Gsa: parliamo di progettazione dei Giardini Catalani

giardini catalani 3' di lettura Senigallia 23/01/2012 - Parliamo un po’ di progettazione: il Progettista dovrebbe fare una attenta analisi delle esigenze di chi usufruirà dell'opera realizzata derivante dal suo progetto e non pensare solamente a fare un'opera d'arte (non è certo il caso dei Giardini Catalani), ma non consona sia a soddisfare le esigenze di chi ne usufruisce e sia alle regole del buon gusto. Si perché, qui si tratta di buon gusto: è stato redatto un progetto che né è assolutamente privo.

Questa è l'amara verità! Chi è cittadino (e non suddito) di Senigallia sa che i Giardini Catalani, anche se in stato di degrado, costituivano luogo di incontro, di dialogo ed erano fruibili tutto l'anno da chiunque: dagli atleti sui pattini a rotelle, dai bambini in bicicletta, dai disabili in carrozzella, e da chi voleva “allungare” la “vasca per il corso”. Era un luogo di vita. Oggi non lo è più. Oggi non si capisce bene che luogo sia diventato e che utilizzo se ne possa fare. L'unica nota positiva consiste nel fatto che “l'opera” così come si presenta attualmente, sembra in attesa di un qualche intervento successivo, possibilmente intelligente, che conferisca a quello spazio una piacevole estetica ed una vera funzionalità. Non bisogna dimenticare che questo sito si trova nel nostro bellissimo centro storico: la attuale realizzazione non tiene conto di nulla da un punto di vista estetico-funzionale. In sintesi, è un'opera il cui progetto, per quanto è oggi visibile, è nettamente sbagliato. A nostro parere bisognava mantenere la funzionalità preesistente con percorsi pedonali e le panchine per sedersi; in luogo della fontana centrale, che probabilmente crea qualche problema di manutenzione, si poteva immaginare una bella scultura che, per esempio, rammentasse qualche importante fatto storico riguardante Senigallia.

Tutto ciò non rappresenta una polemica forzosa, ma è il frutto della raccolta di pareri spontanei raccolti in strada in mezzo alla gente e da indagini dirette tra i soci, nonché presso amici e conoscenti che passando in viale Leopardi si sono chiesti chi avesse “pensato” un opera così priva di gusto estetico e così poco fruibile nel corso dell'anno. In sintesi gli attuali Giardini Catalani sono diventati uno spazio quasi impossibile da vivere ed utilizzare, quasi un corpo estraneo da “guardare e non toccare”. E' risultato evidente il desiderio e la necessità di riappropriarsi del “loro” giardino. Le centinaia di cittadini che si sono pronunciati sottoscrivendo le cartoline della nostra petizione hanno espresso le loro considerazioni negative proprio sullo stato attuale e sulle possibili funzioni dell’area verde in questione. Solo alcuni, di chiara appartenenza allo schieramento politico del sindaco, hanno difeso “l'opera” sostenendo che già si erano spesi “tanti soldi” e che quindi non si potevano e non si riteneva necessario apportare “modifiche”. E' triste rilevare quanto una ottusa mentalità di parte possa generare pensieri così limitati.

Non è certo la prima volta che ciò accade, la Storia insegna! Parliamo anche di partecipazione A tal proposito, senza nulla togliere ai progettisti, perché le Associazioni che hanno competenza in materia di Ambiente (che è di tutti!) e che se ne interessano da molti anni, non vengono consultate in fase di progettazione quando si tratta di interventi di tale importanza? Si eviterebbero inutili polemiche e, con molta probabilità, si realizzerebbero opere di certo più interessanti e condivise. La partecipazione, a volte tanto declamata, è valida solo in campagna elettorale o quando si è in cerca di un facile consenso? In realtà in merito al progetto in questione un’incontro c’era stato, all’inizio dell’iter procedurale e su nostra esplicita richiesta, con i due assessori competenti. Purtroppo le promesse e le assicurazioni emerse in quel frangente, sono state poi del tutto disattese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2012 alle 22:16 sul giornale del 24 gennaio 2012 - 2546 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli

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Anche se ci sono centinaia di cittadini a cui quest'opera non piace questo non significa che sia di cattivo gusto ne tanto meno puoi dire che piace solo a chi è del partito del sindaco, è una cosa ridicola!

