Questa non è una città per tutti

Giardini Catalani, partiti i lavori 3' di lettura Senigallia 13/06/2011 -

Questo mio intervento riguardo ai giardini Catalani andrà forse contro corrente, ma, in quanto cittadina di Senigallia da sempre, da almeno 3 generazioni, mi sembra doveroso esprimere il mio parere.



I giardini Catalani sono terminati. Sorvoliamo sul fatto che nonostante siano terminati i lavori da ben più di qualche giorno, ancora nessuno ha il permesso di passeggiare sui nuovi marciapiedi, costringendo tutti noi a camminare in strada, con le macchine che passano che più che un centro storico, sembrano attraversare una pista di formula uno. Io, nata nel 1975, sono cittadina di Senigallia da sempre. Amo la mia città, la amo davvero moltissimo, e devo dire che, mentre si trasforma, non posso far altro che provare nostalgia. Già, provo nostalgia dei miei giardini con la fontana la centro, quella in cui i miei cugini, molto più grandi di me, portavano i pesci rossi dopo che li avevano pescati. Provo nostalgia della pista in pessime condizioni, per via delle radici degli alberi che crescevano e distruggevano ogni volta che il Comune provava a correre ai ripari. Perchè in questi giardini ho imparato ad andare in bicicletta, e così come me, mia sorella e mio fratello. Quanti Senigalliesi hanno imparato su quella pista? Da piccoli prendevamo le bici e facevamo le gare su quella pista disastrosa che faceva tutto il giro.

Nei giardini Catalani ho imparato a pattinare...i miei primi pattini me li regalò mio nonno quando avevo 4 anni. Erano rossi, di quelli che si mettevano con le scarpe e che si allungavano quando ti cresceva il piede. Prendevo il mio cane, una meticcia simil pastore tedesco, e lasciavo che mi trinasse, io attaccata al suo guinzaglio. Provo nostalgia per le panchine, quelle di cemento su cui da adolescenti tutti noi abbiamo scritto, armati di uni posca e pennarelli indelebili. Quelle panchine su cui, fino a poco tempo fa sedevano gli anziani della nostra città. Dove sono le panchine ora? I girdini sono belli, davvero molto belli, ma non sono alla portata dei cittadini, non come lo erano un tempo. Come molte cose in questa città che sta cambiando, alcuni dei cambiamenti sembrano essere solo ad uso e consumo di cartoline che i turisti spediranno o che vengono messe sui volantini delle agenzie di viaggio x invogliare i turisti. Tutto da tenere in vetrina, in una vetrina sterile, alla quale nessuno possa accedere, o, se può, che tutto venga comunque trattato con estrema cautela. E così i bambini di oggi dovranno trovare altri luoghi per andare in bici, impareranno ad andare in pattini solo previa frequentazione di un apposito corso.

Non sono contro le innovazioni, intendiamoci, ma se chi ci rappresenta non è cresciuto qui, come può capire questo mio sentimento di nostalgia? L'innovazione andava fatta, ma andava fatta rispettando alcune tradizioni...perchè nessuno dei nostri politici, prima di approvare determinate modifiche, non prova a domandare a chi a Senigallia ci è nato e cresciuto? Questa mia città non è più a portata di tutti. Non si va in skateboard, non si va in pattini, non si fanno gavettoni a ferragosto, non si fanno feste in spiaggia, di quelle con l'amico con la chitarra che suona, e noi tutt'intorno a cantare stonati. Non si fa musica nei giorni feriali d'estate, almeno non dopo una data ora. Non so...non la riconosco più questa mia amata città in cui sono cresciuta. Forse mi sbaglio, forse la mia è solo nostalgia, ma voi tutti, che come me siete di Senigallia da generazioni, voi che ancora abitate qui e che l'amate quando la amo io...a voi chiedo: cosa ne pensate di questa mia riflessione?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2011 alle 18:08 sul giornale del 14 giugno 2011 - 5847 letture

In questo articolo si parla di lavori pubblici, attualità, giardini catalani, emanuela berardinelli

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