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Protesta dell'Anci contro la Finanziaria: Mangialardi riconsegna al Prefetto il tricolore

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Mangialardi riconsegna la fascia tricolore di primo cittadino al Prefetto. Un gesto di protesta forte, come non era mai stato fatto prima, cui si sono uniti anche altri sindaci della Provincia per manifestare contro la manovra economica del Governo.

Anche Senigallia ha preso parte alla protesta indetta per ieri dall'Anci contro gli effetti della Finanziaria sulle comunità locali. E la consegna del tricolore ha assunto un valore simbolico determinante, quello di essere “impossibilità di esercitare e di svolgere le attribuzioni di legge a causa dei pesantissimi provvedimenti ulteriormente introdotti dalla nuova manovra finanziaria del Governo”.

Se il Prefetto dal canto suo ha auspicato “una manovra correttiva da parte del Governo”, la spiaggia di velluto è il primo comune a fare i conti, concretamente, con le ripercussioni della finanziaria. Avendo approvato il bilancio 2011 entro il 31 dicembre 2010, il Comune è già alle prese con la redazione del nuovo documento e le prime cifre lasciano gli amministratori a bocca aperta. Il patto di stabilità impone al Comune di Senigallia di accantonare nel 2012 quattro milioni e 700 mila euro (a fronte del milione e 600 mila euro del 2011) che alla luce dei tagli e dei minori trasferimenti si arriva ad un totale di oltre 7 milioni di euro. “Sono soldi che servono per abbattere il debito pubblico ma noi non ci stiamo -attacca Mangialardi, che ieri ha simbolicamente occupato l'ufficio anagrafe del comune i cui servizi al cittadino sarebbero i primi ad essere soppressi- noi a questo scempio non ci stiamo perchè siamo un comune virtuoso e abbiamo il bilancio certificato. Abbiamo soldi da investire, già stanziati eppure questa manovra ce li blocca perchè il patto di stabilità ci impedisce di spendere”.

Il primo cittadino ha presentato lo scenario con il quale i cittadino dovranno confrontarsi a partire da gennaio. Se l'aumento della tassazione appare inevitabile, a rischio sono anche i servizi per non parlare delle opere pubbliche che saranno fermate in blocco.

“Dobbiamo fermare tutti i lavori e questo significa cancellare il piano triennale dei lavori pubblici -aggiunge Mangialardi- niente più cantieri e blocco di quelli in corso. Dal completamento del porto alla riqualificazione di strade come via Botticelli, alla Cesanella, per cui siamo in fase di appalto ma dobbiamo fermarci perchè il patto di stabilità ci impedisce di pagare le imprese. Lo stesso dicasi per il porto. Abbiamo i 100 mila euro per l'ultimo stralcio ma non potremmo spenderli. Ci rendiamo conto anche delle gravi ripercussioni sull'economia cittadina? Nessuna impresa locale, cui ci rivolgevamo per lavori di importi inferiori al milione di euro, lavorerà più con questo ente. Dovremo inoltre tagliare tutti i servizi ai cittadini e questo non è giusto”.

Il rischio, paventato da Mangialardi, è anche quello di una degenerazione sociale. “Aumento delle tasse, taglio dei servizi e blocco degli investimenti -aggiunge il sindaco- i cittadini che subiranno tutto questo devono sapere che la mano che taglia è quella del Governo”.





Questo è un articolo pubblicato il 15-09-2011 alle 23:10 sul giornale del 16 settembre 2011 - 3448 letture