A Senigallia è in via di costituzione una sezione A.N.P.I.

ANPI 2' di lettura Senigallia 23/04/2011 -

L’Associazione Nazionale Partigiani di Italia, è particolarmente lieta di annunciare alla vigilia del 66° Anniversario della Liberazione, che, grazie al crescente numero di richieste, anche a Senigallia è in via di costituzione una sezione A.N.P.I.



Grazie alla modifica statutaria avvenuta nel 2006, che ha aperto l’iscrizione non solo agli ex combattenti, ma a tutti coloro che possono fregiarsi del titolo di “antifascista”, per l’A.N.P.I si è aperta una nuova stagione. Un’impennata di iscrizioni si è subito registrata su tutto il territorio nazionale intercettando, soprattutto tra i più giovani, un desiderio di impegno e di partecipazione che vada al di là dei partiti tradizionali. Si è quindi di fronte a un passaggio di testimone tra chi ha combattuto armi in pugno contro il nazifascismo e quanti hanno conosciuto la guerra solo attraverso i racconti, ma che si sentono comunque “resistenti” nel difendere la Costituzione e i valori dell’antifascismo.

L’A.N.P.I. quindi, che per motivi anagrafici si potrebbe credere in via di estinzione, è invece più viva che mai, e come dice Silvano Sarti, protagonista della resistenza fiorentina e oggi presidente provinciale "Chi si associa all'Anpi semplicemente ama la Costituzione e la difende. E cosa c'è di più attuale di questo? E chi deve scendere per primo in piazza, se non giovani con le gambe buone?". Senigallia, non diversamente da altre realtà, annovera tra i propri iscritti antifascisti di ogni età, che, riunendosi in assemblea costituente, daranno vita a una nuova sezione che vedrà la felice collaborazione tra diverse generazioni, unite nel comune scopo di mantenere viva la memoria sulla Resistenza e di difenderne i valori custoditi nella Costituzione Italiana, oggi più che mai messa pericolosamente in discussione.

Per iscrizioni si può scrivere a anpi.senigallia@gmail.com






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2011 alle 16:35 sul giornale del 26 aprile 2011 - 3804 letture

In questo articolo si parla di attualità, ANPI Marche, anpi e piace a Enea_Bartolini

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Tutti gli amici antifascisti Senigalliesi e non, sono invitati, lunedì 25 aprile alle ore 10.00, al Monte S.Angelo di Arcevia, per passare una mattinata all'aria aperta, ricordando i caduti per la libertà e per la pace, per parlare dei resistenti di ieri e di oggi, perchè il nostro paese ha ancora molto bisogno di resistenza.
Buon 25 aprile a tutti.

A.N.P.I sezione di Arcevia

Io sarò il primo a iscrivermi se si farà luce sulle colpe che portarono all'uccisione delle "ricamatrici d'Arcevia", ancora infatti nessuno dell'Anpi ha dato risposta ai motivi di questo eccidio, come ha ben descritto Pansa nel primo capitolo del suo ultimo libro.

Non servono altri motivi oltre a quelli che tutti sanno: in quel clima i fascisti (o simpatizzanti tali) che si prestarono a collaborare con i tedeschi, facendo la spia (e permettendo, tra l'altro, anche il massacro di Monte S.Angelo), non potevano che fare quella fine. Era la stessa che aspettava a chi, viceversa, decideva di collaborare con i partigiani e veniva beccato dai tedeschi. Ma si poteva scegliere da che parte stare. E quella giusta non era quella delle ricamatrici. La storia è una e non si può cambiare. Pansa ci prova ma resta il fatto che un delinquente partigiano combatteva per una causa giusta, un onesto fascista per quella sbagliata.

Non vedo un vero motivo per aderire all'ANCI: aveva un senso in passato, appunto come incontro tra gli ex combattenti, ma ora?
I valori dell'antifascismo sono ben saldi nella società, per fortuna, adesso serve recuperare però altri valori molto più importanti: onestà, correttezza, generosità, uguaglianza e vera libertà (non quella di plastica spacciata da un partito).

- Il signor Ceppo, prima che dai libri, dovrebbe andare a parlare con le persone che hanno vissuto sulla loro pelle quei fatti, persone che ancora, alcune, sono fortunatamente in vita. Non credo spetti all'ANPI andare e cercare il signor Ceppo per spiegargli i fatti successi nel 44/45.

