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Paradisi: quanta ambiguità a sinistra sulle violenze di piazza

roberto paradisi 1' di lettura Senigallia 17/10/2011 -

Piena solidarietà agli agenti senigalliesi feriti dalla follia criminale degli “indignati”. Oggi la gente perbene è a fianco delle forze dell’ordine e di quei cittadini che hanno subito la violenza organizzata di bande di teppisti che vorrebbero precipitare il Paese in un clima da anni settanta.



Ma ciò che stupisce non è la pianificazione della violenza urbana, è invece il clima di ipocrita presa di distanze di molti altri partecipanti all’evento. I quali, da una parte, cercano comunque di giustificare gli “eccessi” con il clima di insofferenza e disagio crescenti nel Paese, dall’altro affermano che certe violenze erano imprevedibili. Faccio presente che molte”anime pie” della sinistra locale hanno viaggiato insieme a chi, nella nostra città, aveva fatto affiggere manifesti con la scritta “Indignati, incazzati, in rivolta, in Italia” con una gigantesca foto di un casco protettivo integrale.

Delle due l’una: o le progressiste “anime pie” pensavano che quel casco (associato a parole di guerra) fosse la promozione di una gita in scooter, oppure avevano la piena consapevolezza di dove stavano andando, con chi e per fare cosa. Le distanze da certe espressioni di violenza si prendono prima e non dopo. E l’atteggiamento verso i violenti deve essere chiaro e non ambiguo. Fino ad allora, tutti saranno legittimati a pensare che certe frange della sinistra italiana quantomeno non disdegna il clima di violenza innescato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-10-2011 alle 15:41 sul giornale del 18 ottobre 2011 - 2803 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamente civico

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