Consiglio Grande sulla Sanità, Battisti: 'Difendiamo la sanità pubblica'

Paolo Battisti 5' di lettura Senigallia 29/05/2011 -

Oggi a Senigallia, per la prima volta, grazie alla richiesta della nostra lista, il gruppo e movimento Partecipazione, insieme al gruppo di Rifondazione Comunista, stiamo dando la possibilità ai cittadini di ascoltare e agli esperti di parlare sul tema della Sanità, assumendosi (parlo degli esperti qui presenti) le responsabilità delle affermazioni che faranno. C’è tanta gente preoccupata che li ascolta. E spero che dopo daranno risposte. Perché finora avete tenuto nascosto tutto.



Non può essere accettabile la pesante riduzione della rete di emergenza e assistenza sul territorio.

In numerosi centri della regione vengono ridimensionati i servizi di primo intervento, le postazioni delle ambulanze (anche delle associazioni di volontariato), le guardie mediche.

Siamo stati noi a tirare fuori la Determina numero 240 con tutte le conseguenze, secondo noi nefaste, che produrrebbe sul nostro territorio. Sia a Senigallia che nell’entroterra in molti ci hanno ringraziato perché il dibattito sulle problematiche del futuro della Sanità non c’è mai stato. Secondo quanto letto in un documento ufficiale, la famosa determina, nel prossimo futuro ad Arcevia l’ambulanza avrà a bordo solo infermieri (invece del dottore) e dovrà occuparsi forse anche di Sassoferrato. Ad Ostra viene soppressa la Guardia medica in ossequio alla previsione di una sede ogni 20.000 abitanti, senza tenere conto delle deroghe riferite alla vastità del territorio ed alle caratteristiche della viabilità….e ai cittadini e le loro esigenze, che è la cosa fondamentale. Né è accettabile la proposta di utilizzare le risorse risparmiate verso il potenziamento del Pronto Soccorso di Senigallia, in quanto si tratta di uno scambio tra servizi del tutto incongruenti, che rispondono a bisogni assistenziali differenti.

A Senigallia restano i problemi tante volte denunciati (la Guardia Medica in un posto fatiscente, i tempi di attesa al Pronto Soccorso, le liste di attesa, le carenze dell’assistenza sul territorio ecc.).

Per l’Ospedale, l’ipotesi di accorpamento dei reparti resta indeterminata e priva di qualsiasi progetto di qualità, mentre nei prossimi mesi estivi (quando la popolazione di Senigallia raddoppia) verranno sperimentate forme di accorpamento più lunghe rispetto gli anni scorsi, per evitare di sostituire il personale in ferie. E chissà che non si rimanga così per sempre.

Noi facciamo una proposta non demagogica, perchè il nostro ruolo di Amministratori della città ce lo impone. Noi rilanciamo, ci siamo stancati di vederci piano piano togliere tutto. Per la riqualificazione dell’Ospedale di Senigallia c’è bisogno che questo venga riconosciuto come struttura di rete, sede ufficiale (come succede in tantissimi altri paesi delle Marche, del Dipartimento d'Emergenza e Accettazione -DEA.

Questa scelta organizzativa garantisce, oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di pronto soccorso, anche le funzioni di osservazione, breve degenza, rianimazione, ed interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia). Sono inoltre assicurate prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali.

Il Dipartimento di Emergenza e Accettazione ha come compito la diagnosi e la terapia delle patologie di specialità medica e chirurgica in continuità di orario. All’interno dell’organizzazione dipartimentale afferiscono diverse Unità Operative che collaborano quotidianamente tra di esse per assicurare all’utenza un percorso diagnostico-terapeutico integrato e qualitativamente elevato.

Piuttosto che prevedere accorpamenti finalizzati al risparmio grazie alla riduzione di personale e, quindi, di servizi, si tratta di valorizzare le strutture, i reparti, le specialità già esistenti, tramite il modello organizzativo multidisciplinare connesso al Dipartimento d'Emergenza e Accettazione.

Si tratta di una soluzione che permette anche una distribuzione dei presidi sanitari sul territorio regionale senza dubbio più equilibrata, garantisce la salvaguardia del ruolo centrale della sanità pubblica, risponde ad un progetto per il futuro corrispondente al ruolo che dovrebbe spettare in tutti i campi ad una città come Senigallia, tra le più importanti delle Marche.

Per avere un Dea funzionante non servono milioni di euro, la nostra proposta non è demagogica è molto precisa: mancano 4 radiologi, due dottori al Pronto Soccorso di notte invece che uno e macchinari che siano nuovi ed efficienti.

Nella sanità pubblica non si può scendere sotto la soglia che garantisce servizi irrinunciabili e vitali per tutta la popolazione.

La Regione Marche, in ossequio ai tagli operati del Governo nazionale (che ancora dobbiamo capire quali e quanti sono….e probabilmente ci saranno meno entrate ma non tagli), vuole ridurre la spesa sanitaria a partire da quella per i dipendenti, ma la riduzione del personale equivale alla riduzione dei servizi, a tutto vantaggio della sanità privata.

Rispetto per gli operatori sanitari e per i cittadini, ci vuole rispetto.

Inoltre, il Sindaco e la Giunta hanno preferito non informare la cittadinanza circa l’estrema gravità della situazione.

Del resto, come dicevamo, siamo stati noi a divulgare i contenuti malaugurati delle delibere regionali e a chiedere la convocazione del Consiglio Grande come momento di trasparenza verso tutti i cittadini. La democrazia impone delle scelte, ma in primo luogo la partecipazione e il confronto prima della decisioni.

Senigallia, il suo territorio e i paesi limitrofi hanno dato, a cominciare da venti anni fa con la chiusura degli ospedali interni. Hanno già dato. E’ ora di cominciare ad ottenere qualcosa.

Indignamoci! Opponiamoci! E soprattutto tutti insieme non assecondiamo i tagli del Governo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2011 alle 12:34 sul giornale del 30 maggio 2011 - 691 letture

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