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Tassa di soggiorno dal 1° maggio: anche gli alberghi in affitto pagano l'Imu al 7.9

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Si alla tassa di soggiorno e all'Irpef al 7,9 per mille sui beni strumentali e per alleviare la pressione fiscale sugli albergatori, da oggi anche alberghi in affitto e similari vengono inseriti nella categoria dei beni strumentali.

E' la novità approvata ieri sera in Consiglio Comunale durante la seconda giornata dedicata alla discussione della variazione di bilancio 2012. Mercoledì sera l'assessore alle finanze Francesca Paci ha presentato la proposta di modifica al bilancio così come approvato nel dicembre scorso secondo le modalità già da giorni annunciate. Dall'aumento della no tax area sull'Irpef per i redditi fino a 15 mila euro (ora era a 12 mila) alla riduzione delle aliquote per scaglioni di reddito. Da 15 a 28 mila euro l’Irpef scende dal 6 al 5 per mille mentre per i redditi superiori è pari all’8 per mille. Confermata l'introduzione, della tassa di soggiorno che slitta però (anche per questioni di tempo) dal 1° aprile al 1° maggio con la conferma della riduzione del 50% delle tariffe per alberghi, campeggi e affitti estivi che variano da 50 centesimi a 1,5 euro.

L'Imu è fissata al 4 per mille sulla prima casa e al 10,6 per mille sulle seconde, al 4 per mille sulle abitazioni affittate a canone concordato e all'8,6 sulle case locate con altri contratti. Accordo confermato anche sull'Imu sui beni strumentali, immobili cioè utilizzati per attività lavorativa dova la maggioranza ha trovato l'accordo, anche con le categorie, sul 7,9 per mille. Una sorta di compromesso tra il minimo chiesto dagli operatori del 7,6 per mille e il massimo inizialmente previsto dalla giunta dell'8.6 per mille. Per placare le polemiche anche degli albergatori, che non hanno accettato di buon grado la tassa di soggiorno, la maggioranza ha introdotto alcune “garanzie”.

Anzitutto la novità che accorpa gli alberghi in affitto e le strutture simili nella categoria dei beni strumentali così da pagare un'Imu al 7,6 per mille. C'è poi la promessa di abolire la tassa di soggiorno, già dal prossimo anno, se la situazione economica non la rendesse più necessaria e l'introduzione di un Consorzio del turismo, pubblico privato, con la finalità di promuovere il turismo senigalliese e intercettare nuovi flussi turistici. Promesse che non hanno convinto l'opposizione.

“La tassa di soggiorno ha un senso se di scopo, reinvestita cioè nel settore turistico -lamenta Roberto Mancini del Gruppo Partecipazione- in questo caso però non è così e considerando anche quanto avviene a livello regionale, l'introduzione di questa tassa non giova certo all'immagine turistica della città”. “La maggioranza pensa solo ad aumentare le tasse ma non guarda al taglio delle spese comunali -aggiunge Fabrizio Marcantoni di Fli- mi riferisco soprattutto alle spese per i dirigenti che dovrebbero essere ridotte e di cui il comune non ha bisogno”.

Non la pensa così la Città Futura (Sel, Verdi e Comunisti Italiani). “La tassa di soggiorno è irrinunciabile perchè Senigallia ha un valore aggiunto rappresentato dagli investimenti che sono stati fatti per anni e che ora la rendono appetibile -sottolinea Carlo Girolametti- la qualità della nostra offerta turistica giustifica dunque la tassa di soggiorno”. “L'imposta di soggiorno l'ha introdotta città che turisticamente contano come Pesaro e Gabicce -fa eco il sindaco Maurizio Mangialardi- e non è un caso. Città minori francamente non incidono. Chi oggi dice che la tassa di soggiorno non è necessaria è perchè non ha fatto i conti con i propri bilanci. Noi invece abbiamo fatto un'operazione intelligente perchè la tassa ha visto l'accordo di tutte le categorie economiche”.



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Questo è un articolo pubblicato il 29-03-2012 alle 23:45 sul giornale del 30 marzo 2012 - 1273 letture