'Madonna di Senigallia': un fascino nato anche dalle tante peripezie

Madonna di Senigallia 3' di lettura Senigallia 04/07/2011 -

Si è svolta lunedì pomeriggio, dalle ore 18.15 fino alle 19.30 nel cortile della Rocca Roveresca, la conferenza “Il giallo della Madonna di Senigallia”, uno degli incontri di approfondimento nell'ambito dell'esposizione senigalliese (fino al 10 luglio) del capolavoro di Piero della Francesca.



L'attenzione stavolta è andata alla peripezie del dipinto, che nel corso della sua lunga vita ha subito furti e spostamenti.

“Una storia tormentata eppure meravigliosa” - come ha ricordato Paolo Mirti (dirigente Cultura Comune di Senigallia) – quella del dipinto, che – come ha evidenziato Eros Gregorini (responsabile Ufficio comunicazione Comune di Senigallia) – per lungo tempo non soltanto non fu attribuito a Piero Della Francesca ma fu “sottodimensionato rispetto al suo enorme valore, che tuttavia, non sfuggì di certo a tante persone colte, già nell'Ottocento”.

Gabriele Barucca (Sovrintendenza di Urbino) - curatore del catalogo della mostra (“La luce e il mistero”) - ha poi ricordato i trasferimenti forzati subiti dal dipinto, che dopo essere passato nel 1917 dalla Chiesa delle Grazie di Senigallia ad Urbino, nel corso della seconda Guerra Mondiale subì nuove peripezie, finendo per motivi di sicurezza alla Rocca di Sassocorvaro e poi anche fuori dalle Marche, a Roma: in quegli anni, già da tempo l'opera era stata attribuita a Piero Della Francesca e aveva acquisito fama e valore riconosciuti all'unanimità.

Eppure le peripezie non erano finite per la “Madonna di Senigallia” che – già trafugata a Senigallia nel 1873 – venne di nuovo rubata, dal Palazzo Ducale di Urbino – assieme ad un altro celebre dipinto dell'artista toscano (“La flagellazione di Cristo”) e a “La Muta” di Raffaello - il 6 febbraio 1975, periodo nel quale “vi furono altri furti, anche nelle Marche, a testimonianza di una scarsa tutela del patrimonio artistico nazionale”, ha evidenziato Barucca.

Vincenzo Oliveri (giornalista Corriere Adriatico) ha poi raccontato le appassionati vicende del furto urbinate, compiuto “entrando dall'esterno attraverso un'impalcatura , sfruttando anche la mancanza di un impianto di allarme, che da qualche tempo era stato richiesto al ministero competente (allora, ancora per poco tempo, quello della Pubblica Istruzione). Attorno alle 2 di notte, due custodi dell'edificio si accorsero che quei tre capolavori, patrimonio dell'arte italiana, non c'erano più”.
Il caso scosse l'opinione pubblica e anche gli intellettuali – come Paolo Volponi – che riportò il commento di un concittadino urbinate secondo il quale la scomparsa dei tre dipinti per la cittadinanza fu come “vedersi di colpo strappati i genitori”.

“Si parlò molto a livello mediatico dei tre furti, tanto che ciò presumibilmente allontanò i potenziali acquirenti di tre opere il cui valore comunque era talmente elevato da essere difficile anche da stimare” ha ricordato Oliveri.

I dipinti di Piero Della Francesca e Raffaello furono ritrovati in Svizzera nel marzo 1976.

La Madonna di Senigallia rimarrà visitabile alla Rocca fino al 10 luglio (orario 8.30-19.30, aperture con ingresso fino alle ore 23 giovedì, venerdì e sabato).








Questo è un articolo pubblicato il 04-07-2011 alle 21:51 sul giornale del 06 luglio 2011 - 907 letture

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