Malore in casa, 32enne muore sotto gli occhi della madre

ambulanza 1' di lettura Senigallia 15/02/2012 - Un aneurisma avrebbe strappato all'affetto dei suoi cari Matteo Rossini, 32enne di Senigallia, deceduto nella propria abitazione sotto gli occhi della madre.

Nel pomeriggio di martedì, il 32enne avrebbe raggiunto la madre in cucina lamentando un forte dolore all'addome. Pochi attimi prima di accasciarsi a terra, nell'appartamento di via Marche, dove è deceduto prima dell'arrivo dei soccorsi.

I sanitari del 118, allertati immediatamente dalla donna, hanno potuto solo constatare il decesso di Matteo Rossini. Ancora ignota la reale causa di morte ma, al momento, l'ipotesi più accreditata sarebbe quella di un aneurisma.

I funerali di Matteo saranno celebrati giovedì 16 febbraio alle ore 15 alla chiesa del Portone.






Questo è un articolo pubblicato il 15-02-2012 alle 11:31 sul giornale del 16 febbraio 2012 - 7455 letture

In questo articolo si parla di cronaca, senigallia, 118, Sudani Alice Scarpini, soccorsi, ambulanze

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da Beatrice riceviamo e pubblichiamo:

In bicicletta senza tenersi sul manubrio, con alle spalle uno zainetto, gli occhiali da vista con la montatura sottile e quella piccola barba lunga,
minuziosamente conservata.

Me lo ricordo così, un ragazzo poco più grande di me. Non siamo a New York e qui, di vista, ci si conosce praticamente tutti.

Ci si incrociava per strada, a volte alla Biblioteca Comunale si condivideva lo stesso tavolo di studio e probabilmente anche qualche tragitto con il pullman per arrivare ad Urbino, all'Università.

Non ci siamo mai detti una parola, ma in fondo ci conoscevamo. O meglio, ci riconoscevamo, come accade tra concittadini di una città di provincia.

Sin da piccola ho avuto questa particolarità: mi soffermo su volti che sento espressivi e portatori di un'interiorità speciale. E non è per fare retorica o dire le solite cose che si dicono quando qualcuno se ne va. Questo ragazzo mi ha sempre colpito per il suo sguardo acuto, ma introverso e, secondo me, emblematico di un'anima particolarmente bella.

Il suo aspetto sicuramente eccentrico, a volte, non passava inosservato, ma non era quello, a colpirmi. Era il suo silenzioso modo di fare, che mi lasciava immaginare un mondo nascosto che forse non tutti sarebbero stati in grado di comprendere, probabilmente neanch'io.

L'ho incontrato pochi giorni fa, prima della nevicata, in zona Viale dei Pini.
Passeggiavo e lui passava con la bici e indossava un cappellino modello lappone con le trecce di lana. Un'immagine che ben conservo tra i ricordi, come una fotografia fresca di stampa.

Certo che una vita che dura 32 anni è troppo corta e tanta strada ancora, avrebbe potuto percorrere Matteo.

Io ci credo: da lassù Qualcuno richiama a sé gli Angeli che ogni tanto ci offre il privilegio di incontrare. E la loro permanenza qui, è sempre troppo breve. Ma quando rimane un segno così forte, da non lasciarci indifferenti, allora un piccolo miracolo si è compiuto.

Giulia Torbidoni

A volte sembra irreale la vita. E ti fa accorgere che la morte esiste davvero, non la vedi solo in tv o nei vecchi. Ti sfiora. Anche a te che sei giovane.
La tua riservatezza è stata già ricorata da amici e conoscenti. Io vorrei ricordare la tua dolce intelligenza. Di quelle di una volta, verrebbe da dire. Sempre sorridente eri tu il primo a chiedere "come va?". Sempre attento agli altri. Con uno sguardo vivace sul mondo. I tuoi studi, il dottorato, il diritto internazionale. A vederti ci si riposava il cuore perché avevi sempre un'aria pacifica, comunque serena, pacificata col mondo.
L'ultima volta che t'ho visto eri in biblioteca, a studiare. E s'è parlato del futuro precario, di preoccupazioni giovanili, ma anche di vie d'uscita e di riscatto.
Ti saluto, fratello e compagno di un breve tratto di vita, come quell'ultima volta: "La tua bozza di tesi ce l'ho ancora, non preoccuparti, appena riesco te la riporto".




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