Pazzani (Lega): replica a Hajredini sull'immigrazione

Tiziano Pazzani 7' di lettura Senigallia 25/04/2011 -

Buongiorno Sig. Dean, sono rientrato dal lavoro questa mattina e mi scuso per non aver risposto immediatamente a questo comunicato offensivo, spregiativo e oltraggioso, a livello del quale mi sembra siate allineati da qualche tempo. Colgo l'occasione per intervenire e precisare le mie affermazioni che come spesso accade sono "copiate e incollate" svincolandole dal contesto originale. Vado per ordine.



Durante l'ultimo Consiglio comunale del 18 aprile, il Consigliere Giacchella ha interrogato l'Assessore ai servizi sociali Volpini per chiedere chiarimenti in merito alla situazione dei profughi libici. In quella occasione, il Consigliere Giacchella mi chiamava in causa indirettamente senza possibilità di replica. (si trattava del tempo riservato alle interrogazioni e interpellanze.)

Ho risposto al Consigliere utilizzando i 2 minuti di replica concessi per la mia interpellanza al Sindaco sulla videosorveglianza. Ho precisato a Giacchella il mio punto di vista, contestandogli punto per punto il suo intervento letto davanti all'assemblea consigliare.

Ho introdotto le mie osservazioni come faccio sempre sull'immigrazione, con una considerazione che ritengo scontata ma che non dimentico mai di fare, proprio per sollecitare persone come Lei che confondono tutto e si rifugiano dietro un dequalificante garantismo a tutti i costi.

Vada a riascoltare il mio commento audio dell'ultimo Consiglio.

Premetto sempre quando intervengo sull’immigrazione, che difendo gli stranieri rispettosi delle nostre leggi, che si integrano e che lavorano; questi signori sono una ricchezza e devono essere tutelati; probabilmente pagheranno con i loro contributi le nostre pensioni. Tutti coloro che non rispettano le nostre leggi, che non si integrano, che non lavorano e che fanno della carità un lavoro, tutti i clandestini devono essere identificati e rimandati nel Paese di provenienza; inderogabilmente.

Prenda ad esempio il ragazzo del Kebab che da poco tempo ha aperto proprio vicino al Comune di Senigallia. Lo sa che prima gestiva la stessa attività davanti alla stazione di Falconara Marittima; che costantemente polizia e carabinieri intervenivano nel suo locale frequentato da nord africani e zingari indolenti, nullafacenti, rissosi e ubriachi che consumavano spesso senza pagare. Questi personaggi hanno reso impossibile la vita e il lavoro al ragazzo extracomunitario del kebab che lavora tutto il giorno più di me e forse più di Lei messi insieme. E’ giusto considerare tutti gli stranieri uguali sig Dean? Io le rispondo NO. Io tutelo il secondo e combatto i primi.

Il giorno dopo appare un commento del consigliere Girolametti condito di luoghi comuni e sciocchezze, al quale ho risposto in maniera dura come merita, ma corretta. Non mi sono soffermato più di tanto in quanto conosco perfettamente le provocazioni gratuite che il consigliere fa quotidianamente. Mi dispiace solo di aver contribuito ad incrementare il contatore delle sue misere letture.

Confermo e sottolineo quanto scritto in risposta a Girolametti e consiglio anche a Lei di documentarsi, di valutare oggettivamente i dati sulla criminalità e non solo di assecondare la sua coscienza "politicamente corretta". Gli stranieri non sono tutti uguali Sig. Dean. Guardi la realtà. Riparto da questo concetto per sottolineare quanta confusione ci sia in lei nel digerire il termine profugo e clandestino. Per i primi, il Consigliere Paradisi ed io avevamo presentato un ordine del giorno. Si trattava di accogliere PROFUGHI libici e dare loro una prima assistenza; profughi non clandestini che devono essere respinti o espulsi fermamente.


Legga le notizie degli ultimi giorni in merito ai fenomeni di micro criminalità dei suoi "migranti". Si documenti sui dati reali e accantoni per un attimo le offese di razzismo e gli interventi squalificanti che pervadono il suo "comunicato". I dati istat non hanno bandiera; oltre un terzo dei fatti reato sono stati commessi da stranieri rispetto ad una presenza sul territorio nazionale di circa il 7%. Credere è più facile che pensare ed aumenta il divario tra la realtà e la finzione. Continui ad assecondare la sua dissonanza cognitiva che abbraccia perfettamente il suo politicamente corretto.

