e delle istituzioni). Grazie a noi il Consiglio Comunale all’unanimità ha votato per l’Ospedale di Senigallia l’istituzione del Dea di primo livello (significa avere un Pronto Soccorso veramente efficiente con più medici di notte, il radiologo h24 e altre cose molto importanti). I problemi sono sempre gli stessi e ogni giorno aumentano: ambulatorio analisi, pronto soccorso, liste di attesa infinite, 4 primari mancanti, spostamento Guardia Medica, mancanza di un adeguato servizio di trasporto per le esigenze socio-sanitarie, mancanza del Pei per l’integrazione con gli alunni, Consultorio meno due psicologhe, carenze gravi nel reparto di Psichiatria. E la lista potrebbe continuare all’infinito.

Stasera avremo un incontro in IV Commissione con il Direttore del Distretto – Zona Territoriale n° 4, dott. Gilberto Gentili. Naturalmente siamo lieti di ospitare il Dottor Gentili e conoscere da lui lo stato dell’arte delle varie problematiche che gravano sulla nostra sanità, considerando che siamo stati noi di Partecipazione e Rifondazione Comunista a chiedere per ben tre volte (anche domani in Consiglio Comunale porremo la questione) l’istituzione di un Osservatorio permanente sulla Sanità. Quindi speriamo che questo sia solo il primo di tanti altri incontri che si faranno sul tema. Anche se, e torniamo al punto, i problemi li devono risolvere i “politici” Bevilacqua, Mangialardi e Volpini.

E’ praticamente iniziata l’estate, Senigallia triplica le presenze e le altre città dell’Area Vasta le dimezzano. Ma Mangialardi e Volpini, in sede di stesura del Piano Sanitario, non sono stati neanche finora in grado di tutelarci in questi tre mesi che verranno (perché oltre i turisti ci siamo anche noi residenti). Quindi il rischio collasso del nostro Ospedale, che già in inverno ormai non è più in grado di soddisfare in maniera seria e puntuale le esigenze della cittadinanza, è sempre più concreto. Forse si metterà qualche toppa con un piccolo aumento di personale, ma il problema poi da settembre tornerà tale e quale. Noi di Partecipazione siamo vicini a tutto il personale dell’Ospedale di Senigallia. Sappiamo gli sforzi immani che fanno per offrire, nonostante tutte le difficoltà, un servizio degno, adeguato, consono e rispettoso di quelle che sono le esigenze di un malato. A questo punto c’è solo una ricetta da utilizzare: meno politici che si riempiono la bocca di belle parole ma non sono in grado di tutelare nulla, di salvaguardare nulla e, più persone che sono veramente interessate alla protezione del bene comune. Quando un individuo dimostra di non essere in grado di fare il proprio lavoro deve avere la decenza di farsi da parte. Ma la parola umiltà non fa parte del vocabolario di questi signori.


da Gruppo Partecipazione e Rifondazione Comunista




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-05-2012 alle 16:28 sul giornale del 16 maggio 2012 - 1097 letture

In questo articolo si parla di attualità, rifondazione comunista, salute, partecipate

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