Napoli: Luigi de Magistris ufficialmente sindaco, risultato record. Rissa tra i sostenitori

luigi de magistris 3' di lettura Senigallia 30/05/2011 -

E' Luigi de Magistris il nuovo Sindaco di Napoli che si attesta attorno al 65%. Gianni Lettieri, candidato Sindaco del PdL, è invece sotto il candidato dell'IdV di circa 30 punti percentuali. Un risultato che supera ogni previsione, festa in casa IdV.



Luigi de Magistris, ex magistrato ed eurodeputato dell'IdV, è il nuovo Sindaco di Napoli. Questo è quello che dicono tutti i sondaggi condotti nei due giorni di elezioni e le prime proiezioni pubblicate subito dopo le 15 di lunedì, momento in cui terminava il silenzio elettorale.

Sembra, secondo le prime indiscrezioni, che Lettieri sia stato tradito dalle schede bianche. Tra i due candidati lo scarto si attesta sopra il 10%, un risultato quasi a sorpresa per il candidato dell'IdV che finito il primo turno partiva in svantaggio rispetto al candidato del centrodestra.

Continua l'ascesa di Luigi de Magistris alla carica di Sindaco di Napoli. Alle 15:50 il candidato dell'IdV è dato attorno al 60%, quasi a 20 punti percentuali di distacco da Lettieri, candidato del PdL.

Alle ore 16 Luigi de Magistris si attesta quasi al 63% contro Lettieri dato poco sopra il 37%. Nella città partenopea il verdetto delle elezioni 2011 è praticamente scritto.

Alle ore 16:10 a Napoli, con il 25% di sezioni scrutinate, Luigi de Magistris continua a fuggire da Gianni Lettieri. Il candidato del centrosinistra è poco sotto al 65% dei voti contro il candidato del centrodestra che continua a scendere man mano che le sezioni scrutinate aumentano. Tra i due corrono quasi il 30% di preferenze.

Pochi minuti prima delle 16:30 a Napoli lo scrutinio è intorno al 50% e i dati diventano estremamente attendibili. Come negli aggiornamenti precedenti De Magistris è attorno al 65%, mentre Lettieri lo segue al 35%. Diventano definitivi i dati sull'affluenza: un napoletano su due ha votato. De Magistris e Lettieri hanno avuto un voto omogeneo sia nelle sezioni centrali che in quelle periferiche, questo sgombra il campo dalla paura del voto inquinato dalla criminilità organizzata.

Alle ore 17:15 lo scrutinio a Napoli supera il 90% delle sezioni. Luigi De Magistris - con il 65,2% dei voti - è quindi il nuovo sindaco della città partenopea, tecnicamente infatti Lettieri non può raggiungere il candidato dell'IdV poichè si attesta al 34,8. Secondo fonti ben informate ci sarebbe stata una rissa pochi minuti fa tra i sostenitori dei due candidati: stando alle prime informazioni alcuni supporter di De Magistris che stavano festeggiando per la vittoria vicino alla sede elettorale di Lettieri sono stati raggiunti da alcuni sostenitori di quest'ultimo, tra le due fazioni è volato qualche calcio e qualche spintone.

Luigi de Magistris - a scrutinio completo - è indiscutibilmente il nuovo Sindaco di Napoli raddoppiando i consensi ricevuti al primo turno. Gianni Lettieri, che al primo turno aveva ricevuto il 38,52% dei voti con 180 mila preferenze rendendosi favorito per il secondo turno, cala sensibilmente al ballottaggio con 140 mila voti e il 34,62% dei consensi, a tradirlo sono state probabilmente le schede bianche. Luigi de Magistris invece passa dai 128 mila voti del primo turno ai 265 mila del ballottaggio, quasi tripilicando il consenso relativo dal 27,52% al 65,37%, per lui oltre ai voti del candidato Morcone si sono probabilmente aggiunti molti voti del terzo polo.

Altri aggiornamenti in diretta nei prossimi minuti.






Questo è un articolo pubblicato il 30-05-2011 alle 15:43 sul giornale del 31 maggio 2011 - 5375 letture

In questo articolo si parla di politica, napoli, luigi de magistris, alberto bartozzi, elezioni 2011, lettieri

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Da Roberto Mancini, capogruppo di Partecipazione, riceviamo e pubblichiamo:

Esprimo grande e gioiosa soddisfazione per gli esiti dei ballottaggi delle elezioni amministrative.

E’ palese l’incombente fine del ventennio berlusconiano, che riapre speranze di rinnovamento democratico del nostro Paese, ancorato ai valori della Costituzione.

La soddisfazione è ancora più motivata perché forze di base e locali, da volontari della politica, come quella che rappresento, hanno dato il loro contributo, in particolare, sia alla vittoria di Pisapia a Milano che a quella di De Magistris a Napoli.

Nel primo caso, l’unità delle componenti più dinamiche e innovative del centro sinistra hanno determinato non solo la vittoria sulla destra, ma anche imposto un profondo cambiamento di contenuti e di comportamenti nell’intero centro sinistra milanese.

Nel secondo caso, l’alternativa alla destra e la proposta di “discontinuità” avanzata dalla coalizione che ha sostenuto De Magistris dimostrano la praticabilità di un nuovo itinerario riformatore che mette finalmente all’angolo la sinistra degli “amici” e dei subalterni.

