Fiamma tricolore: 'Mangialardi riferisca sul rinnovo del Consiglio di amministrazione della Multiservizi'

movimento sociale fiamma tricolore 3' di lettura Senigallia 09/04/2011 -

Acqua bene comune, strillano le sinistre con tanto di raccolta firme per il referendum. E siccome l'acqua è un bene di tutti chiediamo al sindaco Mangialardi di venire in consiglio comunale e di iniziare un dibattito, o almeno di riferire alla “città di tutti” sul rinnovo del Consiglio di amministrazione della Multiservizi S.p.A. Non lo farà perché i cittadini potrebbero capire la vera differenza che c'è tra “acqua bene comune” (e lo sarà sempre) e “acqua bene pubblico gestita pubblicamente”.



Un passettino indietro: il 2 giugno 1992 il Britannia, panfilo di sua maestà britannica, arrivò di fronte a Civitavecchia con a bordo tutti i banchieri della finanza anglo-americana mondiale (Warburg e Barclay, Coopers Lybrand, Goldman Sachs, ecc.). Da lì partì l'ordine di smantellare lo stato sociale italiano, i gioielli industriali dell'IRI, pagati mille volte dai contribuenti italiani con le loro tasse, una torta da 100 mila miliardi di allora. Furono i governi di sinistra, e dunque il PCI (poi PDS, poi DS, ora PD) ad eseguire gli ordini, a compiere quelle che passarono con il nome di privatizzazioni: Amato, Prodi, Carlo Azeglio Ciampi, Beniamino Andreatta. Inoltre i monopoli naturali (acqua, energia, telefonia, sanità, autostrade, ecc.) per loro natura non lucrosi, furono trasformati in società per azioni. Ma ecco il trucco, con il Tesoro come azionista di maggioranza assoluta (ad esempio l'ENI, l'ENEL). Il che significava: i guadagni agli azionisti, mentre le perdite le ripiana sempre il contribuente italiano, ossia Pantalone.

Il trucco ha avuto tanto successo, che l’hanno ripetuto a tutti i livelli locali: hanno privatizzato centrali del latte, aziende dei trasporti municipali, acquedotti comunali, sanità, raccolta dei rifiuti. Il vantaggio era duplice: ora le società sono soggette al diritto privato, queste aziende non sono tenute a trovarsi i fornitori con concorso pubblico, né ad alienare i propri beni (pagati dai cittadini) per gara pubblica, né a limitare le paghe ai loro dirigenti: sono diventati manager, consiglieri, amministratori delegati, da pagare come si usa sul mercato libero. Basta che andate sui vari siti della Multiservizi SpA, del CIR33 SpA e di tutte le altre, leggerete i vari membri dei consigli di amministrazione. Non ci sono laureati in geologia o in idraulica, ma una lunga serie di ex-assessori, ex-sindaci che non vengono scelti per concorso pubblico.

Avete mai sentito esprimere una critica a questo sistema dai vari partiti in consiglio comunale? Questa è la vera lotta politica tra PD (e suoi cespugli) e il PDL: riempire le varie partecipate di amici e compari. Questa è le vera casta da abbattere. Ecco perché il MSI prima e oggi la Fiamma Tricolore chiedono da sempre una riforma semplice: basta ritornare al SISTEMA PUBBLICO per tutto ciò che dà SERVIZI PUBBLICI. Perché la privatizzazione (pseudo) non ha nulla a che fare con la devoluzione, né con il federalismo e nemmeno con la democrazia. Non abbiamo dubbi: la raccolta delle firme per il referendum delle sinistre è l'ennesima presa in giro. Sveglia ragazzi !


da Riccardo De Amicis
Segretario Provinciale Fiamma Tricolore





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2011 alle 19:01 sul giornale del 11 aprile 2011 - 3386 letture

