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Archimede abita qui: nel senigalliese una invenzione al mese

Confartigianato 2' di lettura Senigallia 01/10/2011 -

Stando ai dati dell’Ufficio Italiano Brevetti elaborati da Confartigianato sono 8 le domande di brevetto che sono state presentate dall’inizio del 2011 fino ad agosto. Una invenzione al mese. Anche un dispositivo per deflettere i campi elettromagnetici.



Confartigianato: tanta creatività va sostenuta. Le imprese hanno bisogno di finanziamenti per fare innovazione. Una invenzione al mese. Viaggiano a tutta velocità e sono geniali le menti degli imprenditori del Senigalliese. Stando ai dati dell’Ufficio Italiano Brevetti elaborati da Confartigianato sono 8 le domande di brevetto che sono state presentate dall’inizio del 2011 fino ad agosto.

Senigallia è la città con più idee con 5 invenzioni; due a Ostra e una a Ostra Vetere. Le intuizioni si applicano ai comparti produttivi più disparati, dalla ristorazione alla elettromeccanica. Come il vassoio per pizza impilabile per risparmiare spazio e tempo. Dato il caro-benzina si rivela molto utile anche un dispositivo che ottimizzi la combustione dei carburanti. Le idee si appuntano anche sul geomagnetismo e sulle applicazioni di un dispositivo capace di deflettere i campi elettromagnetici. Altre innovazioni si propongono di introdurre immediate migliorie alla capacità di produzione in diversi settori, dalla moda, con un sistema di lavorazione automatica per l’applicazione e la decorazione di tasche a toppa, all’edilizia, con la composizione di impasti particolari per la resa dei pavimenti. “Tanta creatività che non può assolutamente esser messa da parte -commenta Marco Bazzucchi, presidente Confartigianato Senigallia- Va piuttosto valorizzata con ogni forza. Rappresenta il futuro dell’imprenditoria e con essa del nostro territorio. Confartigianato crede nel fondamentale ruolo della innovazione. Tanto più in un momento di crisi come questo, in cui le aziende si trovano tagliate fuori da mercati che chiedono prodotti diversi.

La richiesta muta, si evolve, le esigenze cambiano. Le imprese non possono rimanere indietro. Altrimenti non saranno più capaci di rapportarsi al mercato reale.” Per questo l’innovazione non deve essere considerata facoltativa, un qualcosa in più su cui l’azienda può o meno cimentarsi. Piuttosto è un imperativo categorico. E se è vero che le invenzioni sono frutto delle menti brillanti di chi fa impresa, è altrettanto vero che le aziende devono essere poste in condizione tanto di ideare le innovazioni da apportare alla propria produzione, quanto di concretizzare le stesse. “Questo significa che servono da parte delle Istituzioni politiche mirate a favorire questo flusso di idee e la loro monetizzazione –conclude Bazzucchi- Occorrono finanziamenti, bandi, stimoli. Il talento non manca, mancano i fondi. L’innovazione smarca le imprese dal rischio di allontanamento dai mercati e inoltre le proietta più competitive e forti nella competizione globale. Un ottimo antidoto contro la stagnazione, un efficace sprone a produttività e occupazione.”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2011 alle 10:05 sul giornale del 03 ottobre 2011 - 1547 letture

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