Il nostro impegno cittadino ed i contenuti sui quali è basato escono rafforzati da questa tornata elettorale, alla faccia di tutti coloro che vorrebbero con protervia che fosse messa all’angolo la richiesta di nuova politica, di trasparenza e di partecipazione, che anima il nostro lavoro.

Da: Alessandro Cicconi Massi

Alla luce dei risultati elettorali appena scaturiti, voglio esprimere tutta la mia profonda delusione ed indignazione per quello che sta succedendo all’interno del PDL ed all’interno del nostro paese, ma che in realtà non mi stupisce affatto.

Credo che il risultato di Milano e Napoli, oltre a quello diffuso in tutta la penisola, rappresenti il punto più basso mai raggiunto dal centro-destra in questi anni di esistenza politica.

La sconfitta di Milano ha un significato politico di portata enorme, mentre la vittoria plebiscitaria di De Magistris a Napoli sta a dimostrare che, anche in quella città, dopo anni di malgoverno della sinistra, la nostra proposta, sulla carta vincente, è stata, invece, assolutamente fallimentare.

Insomma, una sconfitta di un sistema politico, quello del PDL, che sta dando i segni di vetustà e di incapacità nel dare risposte credibili alla popolazione sui problemi veri che tormentano i nostri concittadini.

Quello che mi stupisce e mi indigna ancor di più, è il vedere come la nostra dirigenza nazionale, ed in primis, il nostro Presidente, pur ammettendo la sconfitta, cosa francamente impossibile da nascondere, riconducano esclusivamente tale debacle al mal assortimento dei candidati presentati ed a problemi di carattere locale.
Anche se fosse solo questo, la cosa sarebbe assolutamente tragica: non centrare nemmeno un candidato vincente, ma scegliere solo personaggi destinati alla sconfitta, sta a significare che il partito e con esso tutto il centro destra si trova in uno stato assolutamente disastroso in ambito locale, che non riesce a selezionare una classe dirigente locale credibile e seria.

Purtroppo non è solo questo; la cosa vera è che tale voto ha avuto un significato politico, un chiaro ed evidente valore nazionale.

Il popolo italiano, e tra questo il maggioritario popolo moderato, liberale, cattolico che da sempre ha caratterizzato la composizione del corpo elettorale del nostro paese, ha preferito scegliere un “comunista” come Pisapia ed un “masaniello” come De Magistris, pur di non permettere che il PDL e Berlusconi potessero cantare vittoria e governare ancora in modo così maldestro; i nostri concittadini hanno voluto dire a Berlusconi che è ora di cambiare metodo, che è giunto il momento di ritornare a parlare con loro, di confrontarsi sui problemi veri, altrimenti la fine riservata sarà quella della Moratti o di Lettieri.

Solo un anno fa il centro-destra vinceva le elezioni regionali, Berlusconi sembrava destinato ad un governo lungo e duraturo, la sinistra estrema era scomparsa dal panorama politico nazionale, ed il PD brancolava nel buio.
Sembra passato un secolo, ma sono bastati solo dodici mesi per far sì che tutto questo sia solo un opaco ricordo del passato. Siamo riusciti a sprecare un grande patrimonio, perdendoci in battaglie dannose, cercando di difendere posizioni indifendibili e leggi considerate inutili dalla stragrande maggioranza dei cittadini, in primo luogo, permettetemelo, quelle sulla giustizia (processo breve e lungo, legittimo impedimento o “lodi” vari).

La voce e l’immagine del nostro partito è stata affidata a vecchi e ringhiosi personaggi, solo capaci di urlare e prevaricare, anziché ad esponenti giovani, moderati, dialoganti che dovrebbero rappresentare la classe politica di un centro-destra moderato ed europeo.

Abbiamo preferito gettare fango e redigere dossier sui nostri antagonisti, anziché confrontarci sui temi e comprendere il disagio di alcuni amici che già nei mesi scorsi sollevavano dubbi e critiche e che invece sono stati liquidati come “congiurati” e traditori.

Credo che l’Italia avrebbe continuato a preferire o se non altro a tollerare, a parte tutto, il PDL se fossero state date in cambio risposte certe alla popolazione sui problemi veri.

Mi chiedo se queste risposte siano state date.

Mi chiedo se il mondo delle piccole attività produttive e commerciali, base fondamentale della forza elettorale del centro destra, schiacciato dalla crisi, dai debiti e dalle tasse abbia trovato queste risposte ed un aiuto dall’azione del Governo.

Mi chiedo se siano state date risposte al senso di paura e di malessere che regna in alcune città e se sull’immigrazione e sulla sicurezza sia stato fatto qualcosa che meriti menzione.

Mi chiedo se il mondo dei pensionati, dei dipendenti pubblici e privati abbia perlomeno mantenuto le proprie posizioni sociali ed il proprio potere d’acquisto.

Sinceramente non riesco a trovare, pur sforzandomi, risposte soddisfacenti a questi miei quesiti, così come non riesco a trovare soluzioni dietro l’angolo, né voglio mettermi a fare previsioni politiche, toto elezioni o toto successori a Berlusconi. Tali considerazioni le lascio ai commentatori, ai giornalisti ed ai scienziati della politica.

Da amante del mio paese, da giovane amministratore, da moderato e liberale chiedo un cambiamento e chiedo risposte.

In caso contrario sarà giusto ed inevitabile che gli elettori continuino a punirci.




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