In questo articolo si parla di politica, Movimento Sociale Fiamma Tricolore

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grazie per la lezione di storia, ma occorrono alcune precisazioni:

la raccolta firme è finita da un pezzo: senza strillare sono state raccolte 1,4 milioni di firme per i referendum sull'Acqua Pubblica, se ci mettevamo a strillare erano 3 milioni

i partiti hanno avuto un ruolo marginale nella raccolta firme: è stata sempre intenzione del Comitato referendario nazionale quella di dare ai partiti un ruolo di solo supporto, lasciando alle associazioni e ai movimenti la guida della campagna referendaria

il referendum si voterà il 12 e il 13 giugno, assieme a quello sul nucleare (quanto mai attuale) e a quello sul legittimo impedimento

i due referendum sono per l'abolizione della remunerazione garantita (7%) nella tariffa dell'acqua, il trucco che rende appetibile la gestione privata del servizio pubblico e per lo stop al decreto del Governo Berlusconi per l'ingresso dei privati al 40% del servizio idrico

Sveglia ragazzi! La strada del referendum è l'unica percorribile per ritornare ad un servizio idrico realmente pubblico. E voi che strada proponete?

Paolo Talucci


No, il britania non c'entra. In realtà la colpa è tutta di Basaglia, con la sua mania di chiudere i manicomi!!!!

Sveglia De Amicis, le firme sono state raccolte ed il referendum è l'unica strada possibile anche perchè non ve ne sono altre

A) Elenco privatizzazioni:

a) Nell’anno 1992/93 (Governo Amato, poi Ciampi)

ITALGEL (IRI-SME) – 1600 dipendenti – quota ceduta 62% per 431 miliardi a Nestlé
CIRIO-BERTOLLI-DE RICA (IRI-SME) – quota ceduta 62% per 310 miliardi a FISVI poi Unilever e Cragnotti
CREDITO ITALIANO (IRI) – 15.800 dipendenti – quota ceduta 55% per 1801 miliardi – per 80% a piccoli azionisti, controllo Mediobanca e altri
SIV (vetro EFIM) – 3800 dipendenti – quota ceduta 100% per 210 miliardi all’inglese Pilkington
NUOVO PIGNONE (ENI) – 5100 dipendenti – quota ceduta 70% per 713 miliardi a General Electric (USA) – (ulteriore 9% ceduto a G. E. nel 1997).

b) Nel 1994 (Governo Ciampi, poi Berlusconi)

IMI (Min. Tesoro) – 900 dipendenti – ceduta 1° tranche 33% per 2180 miliardi – controllo a banche (San Paolo, Cariplo, Montepaschi)
BANCA COMMERCIALE ITALIANA (IRI) – 18000 dipendenti – quota ceduta 51% per 2891 miliardi – piccoli azionisti 85%, controllo a Mediobanca, Generali, Paribas, Commerzbank
INA (Min. Tesoro) – 4600 dipendenti – ceduta 1° tranche 47% per 4530 miliardi – controllo a banche (San Paolo, Cariplo)
ACCIAI SPECIALI TERNI (IRI) – 24.300 dipendenti – quota ceduta 100% per 600 miliardi a KAI (Krupp, Falk, etc.)
SME (IRI) – 18.900 dipendenti – ceduta 1° tranche 32% per 723 miliardi a Luxottica/Benetton.

c) Nel 1995 (Governo Dini)

ITALTEL (IRI-STET) – 15.000 dipendenti – quota ceduta 50% per 1000 miliardi a Siemens (Germania)
ILVA LAMINATI PIANI – 18.000 dipendenti – quota ceduta 100% per 1929 miliardi a Gruppo Riva
IMI (Min. Tesoro) – ceduta 2° tranche 19% per 1200 miliardi
SME (IRI) – ceduta 2° tranche 15% per 341 miliardi a Luxottica/Benetton
ENI (Min. tesoro) – 95.000 dipendenti – ceduta 1° tranche 15% per 6.229 miliardi ad azionariato diffuso
ISE (IRI-settore energia) – 150 dipendenti – quota ceduta 74% per 370 miliardi ad Edison-EDF (Francia)
ENICHEM-AGUSTA (ENI) – 1100 dipendenti – quota ceduta 70% per 336 miliardi a cessionari non noti
INA (Ministero Tesoro) – ceduta 2° tranche 18,4% per 1.887 miliardi a banche.