- Al signor DanieleSole vorrei ricordare che, non è obbligatorio isvriversi all'ANPI, l'ANPI non è un partito politico (beata ignoranza), i valori dell'antifascismo non sono mai stati così a rischio come lo sono oggi, visto che ci sono senatori della destra, che stanno tentando, con una ignobile proposta di legge, di abrogare la XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista.
I partigiani, quelli che hanno combattuto e che sono sopravvissuti alla guerra, se ne stanno andando (il tempo passa per tutti) e quindi tocca alle nuove generazioni mantenere viva la memoria, perchè essere antifascisti significa proprio ricercare quei valori a lei tanto cari, onestà, correttezza, generosità, uguaglianza e vera libertà, proprio quelle cose che i partiti politici non ci sapranno mai dare.
Vi saluto lasciandovi con il comunicato che il direttivo nazionale ANPI ha diramato in occasione del 25 Aprile 2011.

Appello dell'Anpi per il 25 aprile

Questo l'Appello del Comitato nazionale dell'Anpi per il 25 aprile, festa della Liberazione

“Cari compagni, ora tocca a noi. Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia. Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà” .
Giordano Cavestro (“Mirko"), 18 anni, studente di Parma, medaglia d’oro al valor militare, scrisse questa lettera appena prima di essere fucilato dai nazifascisti il 4 maggio 1944.
Il 25 aprile ha il suo nome.
Il 25 aprile ha il nome di tutti quei meravigliosi ragazzi e ragazze che immolarono la loro breve vita, senza alcuna esitazione, alla causa della liberazione del proprio Paese dalla tirannia nazifascista.
Il 25 aprile avremo i loro nomi nel cuore, nella coscienza, e li diffonderemo nelle piazze, ne faremo una ragione di impegno, ancora, per il futuro di una democrazia che, come sappiamo, come vediamo, non è data una volta per tutte, non vive di respiri propri, ma va irrobustita, vivificata,
giorno per giorno. Il 25 aprile diremo il nome di Giordano Cavestro a quei senatori della destra, che stanno tentando, con una ignobile proposta di legge, di abrogare la XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista.
Diremo NO! E’ una vergogna, un oltraggio ai caduti per la libertà. All’Italia intera. Il 25 aprile diremo che dalla Liberazione non si torna indietro.
Da tutte le piazze, vie, scuole, caserme, mostreremo ancora una volta, e questa volta di più, il volto dell’Italia più bella e civile: quella che non dimentica. L’Italia democratica e antifascista.

io, invece ne vedo tanti di motivi per aderire all'ANPI e non Anci che è l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, ed uno dei motivi è che nella società italiana i valori dell'antifascismo non mi sembrano per niente saldi visto e considerato come viene trattata la nostra Carta Costituzionale.

I valori dell'antifascismo sono ben saldi nella società?
Io non ci metterei la manno sul fuoco, Daniele.

Tranquillo Sole
L'Anpi ora serve come l'aria, finché c'è questo governo. Appena non ci sarà più il Berlusca tornerà nel dimenticatoio e verrà rispolverata al primo sospetto che un qualsiasi governo non gradito ai cosiddetti progressisti possa vincere le elezioni.
Addirittura c'è chi pensa che cambiare la Costituzione sia fascista, mentre quando la cambiavano loro, cosa tra l'altro perfettamente legittima visto che lo prevede la Costituzione stessa, nessuno si è posto il problema dell'attentato alla democrazia.
Il fascista è quello che crede di essere sempre nel giusto e che quello che fa chi la pensa diversamente sia orribile.

Ecco. Questa sì che è un'ottima visione della storia.
Ottima interpretazione di riconciliazione. Quanto sarebbe tutto più facile se tutti si inchinassero a questa semplice visione. Tu sei morto per una causa giusta quindi sei in paradiso. Tu sei morto per una causa sbagliata quindi vai all'inferno e non ti permettere di obiettare.
E dire che Totò scriveva che la morte è una livella. Che illuso.

Se sei d'accordo con Remigio Ceroni, caro freewilly, puoi dirlo apertamente. Avanti, non ti vergognare.

I morti sono morti, sempre e tutti allo stesso modo. Massimo rispetto per loro e per i loro familiari che li piangono e soffrono per la loro perdita. Diversa cosa sono gli ideali che li hanno portati alla loro triste fine. La storia ha decretato che gli ideali che ispiravano il fascismo erano sbagliati mentre quelli della resistenza erano giusti. Non pensarla così sarebbe come dire che chi combatteva da una parte o dall'altra, anche senza rimetterci la pelle, solo per il fatto combattere per qualcosa, merita riconoscenza. Ragionando così dovremmo ricordare anche Hitler e piangere la sua morte, anche lui è morto per qualcosa, no?? Nessuno da giudizi sulle persone (dal mandare qualcuno all'inferno o paradiso, poi me ne guardo bene...)si tratta semplicemente di avere il coraggio e l'onestà morale di ammettere le obiettive colpe di chi, anche se indirettamente, ha contribuito a portare un paese alla rovina, migliaia di giovani alla morte, spezzare la vita a tanti innocenti. Riconciliazione significa ammettere questo da una parte e perdonare dall'altra. Non significa trasformare i cattivi in buoni così che non ci siano più i cattivi o i canefici in vittime così che non ci siano più carnefici.

le ricamatrici d'Arcevia secondo te avevano tutte quelle colpe che hai sciorinato sul groppone e chi le ha fucilate non è un carnefice ma una vittima?

