Tagli al bilancio: salvo il welfare, stanziati 5 milioni e 850 mila euro

fabrizio volpini 5' di lettura Senigallia 06/12/2011 -

Nonostante i forti tagli al bilancio 2012 che toccano tutti i settori, il welfare resta incolume. Per i servizi alla persona sono previsti a bilancio fondi per 5 milioni e 850 mila euro con l'aumento di 50 mila euro del fondo sociale di garanzia.



In un contesto economico assai difficile, segnato dalla tempesta finanziaria che ha investito la Zona Euro e dalla prospettiva di una politica di bilancio fortemente restrittiva finalizzata al raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, le risorse destinate al welfare territoriale, politicamente molto meno “difese” rispetto agli stanziamenti per la previdenza o la sanità, sono state drasticamente ridotte e/o annullate. Dai 2.526,7 milioni stanziati nel 2008, si è passati ai 538,3 milioni del 2011 (-78,7%). Nel 2012 si scenderà ulteriormente a 229,4 milioni per poi attestarsi nel 2013 a 200,8 milioni: -90,9% rispetto a cinque anni prima. Anche a fronte di una situazione quanto mai complicata, la nostra azione di governo nella costruzione del bilancio per il 2012 conferma un indirizzo orientato verso l’obiettivo di dare assoluta priorità al welfare locale, mantenendo invariato il proprio stanziamento, perché siamo sempre più convinti che una città con un forte investimento sociale è una città più ricca.

Ma quale welfare in un quadro così preoccupante? La riduzione delle risorse, i tagli, l’inasprimento complessivo della situazione attuale sembrano riportare in auge un modello di welfare “neo-liberista” basato su idee individualistiche, nel quale si tende ad affidarsi di più al mercato sulla base di piccoli incentivi monetari alle famiglie (deduzioni fiscali, bonus per i nuovi nati) o alle imprese (agevolazione per nidi aziendali) e nel quale si fa un forte affidamento al criterio secondo cui il miglior giudice di tutto è la famiglia, con enfasi quindi sul concetto di “libertà di scelta” e non tenendo conto del fatto che dei servizi legati all’educazione, all’istruzione, all’integrazione sociale, ecc. non beneficiano soltanto gli utenti dei servizi stessi ma anche la collettività in cui sono inseriti.

Noi invece vogliamo riaffermare un modello di “welfare mix”, nel quale, si prende atto che l’individuo (la famiglia) non ha sempre informazioni e conoscenze sufficienti per valutare i servizi, multidimensionali e complessi, che gli vengono offerti e per confrontare soluzioni alternative, e nel quale si tende a valorizzare l’interesse dell’intera collettività. Un modello in cui pubblico, privato no profit e volontariato si integrano, ma dove il pubblico, e quindi tutta la collettività, mantiene una diretta capacità gestionale, e di conseguenza una migliore conoscenza dell’intero processo di produzione e fornitura dei servizi.

In questo sistema, il settore pubblico non si limita a distribuire fondi fra i diversi soggetti erogatori accreditati, pubblici, privati e non profit, ma correttamente considera la globalità del servizio offerto, la sua capacità di far fronte, qualitativamente e quantitativamente, ai bisogni dei cittadini, favorendone l’espressione, non affidandosi esclusivamente alla scelta dei cittadini ma esercitando un ruolo attivo di programmazione dell’offerta.

La scelta del modello di welfare di riferimento ha implicazioni importanti sulla individuazione dei conseguenti obbiettivi del nostro programma di governo per l’anno 2012. Coerentemente con il nostro modello ispiratore, in un momento delicato come questo è quanto mai importante fare un bilancio delle cose fatte e, da queste ripartire concentrandosi su quelle da fare attraverso una “scomposizione” - pezzo per pezzo - della nostra attività e dei nostri servizi ed una conseguente “ricomposizione” in un’ottica di sperimentazione, cambiamento, innovazione, evoluzione.

Lo scorso anno ci eravamo proposti l’obiettivo di elaborare un “Piano Comunale di Riforma del Welfare”, nel quale si tenesse conto dei livelli qualitativi e di eccellenza raggiunti e delle criticità di ordine economico finanziario da dover affrontare per il futuro. Le azioni messe in campo hanno avuto come obiettivo quello di garantire l’appropriatezza delle prestazioni in un quadro graduale di riorganizzazione dei servizi.

Continuando l’attività avviata, per il prossimo anno il nostro obiettivo sarà quello di lavorare sulla nostra capacità di osservare e leggere i cambiamenti sociali, intercettare i bisogni e le fragilità delle persone a fronte di una società profondamente mutata, per mettere poi in campo, risorse, interventi, servizi che oltrepassino tracciati conosciuti e schemi di azione consolidati., attraverso un binomio possibile: innovazione e differenziazione. Intanto l’azione fondamentale, già avviata, ma da dover consolidare per tutti gli interventi, è la gestione associata dei servizi sociali da parte dei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale n. 8, anche in considerazione della evidente accelerata impressa in tal senso dall’art. 16 della manovra bis.

Certamente per una ottimizzazione delle risorse, ma soprattutto per la creazione di un sistema capace di garantire :
-adeguati ed uniformi livelli di innovazione e miglioramento delle modalità di svolgimento delle funzioni;
-ampliamento dell’offerta di servizi qualitativamente più rispondenti alle nuove esigenze emergenti;
-maggiore forza contrattuale nel negoziare con soggetti terzi;
-la governance dell’intero territorio attraverso l’integrazione dei servizi pubblici e privati locali.
-opportunità di qualificazione e sviluppo delle risorse investite nei singoli territori.


Successivamente, in sintesi, riassumeremmo con tre parole chiave la filosofia della nostra attività di governo nelle politiche sociali per il 2012:
-Rete. In un concetto che oltrepassa lo schema che ci siamo sin qui prefigurati, attivare percorsi che facilitino l’incontro di soggetti diversi superando ciascuno la propria singola dimensione e favorire l’intreccio di strategie diverse al fine di creare un sistema di gestione associata pubblico/privato del territorio
-Innovazione e diversificazione. Potenziare ed affinare l’osservazione e la lettura del tessuto sociale del territorio favorendo l’attuazione di interventi personalizzati e più rispondenti qualitativamente alle esigenze espresse
-Appropriatezza. Progettare interventi che escano dagli schemi convenzionali e dalla consuetudine, ovvero garantire l’efficacia del proprio agire sociale


da Fabrizio Volpini
assessore ai servizi alla persona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2011 alle 17:40 sul giornale del 07 dicembre 2011 - 3312 letture

In questo articolo si parla di fabrizio volpini, politica, welfare

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