Sanità e territorio: webcam e sexting, il mercato dell’amore su internet

8' di lettura Senigallia 27/04/2012 - Dalle vecchie case chiuse, discrete e deputate a la sfera del piacere a pagamento, scevro da ansie e da occhi indiscreti, anche la prostituzione, nel tempo, ha subito importanti modifiche epocali.

L’utilizzo delle nuove tecnologie ha cambiato le nostre abitudini: internet è un grande contenitore, pronto a soddisfare ogni richiesta, dalle più bizzarre, frivole, commerciali ed ovviamente sessuali.

Una “nuova forma di prostituzione”, che nel tempo è aumentata con modalità esponenziali è quella offerta dalle webgirls; ragazze spesso giovanissime, che comodamente tra le mura domestiche, offrono ed esibiscono il loro corpo, in cambio di compensi, regali, bonifici oppure ricariche telefoniche. In pratica le web-girls offrono una sorta di “porno fai-da-te” in cambio di denaro.

Questo fenomeno nasce negli Stati Uniti, ma anche in Europa è stato accolto con successo soprattutto da molte adolescenti che, per arrotondare o per ricariche telefoniche, telefonini di ultima generazione, borse firmate, si spogliano davanti ad una webcam, convintedi non prostituirsi perché, in fondo, loro non hanno rapporti sessuali, bensì, sfruttano le voglie masturbatorie e la fragilità di chi, se non dietro ad uno schermo, non sarebbe in grado di azzardare simili richieste. Il business on-line nasce per gioco, per esibizionismo, un forma di voyeurismo fra le mura domestiche, dove basta un computer, la webcam e un nickname sfizioso; tutto può cominciare da un’esperienza erotica condivisa col proprio ragazzo, per poi diventare una fonte di guadagno che si autoalimenta.

Ha destato scalpore il caso della 15enne friulana che si è offerta nuda sul web in cambio di una ricarica da 25 euro sul cellulare. Ed è sceso in campo l’UNICEF che per bocca del rappresentante italiano Roberto Savan ha definito il fenomeno degli spogliarelli su internet “una realtà di prostituzione minorile”.

Nel sempre più affollato mondo delle mode del sesso virtuale, c’è un’altra tendenza che sta prendendo sempre più piede anche dalle nostre parti. Si tratta del sexting: il termine deriva dalla crasi tra “sex” (sesso) e “texting” (invio di messaggi). Nella sua accezione più diffusa, indica l'invio, tramite videofonini e computer, di testo e/o immagini (foto o video) sessualmente provocanti o pornografiche (con nudità, seminudità o parti intime), di se stessi o di persone conosciute personalmente.

Testo e immagini possono essere inviate tramite MMS ed email e possono essere postate su blog e siti di social network.

Nella ricerca svolta online negli Stati Uniti da Cox Communications nell'aprile 2009 sui comportamenti degli adolescenti (13-18 anni) su internet e con il cellulare, un adolescente su cinque ha dichiarato di aver inviato, ricevuto o inoltrato MMS o email contenenti foto di nudo o seminudo; un adolescente su dieci ha affermato di aver inviato sext a sconosciuti. Nata nei Paesi anglosassoni, questo fenomeno presenta alcuni lati oscuri che preoccupano gli esperti. Innanzitutto perché è una pratica che è largamente diffusa tra gli adolescenti e comunque nelle fasce d’età più sensibili. In secondo luogo perché, secondo recenti analisi, il sexting può diventare una vera e propria ossessione, sia negli adulti sia soprattutto, nei più giovani, tanto da far parlare di sexting addiction, una vera e propria dipendenza psicologica. Parlando di adolescenti, infatti, si è riscontrato come il sexting sia, in alcuni casi, associato alla pratica della prostituzione.

La "prostituzione", può avvenire anche solo con scambio di foto e video di nudo anche senza atti sessuali. Altre volte le foto e i video spinti vengono utilizzati come presentazione ai potenziali clienti che possono poi disporre, oltre alle immagini, anche prestazioni sessuali vere e proprie, dietro pagamento. Spesso il sexting viene praticato all'interno dell scuole stesse, lontano dagli sguardi degli insegnanti e in luoghi come i bagni e in momenti liberi come l'intervallo.

Perché prostituirsi virtualmente?
Negli ultimi anni, il concetto di intimità si è profondamente modificato, passando da una dimensione privata, elitaria, segreta ad una dimensione pubblica, visibile, da esibire, senza pudore.

La prostituzione virtuale anche da parte di ragazzine molto giovani permette di soddisfare il proprio bisogno di
esibizionismo, oggi non solo lasciato a briglia sciolta, ma iperattivato dai modelli mediatici di riferimento. Permette inoltre di ottenere una gratificazione narcisistica: si diventa oggetto di desiderio, ma senza “sporcarsi” in contatti diretti, mettendo alla prova la propria abilità di seduttori e seduttrici scegliendo acquirenti non minacciosi e non rischiosi.

Consente il gusto della trasgressione più eccitante, usando addirittura i bagni della scuola come miniset fotografico.
Infine permette un’autonomia economica attraverso il pagamento dai suoi clienti d’immagini.

Perché la crescente domanda di queste pratiche virtuali?
La spiegazione più comune, per motivare queste pratiche erotiche, riguarda essenzialmente la paura di un contatto fisico reale, cioè una profonda difficoltà a relazionarsi col prossimo. In pratica, si evitano tutti i rapporti reali, mentre si preferisce averne di virtuali. Cliccare su questi scenari pornografici suggerisce l'idea di una sessualità sicura, senza preliminari, senza implicazioni di alcun tipo. Mettersi in discussione, vivere il proprio erotismo con una persona nella realtà, a volte può far paura, si temono giudizi, critiche e delusioni da parte del partner; così l'ansia da prestazione rallenta il desiderio di concretizzare nella realtà una esperienza erotica. Si ha così l'illusione di essere i registi dell'incontro erotico, si può liberamente fantasticare sulla propria potenza erotica, vivendo il momento con la totale libertà e soprattutto senza pudori.

In questa nuova forma di comunicazione, che sia emozionale o fortemente erotizzata, il corpo è il grande assente, è un corpo scotomizzato, trascurato, dimenticato, adoperato al fine di un piacere sessuale momentaneo, scevro da immaginario, cuore, sentimenti ed emozioni. La vita sessuale si consuma online ed i rischi di coinvolgimento ed intimità, vengono ridotti a zero. Il fenomeno delle web-girls e del sexting sta diventando un vero e proprio business.

Può essere definito
una forma “soft” ed elegante di prostituzione, che prende sempre più piede per gli indubbi vantaggi: con la prostituzione ha in comune il concetto di fondo, sfruttare il proprio corpo per fare soldi, ma non ci sono nè contatti diretti, nè i pericoli ad essi connessi.


Per info:
www.villasilvia.com
Telefono Studi Medici 0717921369
Centro Diagnostico 0717926520






Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 27-04-2012 alle 22:26 sul giornale del 30 aprile 2012 - 9932 letture

In questo articolo si parla di sanità, cultura, villa silvia, senigallia, Gianni Castellucci

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