Tirocini formativi: Romano, 'Si cambi la legge, offerta formativa ma anche diritto al lavoro'

dario romano 2' di lettura Senigallia 19/03/2011 -

Dario Romano, consigliere comunale della lista civica di centro sinistra 'Vivi Senigallia', nel corso del Consiglio comunale di mercoledì 9 marzo ha voluto portare l'attenzione dell'agenda politica locale sulla 'disoccupzione giovanile' e più in generale sui 'giovani', considerata dallo stesso consigliere "una delle partite più importanti sul quale gioca il futuro del Paese", presentando un ordine del giorno sui tirocini formativi approvato dall'Assise.



"L’Amministrazione - sottolinea Dario Romano durante il proprio intervento in Consiglio -si impegna a chiamare tutti i soggetti, fossero essi pubblici o privati, ad una maggiore responsabilità nei confronti di quei ragazzi che poi andranno a comporre il nostro tessuto lavorativo tra qualche anno. Ciò significa che il tirocinio formativo deve essere considerato uno strumento di complemento all’ingresso nel mondo del lavoro per i giovani: un tassello che sia parte di un progetto organico e complesso, che al giorno d’oggi manca in Italia".

"In effetti, se si guardano le azioni politiche poste in essere dal Governo, -continua il Consigliere di Vivi Senigallia- troviamo una certa pochezza di proposte e contenuti per quanto riguarda le politiche del lavoro per i giovani. Diventa quindi un’esigenza, quella di iniziare ad alzare la voce di fronte all’utilizzo distorto di uno strumento che, paradossalmente, dovrebbe favorire e agevolare l’introduzione al mondo del lavoro. Sia chiaro, al tirocinio formativo non è scritto da nessuna parte che debba seguire un’assunzione certa: basta leggersi il “pacchetto Treu” del 1997 per accorgersi di ciò. Difatti, le finalità del tirocinio sono prettamente formative, una sorta di assaggio di quello che sarà il mondo lavorativo che si dovrebbe affrontare di lì a breve".

Pertanto "la disoccupazione giovanile va combattuta fortemente -conclude Dario Romano- ma noi giovani abbiamo il compito di mettere in difficoltà i nostri potenziali datori di lavoro. Come? Studiando, facendo esperienze e arricchendo il nostro bagaglio personale di conoscenze. Non dobbiamo permettere a nessuno di rubarci i nostri sogni, né tantomeno il nostro futuro".


Di seguito l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Dario Romano.



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Ordine del giorno presentato d...






Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2011 alle 17:47 sul giornale del 21 marzo 2011 - 2029 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, Sudani Alice Scarpini, tirocini formativi, vivi senigallia, dario romano

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floriano schiavoni

L'ordine del giorno così approvato nella realtà pratica non serve a nulla ( solo chiacchiere).
Quando si vuol fare qualcoa di concreto bisogna mettere mani al proprio portafoglio ( bilancio comunale) e finanziare gli stages ( preferibilmente verso privati perchè il pubblico in futuro difficilmente potrà dare seguito al periodo frmativo)con risorse proprie.
Smettiamolo di farsi belli solo formalmente!!! e scaricare sugli altri quello che possiamo fare noi!!
Floriano Schiavoni


Quindi il pubblico dovrebbe finanziare il privato anche nell'attività d'impresa, invece di porre in essere delle norme e delle regole che dovrebbero essere seguite dai privati?

floriano schiavoni

continuate poi a lamentarvi se il lavoro non c'è;
al privato, se non conviene, è difficile che insegna il mondo del lavoro;
il pubblico può e deve favorire l'incontro tra impresa e giovani.
quale cittadino si opporrebbe ad una spesa che favorisce l'inserimento del lavoro dei propri figli?



visto che ci siamo potremo anche far si che il pubblico si sobbarchi il rischio d'impresa del privato. Del resto è quello che si è fatto con le banche.
Il privato se fose lungimirante e ragionasse in un'ottica imprenditoriale anzichè "prenditoriale" investirebbe molto nell'insegnamento del lavoro e sulla formazione delle risorse umane.
Il pubblico deve investire sulla scuola, quella pubblica e statale e non quella paritaria e privata. Deve investire sulle scuole professionali al fine di formare gli uomini ed i lavoratori di domani.

Esempio concreto:
Un falegname non assume un apprendista che non conosce il lavoro perché gli costa troppo rispetto a un operaio che già conosce il lavoro.
Un apprendista, per contraltare, non va a lavorare dal falegname perché il salario che quest'ultimo gli propone è troppo basso.
Risultato: il falegname non trova un apprendista e un giovane non trova lavoro.
Una sana politica dovrebbe finanziare, almeno in parte, la differenza tra domanda e offerta che c'è tra i due. Naturalmente in mezzo ci devono essere i controlli che, nel caso dei vecchi contratti di formazione non sono esistiti e, da buoni italiani, tutti hanno sfruttato per risparmiare qualcosina sul costo del lavoro.
PS: non c'è più nessuno che sa fare il falegname.

Caro freewilly ci sono i contratti di apprendistato con i quali il falegname può tranquillamente insegnare il lavoro ad un ragazzo e risparmiare tantissimo sui contributi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Apprendistato

Qui comunque si parla di tirocini formativi che sono tutt'altra cosa rispetto a quello di cui parli tu.


Sì, la fonte è illuminante.

Comunque tu continua a parlare che intanto il falegname continua a non saperlo fare più nessuno.