A quale titolo voi dovreste essere consultati prima di realizzare un giardinetto?
Cioè, perchè voi si e io no?
Sarete mica i depositari del buon gusto e della verità ambientale assoluta??
Poi magari in un articolo a parte spiegatemi come ci camminavano i bambini in pattini e bicicletta, o i disabili in carrozzina, in mezzo a radici, breccino e marciapiedi sconnessi.
Ai giardini Catalani c'erano due giostre tristissime al giorno e quattro ragazzini imboscati per fumarsi una canna la sera.
Adesso c'è un bel prato e un bel marciapiede.
Dopo di che ognuno ha i suoi gusti.

Questo articolo è offensivo verso le migliaia di cittadini a cui gli attuali giardini Catalani piacciono, indipendentemente dal loro orientamento politico.

Caro mino,mi spieghi perchè questo articolo è offensivo.
Il GSA fa un ragionamento,che si può condividere o no,ma tale resta senza offendere nessuno.
Cordialmente
arturo63

Le critiche possono essere anche costruttive, sia per migliorare l'esistente che per evitare gli stessi errori nel futuro, leggi "consultazione".
I giardini Catalani sono esteticamente belli, semplici, severi, essenziali ma non sono funzionali.
Non sono funzionali agli incontri, prevedono solo un percorso esterno, limitano la fruibilità dell'ombra degli alberi.
A titolo di esempio: perché non c'è un percorso pedonale lungo le mura?
Ma forse alcune correzioni "intelligenti" possono rimediare ed essere una risposta "civile" ad una richiesta "urbana", o no?

Infatti piacciono talmente tanto questi Giardini, che tra poco per sedersi, date le pochissime panchine esistenti, si dovrà prendere il numero come nei banchi dei supermercati. Il fatto stesso di rivolgere le panchine verso via Leopardi, denota subito mancato rispetto veerso i cittadini stessi, facendo respirare loro, l'aria malsana dello smog stradale. Non era più logico posizionare le panchine verso le mura con un percorso pedonale interno? Non credo che bisogna essere laureati per comprendere certe esigenze!!!

Citazione:"Solo alcuni, di chiara appartenenza allo schieramento politico del sindaco, hanno difeso “l'opera” sostenendo che già si erano spesi “tanti soldi” e che quindi non si potevano e non si riteneva necessario apportare “modifiche”. E' triste rilevare quanto una ottusa mentalità di parte possa generare pensieri così limitati."
L'ottusa mentalità, sencondo me, è da ascrivere all'estensore dell'articolo.
A me, e ad altri, la nuova sistemazione piace, indipendentemente dall'orientamento politico.
L'unico dubbio, che ho espresso da subito su queste pagine, è sulla tenuta del manto erboso sotto ai pini, per cui temo che questo bellissimo colpo d'occhio di un prato verde in centro, sotto le mura, con il sole che filtra dagli altissimi pini, durerà poco.
E non credo che per far mettere qualche panchina in più si debba dare dell'ottuso a chi non la pensa allo stesso modo.
Cordialmente.

Così come sono i giardini sono belli, è stata ridata luce ad un angolo morto della città. Non sono però fruibili dalle persone perchè non hanno spazi destinati all'incontro.
Siccome nulla è immutabile penso che un intervento ulteriore sarebbe auspicabile, sempre che non ci si ostini a ritenere intoccabili decisioni già consolidate, quasi fosse un reato il solo discuterne.

va bene!!!! nell'eventualità che il progetto venga rivisto c'è la possibilità di non farsi cagare in testa dai piccioni quando si è seduti sulla panchina???? grazie!!!




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