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intervista

L'amore è qui, grazie a Nesli

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da Federica Mariani


Nesli

Al Palarossini di Ancona pubblico stregato dal cantautore senigalliese: la sensibilità delle sue rime travolge tutti. La dolcezza delle parole, la ricerca sperimentale di nuovi suoni e la tenacia: ecco gli elementi principali che fanno di Nesli (Francesco Tarducci) un cantautore.
Federica Mariani lo ha intervistato.

Definirlo rapper sarebbe riduttivo così come chiamarlo soltanto cantante non sarebbe abbastanza: è un poeta contemporaneo armato soltanto di note e parole. Un altro senigalliese doc che sta spopolando in Italia, pare che questa terra dia i frutti giusti che negli anni maturano, com’è successo per Fabri Fibra, così sta succedendo per suo fratello minore Francesco.

Canta d’amore, canta per risvegliare le coscienze e il pubblico recepisce i suoi messaggi: “Le canzoni di Nesli mi hanno dato la forza di andare avanti in un periodo difficile della mia vita”, così commenta una fan accanita. La magia della musica si percepisce proprio quando Nesli sale sul palco e si sente una folla che intona le sue canzoni. L’energia si fa più forte, travolgente.

Nell’intervista che ci ha concesso prima del concerto tenutosi in Ancona domenica 24 aprile, trapela la forza delle sue convinzioni e soprattutto l’amore. Nesli si mette a nudo e si presenta così com’è: sensibile, sincero e innamorato della vita.


F.M.:Tu racconti storie personali, rovisti nella tua vita, ma queste storie arrivano ad avere un significato universale per tutti coloro che ti ascoltano, qual’ è la molla che fa scattare tutto questo?

Nesli:La consapevolezza che siamo tutti più simili di quello che crediamo. Credo che quando sei onesto e ti metti 'a nudo' verso chi ti ascolta, riesci a comunicare le tue emozioni in maniera sana, e il pubblico apprezza molto. Pensa che qualche anno fa mi dicevano che la mia musica era 'troppo universale' perché' non parlavo di cronaca attuale…sono felice di essere arrivato al cuore delle persone mostrando il mio.


F.M.:C’è stata una costante evoluzione da “Fitte da latte” in poi, sia nelle metriche che nelle basi e nella melodia, cosa e chi ti ha accompagnato in tutto questo lungo percorso?

Nesli:La ricerca dell'evoluzione e' stato il costante obiettivo, ho sempre avuto dall'inizio molta voglia di imparare cose nuove e migliorare. In questi ultimi mesi ad esempio sto cantando molto dal vivo, che e' molto inusuale un rapper che canta, esattamente come e' inusuale un rapper che canta d'amore. Mi diverte molto sorprendermi e sorprendere. Due figure chiave nel periodo recente sono state Matteo Cantaluppi, produttore dell'ultimo disco, e Marco Greganti, chitarrista con cui lavoro ormai da inizio carriera.


F.M.:“L’amore è qui” è un album estremamente incentrato su sentimenti positivi, che sono sempre stati presenti nella tua musica, con rime a volte molto intime e ricercate. E’ inevitabile fare un raffronto con tutto il “rap negativo” che gira. Tu viaggi sul binario opposto o parallelo?

Nesli: Ognuno e' libero di fare la musica che si sente meglio di esprimere. Io canto il bene perché' e' una mia scelta personale, anche slegata dalla musica, ma con un messaggio più' ampio, cerco il risveglio delle coscienze in chi mi ascolta. E dopotutto la musica e' evasione, la negatività' deve essere rielaborata comunque nella ricerca del bello, altrimenti gli artisti non servono a nulla.


F.M.: Allo stato attuale delle cose, visti i grandi successi di molti rappers sembrerebbe che in Italia, rispetto alla fine degli anni Novanta, fare rap non sia più un'utopia, condividi questa affermazione?

Nesli:E' diventato sicuramente un genere meno nuovo e passionale rispetto al passato, quindi e' più' facile etichettarlo e lavorarlo, soprattutto per le grandi major. Fuori dai grossi sistemi, il rap sul web dilaga per ovvie questioni di gratuità e rapidità, però poi non esiste, ad esempio, un vero giro di locali rap dove esibirsi costantemente.


F.M.: Dopo la pubblicazione del tuo ultimo album, il tour come sta andando? Ci fai un bilancio visto che sei più o meno a metà?

Nesli: E' il lavoro più' bello del mondo, il bilancio deve essere sempre positivo. Stiamo costruendo molte cose da quasi due anni, abbiamo fatto tre dischi, quasi cento date live, e la voglia e' sempre quella di non fermarsi mai.
Girerò l'Italia fino ottobre, poi sto scrivendo una marea di pezzi nuovi, alcuni già pronti, sicuramente uscirà qualcosa di nuovo a breve.



... Nesli


Nesli

Questa è un'intervista pubblicata il 26-04-2011 alle 15:26 sul giornale del 27 aprile 2011 - 3789 letture