d) Nel 1996 (Governo Dini, poi Prodi)

DALMINE (IRI) – 4700 dipendenti – quota ceduta 84% per 301 miliardi a Techint/Rocca
ITALIMPIANTI (IRI) – 1.200 dipendenti – quota ceduta 100% per 42 miliardi a cessionari non noti
NUOVA TIRRENIA (CONSAP – navigazione) – 900 dipendenti – quota ceduta 91% per 548 miliardi
SME (IRI) – ceduta 3° ed ultima tranche 15,2% per 121 miliardi
INA (Min. Tesoro) – ceduta 3° tranche 31% per 3.260 miliardi
MAC – quota ceduta 50% per 247 miliardi a GEC-Marconi (GB)
IMI (Min. Tesoro) – ceduta 3° tranche 5,9% per 501 miliardi
ENI (Min. Tesoro) – ceduta 2° tranche 15,8% per 8.872 miliardi ad azionariato diffuso
ALFA ROMEO AVIO (IRI-FINMECCANICA) – quota ceduta 75% per 200 miliardi a Fiat.

e) Nel 1997 (Governo Prodi)

ENI (Min. Tesoro) – ceduta 3° tranche 17,6% per 13.230 miliardi ad azionariato diffuso
TELECOM (Min. Tesoro) – quota ceduta 92,5% per circa 26.000 miliardi ad azionariato diffuso – controllo a nucleo stabile (7,5% azioni) costituito da banche, FIAT/IFIL, soci stranieri
FINCANTIERI (IRI) – ceduto 100% a NEW SULZER AG per 151 miliardi a società finlandese
SEAT (IRI) ceduto 44,7% per 1.650 miliardi a Comit, De Agostini, etc.
Banco di Napoli (Min. Tesoro) 60% per 62 miliardi

f) Nel 1998 primo semestre (Governo Prodi)

ENI (Min. Tesoro) – ceduta 4° tranche 14,2% per 13.000 miliardi ad azionariato diffuso (con la 4° tranche ENI risulta privatizzato al 62% con 41.000 miliardi di incasso totale)
ITALIA NAVIGAZIONE (IRI-Finmare) – quota ceduta 100% per 150 miliardi ad armatori privati italiani (D’Amico)
AEM (Comune di Milano) – quota ceduta 49% per 1400 miliardi ad azionariato diffuso
ALITALIA (IRI) – cessione controllo alla olandese KLM (attraverso scambio azioni o cosiddetta «joint venture»)
ELSAG-BAILEY (IRI-Finmeccanica) – quota ceduta 100% per cifra non nota ad acquirenti stranieri
LLOYD TRIESTINO (IRI-Finmare) – quota ceduta 100% per cifra non nota a gruppo Evergreen (Taiwan)
Banca Nazionale del Lavoro (Min. Tesoro) – quota ceduta 67,8% per 6.707 miliardi ad acquirenti non noti

Successivamente sono state eseguite altre importanti operazioni di privatizzazione, fra cui quella della società AUTOSTRADE (IRI), conclusa nel 1999.

FONTE: Antonio Venier - Il disastro di una nazione – saccheggio dell'Italia e globalizzazione. Edizioni di Ar.

B) Riunione sul Britannia:

a) http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/02/convegno_sul_Britannia_sponsor_Regina_co_0_92060218751.shtml
b) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/03/quella-reggia-sul-mare-romantica-spartana.html

L'articolo è interessante perchè ricorda la sostanza di certe scelte politiche.
Tutti presi dalle tante campagne elettorali, politiche, amministrative, referendarie, inflazionate e faziose, si dimentica troppo spesso, quasi sempre, il merito delle questioni.
Infatti anche il Sindaco è sceso in campo pro-propaganda, ad uso dei tifosi ed elettori, ma nulla si sa della gestione e delle nomine a Multiservizi.
Ed ad alcuni manco interessa.
Quelle sono cose "pubbliche" cioè "cose loro".

Buon pomeriggio a tutti,
sfortunatamente per l'italia e gli italiani, (supponendo che ancora lo siamo tutti) le vicende evidenziate da riccardo sul britannia sono vere, esistendo anche libri in merito.

