Arvultura, le lettere di due genitori

Arvultura, Mezza Canaja e Collettivo studentesco manifestano in piazza Roma 3' di lettura Senigallia 06/12/2011 -

Due lettere spedite tramite Facebook dai genitori di una ragazza e di un ragazzo che frequentano il Mezza Canaja e l'Arvultura.



Mi chiamo Marina Manfredi, sono una mamma orgogliosa di una "figlia di papà" che ha lavorato con il Mezza Canaja prima e con l’Arvultura adesso. Ho messo in evidenza "lavorato" perché ho vissuto in casa l'esperienza dell'impegno che questi ragazzi hanno messo in tutte le loro azioni. scusate l'errore non devo dire azioni ma "prepotenze". Mi ricordo della prepotenza di occupare le case della chiesa per darle a due famiglie di extra-comunitari con figli piccoli, la prepotenza nella protesta contro la complanare che ha espropriato terreni e case a famiglie. La prepotenza di quando c'è stato l'ultimo condono per i lavoratori stranieri e i prepotenti sono stati in piedi giorno e notte, con l'aiuto di computer portati da casa, per compilare gratuitamente le domande. La prepotenza di organizzare corsi di lingua gratis per stranieri, o quando hanno prepotentemente raccolto firme per il referendum dell'acqua pubblica...Adesso mi pongo una domanda, ma se l'amministrazione comunale ha voluto aiutare questi "prepotenti" non sarà perché tutto sommato hanno dato una mano per risolvere problemi sociali che riguardano la nostra città? Mi chiedo ancora se l'appellativo "figli di papà" è veramente rivolto a questi ragazzi laureandi e laureati, che lavorano durante la stagione estiva e nei fine settimana d'inverno, che si sono sempre autogestiti nei vari spazi senza il minimo contributo pubblico, che si sono inventate cene sociali e feste per sovvenzionarsi. O se i veri figli di papà sono quelli che vanno a spasso lungo il corso con abiti firmati e girano il lungomare con macchine costose? Sarò sempre una mamma orgogliosa di questi "figli di papà" che hanno un'ideologia politica e sociale e non fanno code nei negozi di abiti firmati ma fanno cortei e proteste per chiedere che i loro diritti vengano rispettati.

Marina Manfredi

Sono il padre di uno dei figli di papà che tanto disturbano la destra cittadina, devo dire solo una cosa, mio figlio, e insieme a lui gli altri figli di papà (qualcuno anche di mamma), difficilmente lo trovate il sabato sera a seminare distruzione nel centro storico, a distruggere biciclette, motorini, vetrine, a vomitare per strada e a disturbare il sonno dei cittadini del centro storico, come ormai succede tutti i fine settimana. Ho parlato con una vigilessa domenica mattina mentre stava fotografando i disastri della sera precedente e lei candidamente mi ha detto che loro erano passati alle ventidue e tutto era calmo, solo che dalla mezzanotte in poi sembrava Roma durante la manifestazione di ottobre. Quelli secondo la Fiamma o l'IdV o la signorina E.S. non sono censurabili, nessuno li può inquadrare tra gli attivisti del mezza. Perché loro li potete trovare ai concerti alle riunioni ai cineforum alle feste che questi figli di papà organizzano nel loro "caravanserraglio" (nell'eccezione buona della parola) poi per quanto riguarda l'essere figli di papà io e mia moglie, guadagniamo poco più di 2000 euro al mese, mio figlio non è mai andato in vacanza in Inghilterra con la scusa della vacanza studio, non va in vacanza in montagna, non porta abiti firmati, come la maggior parte dei duri e puri che sono inscritti nel novello gruppo contrario al mezza. Detto questo dirò solo un'altra cosa, grazie al sindaco, grazie a Simone ma sopratutto grazie a tutti quelli dell'Arvultura; continuate così.

Il padre di un figlio di papà, Guy Giovannetti






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2011 alle 17:27 sul giornale del 07 dicembre 2011 - 9836 letture

In questo articolo si parla di attualità, mezza canaja, facebook, collettivo studentesco

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