Stop ai miniappartamenti: Mariangela Paradisi replica a Ceresoni

mariangela paradisi 5' di lettura Senigallia 30/07/2011 -

Simone, la mia simpatia per te non m’impedisce di chiederti: ma tutte queste idee sul mercato dell'edilizia, chi te le ha messe in testa? Veramente ci credi? Beh... per essere un assessore all'urbanistica che governa una città, ormai così complessa sul versante dell'edilizia com’è Senigallia, non posso che dire: "Annamo bbene!"



Perché devi sapere che:
a) innanzi tutto, il ruolo pubblico non è quello di "condizionare", cioè pianificare, il mercato, come tu scrivi: non siamo una economia socialista. E’ quello di rimuovere le asimmetrie informative (un soggetto “sa” di più, l’altro di meno e, dunque, il primo è favorito nei contratti) e i fallimenti del mercato che invece la giunta di cui fai parte incentiva alla grande con i conflitti di interessi che sta proteggendo. Oltre a ciò, con l’effetto annuncio la Giunta sta incentivando, e non contenendo, la speculazione;

b) hai fatto un regalo (speculativo) ai proprietari di mini appartamenti;

c) Non è la domanda che "sostanzialmente condiziona", come tu scrivi, il prezzo delle abitazioni. Magari fosse così: i prezzi delle case sarebbero crollati, in questi tempi di crisi! E' l'offerta a essere rigida e, dunque, è l'offerta che "sostanzialmente condiziona" il prezzo. Come? Te lo spiego. La quantità di abitazioni è data, nel breve periodo. Se la domanda si sposta esogenamente verso l’alto perché – che so - Tremonti incentiva il rientro di capitali oppure chi ha soldi da investire la smette con gli impieghi finanziari e va verso quelli reali (come è successo anni fa), poiché la quantità offerta data, il prezzo sale. Una volta salito, lì rimane. Perché i costruttori non sono coltivatori di zucchine, che se ne hanno portate troppe al mercato pur di non buttarle le svendono. I costruttori PRIMA valutano la domanda, tipologia compresa, POI costruiscono la quantità di case sufficiente a soddisfarla, ai prezzi esistenti. E’ per questo che il prezzo delle abitazioni non cala mai e le case sono un bene rifugio, come ho già scritto. Dunque, è l’offerta a fare il prezzo, non certo la domanda (torna a Settembre!). In altre parole, i costruttori mantengono fisso il prezzo (oggi alto, grazie alle vostre scelte), giocando sulle quantità. E se le case restano sul groppone del costruttore? Chissenefrega. Fanno capitale e possono servire, per esempio, per avere credito in banca. A meno che, ovviamente, il costruttore non fallisca. Ma in questo caso le abitazioni se le pocciano le banche che non hanno alcun interesse a far crollare i prezzi e, con loro, il valore dell’attivo. Auspichiamo il fallimento delle banche? Fantasia per fantasia potresti inventarti una norma ad hoc… Poi, però, magari, i risparmi per comprare la casa vanno a puttane…

d) l’impresa edile non è una impresa come le altre. Si attiva solo in previsione di vendite. Non è una impresa manifatturiera che ha uno stabilimento e, dunque, è costretta a produrre anche se non vende, eventualmente tamponando con i saldi. L’impresa edile è una impresa “su progetto”, per lo più formata da un paio di soci che, quando hanno di che costruire, attivano una miriade di attività in outsourcing (è per questo che si dice che l’edilizia è il motore dell’economia) e assumono lavoratori a termine. Dunque, se il mercato va male, non producono, non spendono e quindi non devono svendere. Se non sono sufficientemente capitalizzate per attendere tempi migliori, escono dal mercato. Ed escono le più piccole, quelle che, magari, con la loro attività campavano appena appena la famiglia. E, infatti, l’edilizia è un massacro. Ne sono uscite a iosa, di piccole imprese. E la decisione dei 52 metri favorisce il fenomeno. Avete creato altra disoccupazione, altro che. Disoccupazione nelle imprese più deboli a tutto vantaggio dei soliti grandi costruttori, magari speculatori doc. Beneficio sociale della norma? Ma de che? Mi vuoi prendere in giro?

c) ultima puntualizzazione. Il consumo zero di territorio favorisce alla grande la speculazione e la lievitazione dei prezzi.

Intendiamoci, sia i 52 metri che il consumo zero possono essere sacrosanti, da un punto di vista ambientale e di tipologia dell’offerta di case. Con la dimensione minima, però – fai attenzione – stai escludendo i meno abbienti dal possedere una seconda casa a Senigallia, e stai escludendo dal mercato i piccoli risparmiatori. Con l’affitto di una casa di 30 metri – il cui acquisto è accessibile anche al ceto medio – ci si può pagare parte del mutuo di una casa più grande. Magari qualche genitore, non certo ricco, per aiutare i figli l’avrebbe potuta comprare.

Insomma, Simone, lascia stare i ragionamenti economici. Non mi pare ti vengano bene…

P.S. Non capisco perché nessuno si sogna di dire la sua – che so – sulla fisica o sulla chirurgia e, invece, con l’economia è tutto un florilegio di cavolate da bar.
P.P.S. A chi la mando la parcella per questa mia – non certo meritata da questa Giunta – lezione di economia? Alla Paci? Oppure la paghi tu di tasca tua?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-07-2011 alle 10:47 sul giornale del 01 agosto 2011 - 6287 letture

In questo articolo si parla di economia, mariangela paradisi e piace a Giovanni_Gamberini babj

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