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Ripe: omicidio Taurino, la vittima pensava di aver subito una rapina

Carabinieri 2' di lettura Senigallia 25/10/2011 -

Luigi Taurino, il 35enne pugliese residente a Passo Ripe sgozzato la scorsa settimana, non conosceva i due uomini che lo hanno prima aggredito e poi ucciso, tanto che prima di spirare ha detto ai primi soccorritori di essere stato vittima di una rapina. Taurino è stato vittima invece di un vero e proprio agguato finito in omicidio. A tracciare la dinamica dell'accaduto è stato il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Ancona.



I militari hanno arrestato con l'accusa di omicidio in concorso Suela Arifaj, albanese di 23 anni residente nel palazzo dove viveva Taurino, e un suo connazionale e amico, Marku Jatmir, 24 anni, mentre il fratello di lei, Myrteza Arifaj, 34, è riuscito a scappare.

"Suela vive da un paio di anni in Italia, insieme al marito, un imprenditore italiano originario dell'Abruzzo, e ai due figli piccoli mentre sono arrivati appositamente a Ripe dall'Albania il fratello e l'amico di lei coinvolti nell'omicidio -hanno spiegato il comandante del Reparto operativo Luciano Ricciardi, il comandante provinciale Liviano Marino e il procuratore Elisabetta Melotti - . Fra la famiglia di Taurino e Suela c'erano già stati contrasti in passato. Ma il marito della donna non sospettava che la moglie coltivasse propositi di vendetta".

La sera del delitto il marito dell'albanese era fuori città e così quando martedì mattina all'alba, a Passo Ripe, i carabinieri hanno bussato alla porta per arrestare la moglie e l'amico, che in quel momento era ancora loro ospite, è caduto dalle nuvole. Le singole responsabilità dei tre albanesi sono ancora da chiarire, ma secondo le prime ipotesi (e le parziali ammissioni dei due fermati) sarebbe stata Suela la mandante di quello che doveva essere un semplice 'avvertimento' nei confronti di Taurino. Versione che potrebbe essere confermata da una prima ferita al volto della vittima, cui ha fatto seguito il colpo mortale alla gola. Un avvertimento degenerato però in un delitto, cui la donna non avrebbe assistito.

A sferrare il colpo mortale alla gola del commerciante sarebbe stato Myrteza Arifaj, mentre Marku Jetmir si sarebbe limitato a un ruolo di supporto. L'arma non del delitto non è stata ritrovata.






Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2011 alle 16:36 sul giornale del 26 ottobre 2011 - 2370 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, carabinieri, ripe, omicidio

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