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Gio: banche e impresa, rapporto di amore e odio nelle valli Misa e Nevola

riccardo montesi 3' di lettura Senigallia 24/08/2011 -

Siamo legati da un rapporto “odio e amore” dove l’una ha bisogno dell’altra. Le nostre banche sono coinvolte nel sostenere il settore immobiliare, le opere pubbliche e le grandi
industrie, mentre le industrie e le PMI del settore manifatturiero sono alle prese con l’aumento dei costi, le difficoltà del mercato, il calo della domanda e degli utili.



Purtroppo questa situazione potrebbe aggravarsi per entrambi, con ulteriori conseguenze per le PMI più deboli e l’inevitabile aumento della disoccupazione. A poco servono gli interventi da parte delle Province e Regioni, in quanto troppo orientati a sostenere le aziende che non hanno futuro, mentre dovrebbero favorire veri progetti di ricerca e sviluppo delle aziende che hanno superato il momento peggiore della crisi, che reggono il mercato e guardano al futuro.

COSA DOVREBBERO FARE LE BANCHE:
La selettività nel credito non deve basarsi esclusivamente sul rating, ma anche attraverso una rilettura di tutti i dati a disposizione e di quelli forniti dalle aziende, al fine di correggere le distorsioni proprie di un sistema che si basa unicamente su un rating “standard”, cioè valido per ogni tipo d’impresa. Occorre dare più spazio e valore alla parte discrezionale nella valutazione dell’impresa rispetto a quello dato ad una formula matematica come il rating, che se anche calcolato tenendo conto di molte variabili, rimane pur sempre “rigido”. Le banche devono avere più coraggio e guardare oltre le apparenze dei numeri nei bilanci. Nel valutare l’impresa deve essere dato un valore importante anche alla sua storia, oggi invece si valuta solo il presente e il futuro immediato.Questo vale anche per le grandi banche nazionali che operano nel nostro territorio, le quali dovrebbero operare attraverso il riconoscimento delle “specificità” del tessuto produttivo della regione e della sua dinamicità , che non può essere lo stesso della Lombardia o del Veneto e dunque non possono essere utilizzati gli stessi modelli di comportamento. Va detto anche che, pur in una situazione difficilissima, anche nel nostro territorio le imprese e le banche stanno dando un grande contributo a sostegno dell’economia e questo lo conferma il ridotto tasso di disoccupazione.

COSA DEVONO FARE LE IMPRESE:
Devono impegnarsi ad essere più trasparenti nelle comunicazioni, fornire un quadro più completo della propria attività e delle strategie intraprese per il futuro e non limitarsi a “vivere alla giornata” anche se il momento attuale, a volte, obbliga a questo. Spetta all’imprenditore trovare le soluzioni ai propri problemi, altrimenti viene meno anche la fiducia da parte del mercato e del sistema creditizio.

BASILEA 3:
E’ ormai dimostrato che questo accordo penalizza principalmente le PMI, che non hanno possibilità di ricorrere al mercato per finanziarsi ed hanno, di conseguenza, una struttura finanziaria più fragile e dipendente dalle imposizioni del sistema bancario. In questo senso si sono mosse sia le associazioni di categorie che l’ABI per richiedere una modifica dei parametri per la determinazione dell’accantonamento del capitale da parte delle banche in funzione del rating calcolato per la PMI , al fine di evitare penalizzazioni ad entrambi.






Questo è un articolo pubblicato il 24-08-2011 alle 13:43 sul giornale del 25 agosto 2011 - 848 letture

In questo articolo si parla di Riccardo Montesi, GIO

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