Potrei anche essere d'accordo e non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi, è solo un'opinione su una proposta, e se la maggioranza di chi dovrà votare la proposta di Ceroni sarà contraria la proposta verrà bocciata. Così funziona la democrazia che sbandierate tanto. Meno normale è che alcuni pensino che Ceroni quella proposta non avrebbe dovuto o potuto farla. E questi sono i veri fascisti. Ti ci riconosci?
Tu piuttosto, eri d'accordo quando la costituzione è stata modificata per la sciagurata devoluzione alle regioni di alcune competenze, creando lo stato di paralisi attuale? Penso che eri d'accordo e neanche ti sarai posto il problema dato che allora governava un certo Prodi.

le colpe che avevano o non avevano non lo so ma vorrei ricordare che nel periodo in questione sul territorio Italiano c'era qualcosa chiamato "guerra". Portata nel nostro paese per colpa di un regime, quello fascista. La resitenza ed i movimenti partigiani nascono per ribellarsi a questo regime dopo che aveva governato per un ventennio. Se proprio vogliamo trovare il carnefice in quell'episodio direi che è stato il fascismo stesso e la sua capacità di oscurare le menti dei suoi simpatizzanti. Se poi qualcuno vuole far passare l'idea che essere fascisti nel 43-45 (dopo l'8 settembre, intendo...) non può essere considerata una colpa, beh allora che parliamo a fare...

No, non sono d'accordo, sebbene abbia stimato talvolta Prodi. Tu però sei per togliere il potere decisionale a Presidente della Repubblica e Magistratura per assegnarlo in toto al Parlamento. e questa norma è di stampo fascista.

Daniele, io fino a ieri o giu' di lì ti avrei anche potuto dare ragione. Oggi, scusami se te lo faccio notare, dopo aver visitato il sito del Sig. Dean che ho segnalto sulla notizia del Consigliere Pazzani, qualche motivo ne trovo eccome!

Mai scritto di presunta "obbligatorietà" di adesione all'ANPI (avevo sbagliato a scrivere): e appunto parlavo di adesione, non iscrizione.
Se poi una estrema minoranza di senatori esprime concetti cretini, è appunto un'estrema minoranza subito zittita e che nemmeno si merita di essere ancora citata.
I valori che cito li voglio vedere per primi nella società civile, e poi sarà giocoforza possibile vederli nella politica: mai il contrario.
Con questo non ho detto che l'ANPI non ne abbia i crismi, ma certo non può essere sempre un movimento di persone associate in gruppo a portare avanti dei valori: è la società nel suo insieme globale che dovrebbe averne.
E certo, per prima cosa rimanderei gentilmente a casa l'attuale politica: tutta.

Se non sei d'accordo perché non usi gli stessi toni che usi ora contro chi non ti è simpatico?
Vedi, neanche io sono d'accordo con Ceroni, ma non vedo nulla di male nel fatto che lui abbia proposto la tal cosa. E prima di sfrondonare studiati la Costituzione a cui tieni tanto..... la magistratura non ha alcun potere decisionale ma è titolare del potere giudiziario, il parlamento è titolare del potere legislativo e il governo del potere esecutivo.
Il presidente della repubblica non ricordo bene quale precisa funzione abbia ma prometto di informarmi e te lo farò sapere

Appunto e tu ti ostini a non vedere che il Parlamento sta andando aldilà dei limiti consentiti.

Potere legislativo..... praticamente secondo te un parlamentare, nell'esercizio delle sue funzioni, che presenta una proposta di legge sta andando aldilà dei limiti consentiti?
dai retta, studiati la costituzione
studiandola, vedi anche se nella costituzione è previsto che le leggi prima di essere promulgate abbiano bisogno del gradimento della magistratura....
mi sa che rimarrai deluso, e se sei onesto come penso dovresti anche esprimere un tuo parere sull'operato di alcuni magistrati rispetto alle proposte di modifica dell'ordinamento giudiziario, che è sempre una legge emanata dal potere legislativo
arrivederci alla prossima puntata

Dimenticavo:ultiammente promulga il Governo con decreti, altro che il Parlamento.




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