Avanti Senigallia: la città muore e nessuno se ne accorge

maurizio perini 2' di lettura Senigallia 21/04/2011 -

Potremmo essere la perla della riviera delle Marche , invece perdiamo posizioni nel mercato turistico regionale e dell’Adriatico. In questi giorni di grandi dibattiti su piano arenili, con convergenze bi-partisan per tutelare le posizioni e gli interessi ragionevoli ma private di alcuni si omette di dire che la città , nonostante il “can can” pubblicitario di una bandiera Blu e spot pubblicitari (che proprio no si capisce siano stati girati a Senigallia) , sta lentamente morendo, abbandonata dai turisti e cosa più grave, dai giovani.



Il nostro primo cittadino non può non confrontare Senigallia con le varie Gabicce, Cattolica, San Benedetto, Grottammare e verificare questo stato di cose;con un turismo, eugubino jesino e fabrianese in netto calo come quello della 3ªetà ; un lungomare trascurato alla faccia del piano arenili con piante malate poca illuminazione e parcheggi a pagamento; un centro storico che perde i pezzi e tranne poche rare eccezioni è vuoto già alle otto della sera; una pista ciclabile pericolosissima con buche e tombini pitturati di rosso; ma soprattutto con una offerta turistica che l’Amministrazione non è in grado di ammodernare facendo pressione sulle categorie, i cui interessi devono essere sì rispettati, ma nell’ottica dello sviluppo della città e non a suo discapito.

Se poi affrontiamo il tema dello sviluppo industriale del territorio dovremmo semplicemente dire che Senigallia è nell’arco di 15 anni divenuta una città statale e parastatale, senza lavoro che non sia offerto dal “pubblico”; cosa questa grave perché danneggia il dinamismo del territorio e oggi ancor più drammatico perché in una fase di crisi in cui occorre risparmiare, interventi che minimamente vanno a toccare sanità e P.a. incidono pesantemente sul bilancio delle famiglie senigalliesi, al cui interno almeno uno o due membri lavora per un ente ospedaliero, amministrativo o comunque pubblico; senza parlare poi delle ricadute che restringimenti dell’offerta sanitaria possono avere sulla qualità della vita di tutti.

Allora chiedo al Sindaco che nel suo auto elogio di qualche settimana fa definiva questo primo anno di governo come meraviglioso, se questa situazione che tutti hanno innanzi, sia invisibile alla politica per incapacità o per un politicamente corretto garantismo dello status quo cui la gran parte dei Partiti intende mantenere alle spalle del bene del territorio e dei cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2011 alle 16:12 sul giornale del 22 aprile 2011 - 2275 letture

In questo articolo si parla di politica, maurizio perini

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A Maurì, son d'accordo con te, ma avrei detto qualcosa in più e meglio sulle "convergenze bi-partisan".
Infatti tutelare le posizioni e gli interessi "ragionevoli" (?!) di alcuni privati non è forse una se non la causa principale della perdita di posizioni nel mercato turistico ?
Perchè qui stà il nocciolo della questione, Senigallia da oltre 20 anni non ha una sua politica turistica, ha vissuto di rendita del passato, e si è appiattita nell'accontentare piccole clientele locali politico-partitiche.
Ottenendo la maggioranza che governa sempre un riscontro elettorale.
E le minoranze ? Qualche ombrellone gratis ?
Ad iniziare dal PdL occorrerebbe un repulisti generale.

Bravo Perini!
Aggiungerei che gli idraulici non sono più quelli di una volta, che quando li chiami non vengono mai e poi, a fine lavoro, non vogliono farti la fattura.
E i giovani d'oggi? Maurizio mio! Non hanno più voglia né di studiare né di lavorare.
Per non parlare delle mezze stagioni. Dove sono finite le mezze stagioni?

Sono d'accordo sulla parte che riguarda il turismo giovane. A Senigallia di turisti giovani non se ne vedono più. Alcuni (pochi) anni fa la città era invasa di ragazzi, soprattutto provenienti da città come Jesi, Fabriano che venivano a divertirsi a Senigallia sia in estate che in inverno. Oggi ciò non avviene più, soprattutto in inverno. E anche d'estate, locali molto più moderni dei nostri, "stoppano" i turisti del diverimento prima di Senigallia. Mettiamoci anche politiche assurde e controlli oppressivi per quello che riguarda la musica e cose di questo genere e la frittata è fatta. D'inverno la situazione è imbarazzante. La città vive un giorno a settimana (il sabato). Anche al venerdì i locali sono vuoti. Colpa della crisi? Forse. Se però andando a Fano o a Jesi trovi locali pieni e gente di Senigallia "in trasferta" qualche domanda te la fai.
Qualcuno neanche se ne accorgerà ma anche molti ragazzi dei comuni limitrofi a Senigallia, ormai spesso e volentieri "fanno serata" al loro paese.
Se alla comunità va bene così, perchè ci si guadagna in tranquillità e quelle dieci sedie e quei due cartelli stradali che qualche ubriaco attenta rimangono al loro posto, allora continuiamo pure su questa strada.




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