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Ripe: delitto Taurino, ai domiciliari Suela. Resta in carcere l'altro albanese

abitazione di suela 3' di lettura Senigallia 28/10/2011 -

Ha continuato a ribadire e ripetere fino all'ultimo che lei non è la mandante dell'omicidio di Luigi Taurino, il 35enne sgozzato la sera del 20 ottobre scorso nella piazzetta centrale di Passo Ripe. Si è difesa così Suela Arifaj, l'albanese di 23 anni, dirimpettaia della vittima, sposata e mamma di due bambini, arrestata insieme al connazionale Marku Jetmir, 24 anni, amico del fratello, con l'accusa di concorso in omicidio.



É invece ancora latitante il fratello, Myrteza Arifaj, 34 anni, presumibilmente rientrato in Albania dopo il delitto. Suela, difesa dall'avvocato Roberto Gusmitta, ieri è comparsa davanti davanti al gip Carlo Cimini per l'interrogatorio di convalida dell'arresto. Il magistrato ha convalidato il fermo ma ha concesso alla donna la misura degli arresti domiciliari. Misura cautelare che però la donna non sconterà nella sua abitazione di Passo Ripe. Verosimilmente il giudice non ha ritenuto opportuno riavvicinare la donna nella palazzina dove vive tuttora la vedova di Taurino, la signora Angela insieme al figlioletto. Inoltre ieri sarebbero stati compiuti atti vandalici sul portone di ingresso della abitazione dell'albanese, quasi una sorta di avvertimento a non rientrare comunque a casa.

Suela è accusata di essere la mandante del delitto perchè secondo gli inquirenti avrebbe fatto venire a Passo Ripe dall'Albania il fratello e l'altro connazionale proprio per regolare i conti con Taurino. La donna avrebbe dovuto vendicare il “proprio onore” a seguito di alcune avances mosse dalla vittima. Una versione respinta dal fratello della vittima, Antonio Taurino, che invece ha dichiarato che tra Luigi e la donna gli attriti erano iniziati a seguito di alcune pettegolezzi diffusi dall'alabanese.

Venedì però Suela ha negato nel modo più assoluto di essere lei la mandante del delitto. Anzi. Secondo quanto dichiarato al giudice, la donna avrebbe affermato di aver cercato fino all'ultimo di far desistere il fratello e il suo amico dai propositi di vendetta nei confronti di Taurino. In quanto invece a Jetmir, difeso dall'avvocato Ezio Gabrielli e accusato di aver commesso l'omicidio insieme a Myrteza, per il momento il giudice ha deciso che resterà in carcere. Dall'interrogatorio di ieri non sarebbero emerse novità rilevanti ai fini delle indagini ma le domandi del gip e del pm si sarebbero concentrate nel definire meglio gli aspetti legati al presunto sgarbo subito da Suela e la conseguente vendetta. In quanto al delitto, la dinamica appare agli inquirenti piuttosto chiara. Taurino sarebbe stato aggredito dai due ragazzi albanesi che non conosceva tanto che avrebbe pensato ad una rapina.

La vittima sarebbe stata guida sfregiata prima al viso con una lama tagliente e poi colpita con il fendente mortale alla gola. L'autopsia eseguita martedì sul corpo del commerciante ha però riscontrato anche ecchimosi, segni evidenti che l'uomo avrebbe subito delle percosse. In quanto alla salma di Taurino, i familiari, che si sono rivolti all'avvocato Simone Mancini, non hanno ancora avuto il nulla osta definitivo per il recupero della salma. La famiglia ha avanzato espressa richiesta alla Procura ma l'ok fino a venerdì sera non era ancora arrivato. I funerali di Taurino, appena possibile, saranno celebrati a Cerignola, città di origine della vittima.








Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2011 alle 23:55 sul giornale del 29 ottobre 2011 - 2496 letture

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