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Italia Nostra: 'Residenze a Palazzo Gherardi?'

palazzo gherardi 2' di lettura Senigallia 11/10/2011 -

L’ipotesi di destinare palazzo Gherardi a residenza privata sembra farsi sempre più strada all’interno dell’Amministrazione Comunale, mentre sempre più remota appare la possibilità di un utilizzo dell’edificio per scopi più confacenti alla sua storia e al suo carattere monumentale, come quello museale.



La motivazione che da sempre ha orientato la maggioranza verso questa scelta è la mancanza di risorse economiche per il suo recupero. Ma se non ci sono risorse per palazzo Gherardi, dove si pensa di trovare quelle altrettanto ingenti per il progettato Museo della Fotografia da realizzare nell’area ex Sacelit? Se la strada ipotizzata è quella delle vendite e delle dismissioni del patrimonio comunale e degli oneri di urbanizzazione ricavabili dalle grandi opere, perché la stessa strada non può valere anche per palazzo Gherardi, che esiste già e non deve essere inventato?

Le testimonianze archeologiche che stanno lentamente affiorando e che verranno alla luce ancora di più se andrà avanti questa coraggiosa operazione di archeologia urbana confermano l’importanza della storia urbanistica di Senigallia, contrassegnata da ripetute fasi di ricostruzione pianificata, che ne fanno un caso di grande interesse scientifico: città romana, città medievale, decadenza tardo comunale, ricostruzione malatestiana, ricostruzione roveresca, ampliamento settecentesco, interventi del neoclassicismo ottocentesco e del modernismo post terremoto. Basterebbe e ce ne sarebbe d’avanzo per una forma stabile e moderna di musealizzazione e di messa in rete di tutte le conoscenze e di tutte le realtà che afferiscono ai vari momenti della storia urbanistica, legati a loro volta ai vari aspetti della storia sociale, economica e culturale. In una struttura di questo tipo potrebbero trovare spazio e soprattutto raccordo, valorizzazione e promozione, tutte le realtà museali di settore già esistenti, oltre ai beni artistici, archivistici, librari, alla ricerca storica e archeologica, attraverso forme di esposizione e publicizzazione prevalentemente multimediali.

L’importanza di una struttura del genere sotto il profilo educativo e didattico per la crescita culturale della città, ma anche per l’offerta turistica è innegabile. Palazzo Gherardi per la sua collocazione e per l’ampiezza degli spazi sarebbe il luogo ideale per evitare che le realtà museali sparse nella città e nel territorio, oltre che poco visitate, continuino ad essere solo i frammenti di una storia dimenticata o di cui nessuno riesce a cogliere il filo. Ogni città ha necessità di ancorare la sua identità e il suo senso di appartenenza ad un baricentro riconoscibile e stabile e a questa esigenza Senigallia può dare risposta solo con la creazione di un museo globale nel cuore della città storica a pochi passi dagli altri luoghi della cultura con i quali dare corpo e sostanza alla cosiddetta “cittadella della cultura”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-10-2011 alle 13:15 sul giornale del 12 ottobre 2011 - 2155 letture

In questo articolo si parla di cultura, palazzo gherardi, ettore baldetti, Italia Nostra - Senigallia

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