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Liverani (MSFT): che cosa intende Mangialardi per 'istituzioni'?

movimento sociale fiamma tricolore 3' di lettura Senigallia 30/10/2011 -

Nell’ultima seduta del consiglio comunale si è votato l’ordine del giorno presentato dal Sindaco, sul taglio dei privilegi dei componenti delle istituzioni, nonché alla riduzione delle spese della politica.



Noi del Movimento Sociale chiediamo al sindaco Mangialardi: che cosa intende per istituzioni? I consigli di amministrazione delle infinite ASL, aziende di trasporti, partecipate a livello comunale, provinciale, regionale, ATO (oggi ATA) e così via fanno parte delle istituzioni? In quanto il numero degli «stipendiati della politica» ammonta a più di un milione di persone. Dimezzare questa Casta non sarebbe un risparmio capace di incidere sul debito pubblico? Noi della Fiamma Tricolore siamo convinto di sì.

Lo chiediamo al PDL (FI e AN) e al PD (DC-PPI-Margherita e PC-PDS-DS), partiti che da quasi vent'anni parlano di «riforme»: liberalizzazioni, privatizzazioni, eliminazione degli ordini professionali, tagli alle pensioni, alla sanità, al costo e alla sicurezza del lavoro (flessibilità) perché dobbiamo diventare “più competitivi”: insomma colpire ancora di più i contribuenti che già sono tartassati, precari e in via di impoverimento. Mai una volta che vi facciate promotori di un'iniziativa o una critica nei confronti di questo “sistema”. Basta andare sui vari siti: doppi, tripli incarichi con cumulo di emolumenti, sindaci che sono anche consiglieri provinciali. Cosa ci fa l'ex-sindaco di Cupramontana Fazi (PDL) nel cda di CIR33 (www.cir33.it/consorzio/consiglio_amministrazione.php)? E l'ex-ferroviere (oggi pensionato) Euclide Sartini che è anche consigliere provinciale? Chi ha nominato l'ex-sindaco Mariani nel cda di Multiservizi SpA (www.multiservizi-spa.it/home/azienda/noi-e-il-territorio/organizzazione.html)? Non c'è spazio per giovani o giovani laureati che non siano “amici” di Durpetti e di sua moglie Casagrande Esposto?

Un nostro pensiero va anche all'IDV. Ci piacerebbe che raccoglieressero le firme anche per tagliere la pensione pubblica a Di Pietro, che percepisce dall'età di 45 anni (oggi ne ha 61) o quella baby di Veltroni a 5200 euro mensili o quella di Gustavo Zagrebelsky, nominato alla Corte Costituzionale da Oscar Luigi Scalfaro perché anti-berlusconiano. Dopo 38 anni di anzianità lavorativa, ha cumulato una liquidazione di 907 mila euro lordi (al netto 635mila) e una pensione di 21.332 euro lordi al mese (12.267 netti !!!).

Siamo sicuri di sentire la solita risposta: antipolitica, demagogia, diritti acquisiti. Anche i lavoratori avevano dei diritti acquisiti: diritto per legge ad una pensione di anzianità pari all’80% della paga dopo 40 anni di contributi. La legge è stata ridotta a nulla, le pensioni si sono striminzite per successive riforme (Dini e Amato). I diritti acquisiti, i cittadini, se li vedono togliere ogni giorno con tutte le scuse: la concorrenza globale, il debito pubblico, la crisi economica. Solo per questi signori queste scuse non valgono, per cui i gettoni di presenza, i vitalizi e i benefit sono diventati non un mezzo, ma il fine della politica. Il motivo per cui ci si entra e non se ne esce più. Noi del Movimento Sociale lo abbiamo detto più volte; occorre smettere di pensare in termini di “tagli” o di “riforma del sistema” e cominciare a pensare in altri termini: ossia su come fondare una nuova legalità, più legittima, dove il giusto e l'ingiusto ritrovino il loro posto vero. Ma come la Storia ci insegna, mai nessuna Casta si è auto-riformata o ha mai rinunciato ai suoi privilegi indebiti, se non sotto la paura e la violenza.


da Marcello Liverani
Fiamma Tricolore





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2011 alle 15:10 sul giornale del 31 ottobre 2011 - 758 letture

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