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Fli: la situazione della sanità senigalliese non è così rosea

Futuro e libertà| 3' di lettura Senigallia 15/04/2011 -

Il dibattito sulla sanità locale occupa ormai da tempo le pagine di molte edizioni dei quotidiani locali: si rimpallano le responsabilità, si propongono i mugugni, ma in troppi mancano di offrire un quadro obiettivo che potrebbe aiutare tutti a farsi un’idea più chiara della situazione che stiamo vivendo grazie alla scarsa lungimiranza che, come accade ovunque, fa segnare il passo al buon senso.



Un quadro che delinei la fisionomia più somigliante al vero di quella che è la reale situazione in cui versa la sanità nella nostra cittadina, ma non solo, che nei prossimi mesi, è la speranza di tutti, si troverà a dover rispondere ad un numero maggiore di utenti. Un quadro che tenga anche conto di coloro che la sanità la vivono non da cittadini-utenti ma in quanto lavoratori del settore.

Ci è stato sempre dipinto uno scenario abbastanza felice ma se fosse vera (e pensiamo davvero che lo sia) l’impossibilità di assumere nuovo personale per tutto il 2011 e 2012 le conseguenze potranno essere facilmente immaginabili, e facile da immaginare è la situazione in cui si trova il servizio 118: su 17 autisti in organico ne mancano 3, due di essi sono ormai in pensione da mesi e solo di recente si è provveduto a sostituirne uno in base ad un accordo stipulato con un ente che gestisce ambulanze private, con costi orari e via dicendo che, si presume, aumenteranno per garantire lo smaltimento delle ferie e dei turni di riposo accumulati dagli autisti in servizio che si prodigheranno in sostituzioni; e se è somigliante al vero la spesa di € 25 per “noleggiare” autista ed ambulanza per un’ora..

Una manfrina che si ripete anche per il personale paramedico che, chiamato a supplire a carenze di organico presso altri servizi, si troverà senza la possibilità di fruire con regolarità di ferie e turni di riposo e forse non era del tutto peregrina l’idea di tagliare i servizi sul territorio: mancando i servizi verrebbe a mancare anche il bisogno di destinare, a quei servizi, il personale previsto. Ma diciamo questo mossi da triste ironia! Un capitolo a parte meriterebbe la descrizione del parco mezzi: si parla di ambulanze che hanno superato abbondantemente il chilometraggio previsto. L’anziana della classe, quella che fa servizio ad Arcevia, merita rispetto per i suoi oltre 500.000 km percorsi! E se è vero che la relativa normativa prevede che un mezzo non superi i 150.000 km, o i 5 anni di vita, si è facilmente trovata la via d’uscita: ogni azienda Asl può certificare la sicurezza dei propri mezzi allungandogli così la vita in base alle esigenze ..di bilancio, che però sembrano non soffrire del via vai continuo delle ambulanze sul tragitto verso le officine convenzionate.

E pare poi che il resto del personale non se la passi meglio delle ambulanze: lavorare su doppi turni è quasi routine e i vari comunicati stampa, seppur rassicuranti, non bastano a smaltire le code in Pronto Soccorso. Insomma col personale attivo su tutto il territorio in numero uguale a quello dello scorso anno (se non addirittura inferiore), e l’aria di smantellamento che si respira un po’ ovunque, sarà un’estate calda quella che ci attende, e non parliamo da meteorolgi! Grazie fin da ora, da parte nostra, a tutti gli eroi in camice bianco, o in divisa arancione, e restiamo in attesa di una smentita a quanto descritto, che sarà la più gradita e benvenuta, purché non sia la solita nota rassicurante utile a superare Pasqua e 1° maggio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-04-2011 alle 16:12 sul giornale del 16 aprile 2011 - 732 letture

In questo articolo si parla di politica, Futuro e libertà

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