Questo cosa significa? che gli stranieri in generale sono più delinquenti degli italiani? Ovviamente no. Sarebbe una conclusione affrettata e sbagliata. La considerazione da fare è che gli stranieri in Italia sono più propensi a commettere reati degli italiani, grazie al nostro sistema penale e giudiziario che seleziona e attrae i migliori delinquenti d'Europa. Il campione di stranieri in Italia non rappresenta adeguatamente l’universo del Paese da cui provengono. E questo spiega il divario esistente tra il tasso di criminalità italiana e straniera.

Sistema penale: è impossibile assicurare la certezza della pena, e chi sceglie l'Italia lo sa bene.

Sistema giudiziario: non esiste di fatto l'espulsione; forse lei è troppo impegnato a scrivere comunicati infimi come quello che ha appena pubblicato, ma Le assicuro che uno straniero delinquente, di fatto continuerà a delinquere in Italia perchè non c'è modo di buttarlo fuori. Chi lavora come me in Polizia lo sa bene e si trova di fatto in una situazione di impotenza ogni giorno.

Se togliessi tutti i luoghi comuni, le offese, i termini ingiuriosi e le stupidaggini che ha scritto, del suo comunicato rimarrebbe ben poco; ma andiamo avanti...

Superata la scena madre dell'immigrato che abbandona il proprio Paese in cerca di fortuna, ecco emergere un altro retaggio storico; il colonialismo. Ma quando la smetterete di vantare crediti dai Paesi industrializzati e vi affrancherete da questa visione ottocentesca che ritorna periodicamente in ogni dibattito; sono i despoti dei Paesi nord africani che hanno arricchito se stessi e le loro famiglie, sono la cattiva gestione della cosa pubblica, le forme di stato e i modelli di governo autoritario che impoveriscono ogni giorno quei territori. Cosa crede che abbia mai drenato l’Italia dalla Libia che è stata definita uno scatolone di sabbia, dalle poverissime terre della Somalia e dell’Eritrea, dalla provincia albanese? Rispondo a Lei come ho risposto al consigliere Girolametti; il problema non si risolve accogliendo tutti i poveri disgraziati di questo mondo mettendo a rischio le economie instabili dell'occidente, ma aiutando se possibile quei Paesi ad emergere e diventare autosufficienti. Io, sig. Dean glielo dico chiaramente; non sono disposto a diminuire il mio tenore di vita per il migrante; semmai sono disposto, se le risorse di questo Paese lo permetteranno di aumentare il loro tenore di vita, nel loro Paese.

Il dovere morale che sento e che Le manifesto non è quello di accogliere chiunque, ma di favorire prima gli Italiani, i nostri cittadini che sono nati, cresciuti e che arricchiscono il nostro Paese. Chieda ai terremotati d'Abruzzo se sono contenti che 2 milioni di euro al giorno vengono spesi per i "migranti" invece di essere destinata alla costruzione di 10 case o di essere valorizzati per fornire altri servizi sociali. Vada e lo chieda, se la sua coscienza glielo permette.

Non c'è un Paese d'Europa che ha accettato di aiutare l'Italia in questa fase di emergenza. Sono tutti razzisti? Sono tutti razzisti quelli che votano lega? Milioni di persone, milioni di italiani? Se riuscisse a vedere un palmo al di là del suo naso, capirebbe che le "considerazioni" che ha appena fatto sono prive di ogni fondamento. Il migrante non è una ricchezza, altrimenti farebbero a gara per agguantarlo; il migrante è un costo insopportabile, un problema sociale,di ordine e di sicurezza pubblica.

Il passo che Lei mi chiede lo faccio volentieri, in avanti, fermamente e coscientemente. Lascio a lei la retorica, il perbenismo, il garantismo triviale e il buonismo, la meleducazione che vi contraddistingue e vi qualifica; la violenza morale ed il livello abietto che riuscite a raggiungere durante una qualsiasi disputa politica. Io difendo le opinioni di chi non la pensa come me; e gradirei che anche Lei invece di insultarmi facesse altrettanto.

Chiederò al Sig. Pinto l'articolo integrale che è stato pubblicato affinchè il mio legale possa valutare se ci siano gli estremi per una querela al solo fine di arginare l'intervento squalificante che ha appena fatto nei miei confronti e nei confronti di un movimento politico che non conosce ma che giudica.

Buona Pasqua.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2011 alle 16:28 sul giornale del 26 aprile 2011 - 5256 letture

In questo articolo si parla di politica, Tiziano Pazzani

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