Sanità al collasso: i sindacati, 'Non vogliamo perdere risorse, è un nostro diritto'

pronto soccorso senigallia 2' di lettura Senigallia 28/02/2012 - Laboratorio analisi, emergenza 118 e primariati vacanti a radiologia e medicina sono bombe ad orologeria che stanno per scoppiare. I sindacati della sanità fanno fronte compatto e alla lettera inviata dal sindaco Maurizio Mangialardi al direttore dell'area vasta Maurizio Bevilacqua per avere risposte immediate, rilanciano. “Bevilacqua non ha potere decisionale in quanto a personale e a darci risposte certe deve essere di direttore generale dell'Asur Piero Ceccarelli”.

A causa della riduzione del personale (per pensionamenti o fine contratti) reparti e servizi dell'ospedale senigalliese rischiano il collasso e i sindacati lamentano il mancato rispetto dell'accordo regionale per cui il personale fuoriuscito sarebbe stato coperto per il 70%. Ogni 10 unità in uscita dunque, 7 dovrebbero essere le assunzioni. Ma così non è. Di qui l'allarme. Il laboratorio analisi da oggi passa da sei a tre unità operanti al front office non garantendo più le attuali prestazioni giornaliere.

“Dai 210 prelievi giornalieri siamo passati a 100 e presto scenderemo a 80 -lamenta Ezio Amadio dell'Ali- questo significa che il laboratorio analisi non garantirà più le prestazioni che dunque saranno fornite da altri soggetti, come la libera professione". Due i reparti senza primario la cui copertura era stata assicurata per il luglio scorso: radiologia e medicina. “Radiologia vanta tecnologie di alta qualità che sono sottoutilizzate e medicina ha 80 posti letto che vengono occupati al 100% -aggiunge l'Ali- non possiamo permetterci di non avere una guida né di perdere servizi che abbiamo conquistato a fatica negli anni”.

Anche il servizio di 118 è carente di personale perchè le risorse liberate da tre pensionamenti non sono state reinvestite con nuove assunzioni e la carenza degli autisti, ad esempio, viene supplita con l'ausilio dei volontari. A rischiare il collasso è però tutto il sistema che si basa su una pianta organica sempre più ridotta all'osso tanto che il personale è costretto a straordinari e all'accumulo di ore lavorative. “Il problema è che si ragiona in termini di area vasta perdendo di vista le esigenze reali e concrete delle realtà locali -conclude Amadio- non chiediamo nulla di più di quello che abbiamo, vogliamo solo che le risorse che abbiamo non ci vengano tolte”.

Nella sanità servono risposte rapide e funzionali e Ceccarelli deve darcele -attacca Sirio Rossetti della Rsu ospedaliera- gli accordi sulla copertura del personale vanno rispettati”. Con la creazione dell'area vasta i sindacati denunciano anche uno svuotamento delle funzioni assegnate all'ospedale senigalliese. “Tutti i compiti di economato, personale e amministrazione vengono progressivamente trasferiti a Fabriano, sede dell'area vasta -aggiunge Rossetti- il nostro personale verrà spostato a Fabriano o se resta in zona sarà svuotato delle sue competenze. Si va verso la perdita di servizi conquistati a fatica in tanti anni”.






Questo è un articolo pubblicato il 28-02-2012 alle 23:30 sul giornale del 29 febbraio 2012 - 2990 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, giulia mancinelli, pronto soccorso senigallia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/vQK





logoEV
logoEV