Prescindendo dal commento altezzoso (lezioncina di storia), piuttosto fuori luogo nei commenti pubblici, quanto evidenziato dal segretaria provinciale, entrando nel merito, mi sembra sensato.

Premetto che io sono stato il primo firmatario a fano il primo giorno nella raccolta firme per "l'acqua pubblica" e tra i primi per i referendum proposti dall'idv in ancona.

Naturalmente io sono a favore dell'acqua realmente pubblica (essendo servizio non può essere fonte di lucro per lo stato o il parastato).

E altrettanto d'accordo (seguendo la logica che definisce i "servizi") sarei alla statalizzazione di alcuni servizi usati dallo stato con il giochetto della "privatizzazione", ovvero dell'aumento di capitale (per far partecipare alla torta dei dividendi) della quota di minoranza, assoluta o relativa che sia.

Questa è stata la linea seguita nella privatizzazione di telecom, autostrade, ferrovie e enel, tanto per iniziare.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Tariffe più alte d'europa (di gran lunga se confrontati con i tenori di vita italiani, tra i più bassi), offerta dei servizi tra gli ultimi in europa.

Enel, ad esempio, fa pagare le tariffe (a i privati) tra le più alte in europa, prendendo in giro gli utenti con le fasce (fino a 29 cEuro a kWh), telecom ha linee talefoniche che a stento reggono il servizio Adsl, con velocità degne del terzo mondo, autostrade spa fa pagare a km percorsi la loro rete autostradale, ma usa i soldi dei cittadini per "ammodernare" l'autostrada, dunque con i costi, attraverso l'anas, completamente a carico degli italiani.

In questo caso senigallia, con la sua mediocre gestione amministrativa, sta sovvenzionando la complanare (sostantivo ridicolo, trattandosi di una variante) che sta rovinando senigallia (traffico camion e distruzione delle strade, aumento del traffico in tutti i quatieri a fine "complanare") semplicemente perchè la soluzione più ovvia e a portata di mano non è stata scelta: ovvero quello di fare due caselli, uno al cesano e l'altro a montemarciano, con l'obbligo del traffico oltre le 7.5 t di andare, 12 mesi l'anno, in autostrada.

Si è preferito spendere 150 mio d'euro di soldi pubblici, tra i quali, si ipotizza, almeno una 10 di milioni, per spostare il casello da sinistra a destra nello stesso posto, ovvero per evitare una (1) rotatoria al traffico proveniente dall'entroterra.

Ecco, questa amministrazione demenziale, speculativa, lesiva, criminosa della cosa pubblica, è stata correttamente evidenziata dal segretario.

Ed è altrettanto evidente, osservando la girandola di nomi, che le nomine a direttori compartimentali e generali anticipano la carriere e il potere politico di alcuni personaggi.

Sarebbe da chiedersi, altrimenti, come mai il governo berlusconi ha stanziato circail 20 dei fondi complessivi nazionali per "l'ammodernamento" (ovvero lo scempio) delle strade marchigiane.

E' sufficiente andare a leggere l'organigramma dei dirigenti anas, e si nota immediatamente che uno dei boss è nato a senigallia.

Ora, dato che nessuno è rintronato, ne segue l'ovvio.

Con 150 milioni di euro si facevano due caselli, come scritto sopra, e riasfaltato, a norma (ovvero con asfalto di almeno 6 cm, e non di 2 come fanno adesso, rubando i soldi degli italiani) di mezza provincia.

Suggerisco ai "commentatori" di leggere l'intero articolo di Riccardo de amicis, prima di criticare in maniera vuota e, ovviamente, di separare la posizione politica dal discorso, altrimente non si fa che il gioco di un amministrazione incompetente, il cui capo è più interessato ai suoi capelli che al benessere del cittadino, senza aggiungere le vicende private omesse deliberatamente in fase di voto, l'anno scorso, per evitare di perdere il voto dei cattolici.... (e non aggiungo altro, dato che gli informati sanno perfettamente a cosa mi riferisco)

Saluti.

No.....a cosa si riferisce?




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