Lodolini e Allegrezza (Pd): sconcerto per le parole di Zaffini (Lega)

emanuele lodolini 2' di lettura Senigallia 08/01/2012 -

A nome nostro e del Partito Democratico della provincia di Ancona e di Senigallia esprimiamo sconcerto e ferma condanna per quanto dichiarato dal consigliere regionale della Lega Nord, Zaffini”.Così Emanuele Lodolini, segretario provinciale del PD di Ancona, ed Elisabetta Allegrezza, segretario PD Senigallia.



Nelle settimane scorse abbiamo assistito - proseguono i vertici democratici - ad una escalation di episodi di violenza, basti pensare a quanto successo a Torino e Firenze. Episodi che testimoniano come anni di scelte politiche totalmente sbagliate sul tema immigrazione abbiano creato un clima di intolleranza e di razzismo che non vorremmo qualcuno tentasse in qualche modo di calare su un territorio, quello di Senigallia e della nostra provincia, dell’accoglienza e della tolleranza”.

Questo tentativo sarà – per Lodolini e Allegrezza - rispedito al mittente. Non bisogna mai abbassare la guardia, perchè il pericolo di folli estremisti e il rischio di rigurgiti razzisti sono concreti e sempre vivi. E’ oramai tempo di superare le politiche basate sulla logica securitaria, sul rifiuto e la paura. Occorre invertire la rotta e non lasciare il campo al populismo e alla demagogia che in questi anni hanno messo in campo la Lega Nord e il PdL”.

Il PD a livello locale è impegnato da tempo su queste tematiche. Abbiamo promosso, proprio a Senigallia, alcune iniziative pubbliche proprio sul tema, sosteniamo ovunque la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare “L’Italia sono anch’io” per garantire che chi nasce e cresce in Italia sia, a tutti gli effetti, cittadino italiano. I nostri rappresentanti nei Comuni della provincia di Ancona stanno, altresì, presentando ordini del giorno nei consigli comunali della provincia di Ancona per aderire alla campagna “L’Italia sono anch’io”.

Inoltre abbiamo le nostre proposte nazionali (in allegato), presentate anche a Senigallia.

Ne diamo, per brevità, soltanto alcuni titoli. Chi nasce e cresce in Italia è italiano. Votare per partecipare. Chiudere la fabbrica della clandestinità con il lavoro legale e l’integrazione sui territori e altro ancora. Chiudere la fabbrica della clandestinità con il lavoro legale e l’integrazione sui territori significa promuovere un patto per la dignità e la legalità del lavoro che combatta lo sfruttamento, il lavoro sommerso e irregolare che colpisce gli italiani e gli immigrati.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2012 alle 16:38 sul giornale del 09 gennaio 2012 - 3817 letture

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