Barriere fonoassorbenti: installiamo un impianto fotovoltaico!

2' di lettura Senigallia 28/07/2011 -

Un cittadino ha inviato a Società Autostrade e al sindaco Maurizio Mangialardi una proposta di installazione di impianto fotovoltaico su barriere fonoassorbenti lungo il tracciato autostradale nel territorio del Comune di Senigallia.



Egregi Amministratori, essendo un inguaribile ambientalista, tramite questa testata desidero sottoporre alla Vs. cortese attenzione una progetto in grado, a mio avviso, di mitigare l'impatto ambientale delle barriere antirumore, ed allo stesso tempo di contribuire in maniera significativa alla produzione di energia rinnovabile. Premesso che, pur condividendo in pieno le scelte fatte dall'amministrazione rispetto alla necessità improcastinabili di realizzare la complanare, sono rimasto colpito dall'impatto non certo gradevole delle barriere antirumore, sia a causa delle dimensioni (che in alcune situazioni raggiungono anche 4 mt), che della loro discutibile colorazione. Ho pensato la soluzione più semplice e nello stesso tempo efficace, sotto il punto di vista energetico, senza che venga sottratto ulteriore territorio, come purtroppo fatto in passato con gli orrendi impianti a terra realizati sulle nostre campagne.

Considerato inoltre che: 1. la struttura realizzata con palificazioni ad H impiantata su un cordolo di calcestruzzo si presta, senza particolari oneri, alla installazione di pannelli fotovoltaici; 2. l'esposizione di gran parte del tracciato risolta favorevole; 3. la possibilità di collegare con semplicità in serie i pannelli di nuova generazione utilizzando una semplice elettrodotto da posizionare sul cordolo in calce struzzo.

L'energia prodotta potrebbe essere utilizzata in via primaria per le esigenze energetiche della società autostrade (illuminazione galleria del cavallo e casello) e la parte eccedente messa a disposizione tramite By-PASS dei quartieri attraversati dell'opera anche a parziale compensazione dell'impatto ambientale sostenuto. Sono certo che la sensibilità della Amministrazione comunale, già dimostrata in tema di fonti energetiche alternative, sarà tale da prendere in considerazione la proposta. Anche la stessa Società Autostrade per l'Italia, nel progetto di sostenibilità, si è posta il seguente obbiettivo: Minimizzare gli impatti dell’attività autostradale sulle diverse matrici ambientali e gestire l’infrastruttura secondo criteri di efficienza ambientale.

Il progetto che potrebbe essere inserito nel PEC e curato dallo stesso Prof POLONARA potrebbe fungere da apripista per tutte quelle situazioni simili presenti o in fase di realizzazione in opere di grande viabilità. Per facilitare la comprensione si allega un disegno esplicativo e documentazione fotografica.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-07-2011 alle 17:02 sul giornale del 29 luglio 2011 - 3679 letture

In questo articolo si parla di attualità, Francesco Simoncioni e piace a Enea_Bartolini

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L'idea sarebbe buona, seppur onerosa: ma con un sicuro ritorno economico...e almeno farebbe digerire quelle mostruosità.

Sull'A1 del Brennero in provincia di Trento ce ne uno lungo 3 km ..

In territorio tedesco, tra il brennero e Monaco di Baviera, molte delle scarpate dell'autostrada sono ricoperte di pannelli fotovoltaici.
E non mi risulta che la Germania sia il paese del sole.
Ma per queste cose ci vuole competenza.....

Ma avete presente quanto costano quei pannelli?
oltretutto l'unico risultato è aggiungere bruttura sopra un'altra bruttura con lo svantaggio di dover pagare di più l'autostrada o cmq contribuire come utenti del servizio elettrico al finanziamento del "conto energia".
Quello sull'A1 a Trento lo stiamo già finanziando, anche con i contributi alla regione a statuto speciale.

Più che competenza servirebbe coscienza e buon senso. Con il sole e le autostrade che abbiamo noi si potrebbero produrre tanti kw senza deturpare le nostre campagne.
L'unico problema? Siamo in Italia e l'Italia è governata da Italiani.

Francamente non riesco a comprendere come si possa definirsi inguaribili ambientalisti e allo stesso tempo condividere in pieno il progetto di questa complanare che invece l'ambiente lo ha e lo sta massacrando.
Non bastassero gli ingenti danni ambientali, ora che l'opera sta prendendo forma, stanno evidanziandosi anche gli obrobri in termini di paesaggio grazie alle orripilanti barriere fonoassorbenti, messe unicamente per tirar via a finire prima i lavori con i minor costi senza alcun criterio di rispetto del paesaggio e di chi vi abita.
E' ora sotto gli occhi di tutti una realtà ben diversa da quella della grafica computerizzata, da quei fogli patinati e quel fotomontaggio colorato con cui l'Amministrazione aveva illuso la città.
Per cui penso che sì è giusto parlare di fotovoltaico e risparmio energetico ma come cittadini penso che si debba prima pensare a difendere e preservare il nostro territorio e il nostro ambiente, visto che i nostri amministratori non mostrano particolare interesse in questo senso.
Luca Panico

Appunto, hai detto bene, ci vuole competenza.
I tedeschi, a differenza di noi sanno fare bene i conti e siccome nella UE comandano loro e i francesi, hanno pensato bene di far approvare gli incentivi alle energie rinnovabili (in sostanza gli specchi e i mulini). Nel frattempo si sono specializzati tanto che i pannelli di produzione europea li fanno praticamente soltanto loro. Gli incentivi non sono altro che soldi presi da tutti i cittadini per finanziare un sistema di produrre l'energia fallimentare dal punto di vista economico che si regge solo grazie agli incentivi di cui sopra.
E noi grulli che non facciamo altro che ripetere che in Germania è pieno di specchi. Mai uno che dicesse pure che quegli splendidi specchi li paghiamo noi.
P.S. se vuoi un documento che dimostri quanto dico, basta che chiami uno dei tanti venditori di pannelli e gli fai fare un preventivo per montare dei pannelli con orientamento non ottimale (e quelli sull'autostrada avrebbero quel tipo di orientamento) PER 3 kW di corrente a casa tua e vedi quali sono i tempi di rientro, nonostante l'incentivo (che praticamente corrisponde al doppio del costo di un kW dalla rete).




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